Tuesday, May 08, 2007

grrrrrrrrrrrrrr


Noi italiani possiamo sopportare tutto. E purtroppo lo facciamo in continuazione. Ma guai a toccarci il conto in banca. Sarà che di soldi ne girano pochi, sarà che quei pochi sono generalmente sudati di brutto. Però se ci infili le mani in tasca diventiamo delle belve. Ed è esattamente così che mi sento io adesso, nel leggere sul sito di Peacereporter, il comunicato con il quale Emergency informa dell’ennesima azione di forza intrapresa dal governo Karzai contro questa ong. Quel governo ha infatti espresso l’intenzione di requisire gli ospedali di Emergency, per stabilirvi un’altra e non meglio precisata ong (in quello di Kabul) o addirittura una struttura militare NATO in quello di Anabah (‘Provincial reconstruction team’…).
E qui, se permettete, mi incazzo! E ne avrei a milioni di motivi validi per incazzarmi, tutti più o meno legati a tutto quanto è successo ad Emergency negli ultimi mesi. Dal rapimento Mastrogiacomo a quello Hanefi. Ma invece mi incazzo da tipico Lesandro medio ed italiano. Perché quegli ospedali sono stati costruiti grazie alle nostre donazioni, ai nostri soldi. Soldi che ci siamo cavati di tasca non senza problemi ma che abbiamo benedetto dal primo all’ultimo centesimo perché avrebbero permesso ai medici, ai chirurghi, agli infermieri giù fino agli addetti alle pulizie, di fare quello che avremmo voluto fare noi, ma che non abbiamo fatto, vuoi per mancanza di conoscenze specifiche (non siamo tutti chirurghi) vuoi per mancanza di coraggio (non siamo nemmeno tutti eroi). Abbiamo fatto donazioni ben conoscendo il criterio con cui quei soldi sarebbero stati utilizzati: assistenza di qualità, a tutti e gratuita. E lo dico sinceramente, mi importerebbe fino ad un certo punto sapere che questi ospedali vengono requisiti se avessi la certezza che queste tre condizioni venissero rispettate. Al massimo lo troverei paradossale. Ma invece nessuna garanzia viene data dal governo Karzai riguardo alla professionalità del personale medico che dovrebbe operare in questi ospedali né riguardo al fatto che l’assistenza medica venga riconosciuta a tutti e non solo ai feriti ‘amici’ (politica apertamente espressa da quel governo), né che questa venga fornita gratuitamente. Anzi, veniamo informati che una di quelle strutture, quella di Anabah, potrebbe essere destinata ad uso militare.
Cari Prodi e d’Alema, non ho dato i miei soldi per contribuire alla costruzione di basi militari o di ospedali per pochi eletti. O a quel criminale di Karzai gli mettete un freno una volta per tutte oppure quei soldi me li ridate voi!!!

3 comments:

Gery Palazzotto said...

Dobbiamo imparare a tarare le nostre reazioni quando facciamo atti di carità. La carità in fondo è un prestito perduto: ognuno dà ciò che si può consentire di perdere.
Certo ciò deve avvenire con un atto di consapevolezza, non per vie traverse. Non so se rendo l'idea...

Lesandro said...

Sono d'accordo con te se si parla di carità. Posso dare dieci euro ad un clochard che mi dice di avere fame e poi vederlo entrare in un pub per farsi una pinta senza per questo richiedergli indietro i soldi. Però non considero carità i soldi devoluti ad una ong come Emergency. La considero piuttosto una necessità morale dettata dal fatto che in mezzo a quel casino decidono di andarci loro anche al posto mio.

Lawrence d'Arabia said...

non si può darti torto, ma non dev'esser molto facile esser nei panni di Karzai...