Wednesday, March 14, 2007

Fulmyne - Poveri noi

Notizia fresca fresca di oggi è che il governo ha deciso di spalancare le frontiere agli immigrati; in particolare a quelli laureati! Ma ce n’è davvero bisogno; di cervelli e manodopera che arrivi da fuori? Non sarà che magari le industrie, attraverso le solite pressioni politiche che sono ben in grado di gestire, sentono il bisogno di un altro po’di manovalanza a basso costo? Di quella non ce n’è mai abbastanza a quanto pare, mentre i nostri giovani laureati sono costretti ad emigrare, per non starsene a spasso.
Non sarà per caso che il governo ha bisogno di qualche voto (previsto dal disegno di legge) in più. Prima di continuare voglio sottolineare che io sono Fulmyne (non il mio amico Lesandro), e che lui non è responsabile di ciò che dico io; se non nella lieve misura dovuta alla possibilità che mi ha dato, di comparire saltuariamente sulla sua bella vetrina virtuale. Evidentemente il caro Lesandro ama il confronto, anche e soprattutto con uno come me, che ha una visione delle cose a dir poco intollerante. Qui volevo arrivare! Io sono intollerante, razzista, e un po’ razzomane. Nell’ordine vuol dire che ho poca pazienza con chiunque, che credo che le razze tra gli uomini esistano e abbiano peculiarità differenti, e infine ma non meno importante: che ognuno può fare ciò che crede opportuno a condizione che non pretenda di farlo “in casa mia”. Mi sono francamente rotto le palle di questo perbenismo mascherato da compassione che ignora i suoi figli (appunto) a favore del primo disperato (o peggio disonesto) che si infila in Italia fregandosene delle acque territoriali…
Non dico che non li rispetto questi disperati, ma semplicemente mi disturba fortemente la loro vicinanza; e gli effetti che la loro comunità in crescita esponenziale ha sulla società e sull’economia.
Dove vedo la soluzione del problema? Semplice; aiutiamoli ad aiutarsi nel loro paese.
Non mi sembra così assurdo! Dopotutto una volta un uomo disse: “Se dai un pesce ad un uomo mangerà una volta, ma se gli insegni a pescare…”

11 comments:

cinema and cigarettes said...

Il mio amico Salvatore, siciliano di nascita ha comprato una casa a Siena dove ha studiato, per poi vivere e specializzarsi a Londra. Gianluigi studia a casa della sua ragazza in Spagna, per poi dare gli esami a Palermo, adesso da laureato vive a Barcellona. Mio zio abita in Svizzera da più di 40 anni. I miei cugini (anche loro siciliani) abitano a Berlino. La mia amica Silvia lavora in Italia (commessa in negozio di libri), ed ogni lunedì và in Austria per conseguire il dottorato in Storia, un giorno, ci andrà ad abitare. (potrei citarne ancora). Io sono stato ed ho abitato su e giù per lo stivale e forse, se passa il treno giusto (e ho le palle)... eee che cazzo!

Ci sono italiani che sono nati per stare in Italia, (perchè gli piace così com'è).
Ci sono Italiani che sono "stranieri" nel propio paese, perchè nati nel posto sbagliato!!! ...(?)

Ma perchè per sentirmi un tantino Italiano e orgoglioso, devo citare (per avere un pò di attenzione) sti cazzi di mondiali!

Saluti sinceri ai miei "paesani" Fulmyne e Lesandro.
Questa volta con Orgoglio, e se qualcuno non presta attenzione può andare a farsi f...

Lesandro said...

I mondiali dici? Perchè i mondiali? Perchè sembra che in Italia riuscire a vivere in maniera dignitosa ed onesta del proprio lavoro e nient'altro sia impresa impossibile, o comunque limitiata a pochi 'eletti' che usufruiscono dei giusti 'agganci', e che pertanto preferiscono rinunciare all'onestà a scapito di uno stipendio che pure è tanto importante. Sapessi quante volte mi sono sentito rimproverare di 'ingenuità' per aver rifiutato questo o quell'aiuto 'discreto' nella ricerca di un posto di lavoro. E' la solita storia, lo fanno tutti perchè non dovrei farlo pure io? In tutto ciò, ovviamente, le istituzioni sguazzano. Di questo 'modus operandi' sono responsabili e complici. Basta vedere cosa accade a chi si candida alle elezioni...sei eletto? hai un posto in parlamento. Non sei eletto? Un posticino dentro qualche ministero o commissione te lo troviamo lo stesso. E' anche per questo motivo che l'argomento del post è uno di quei punti su cui io e il mio amico Fulmyne non ci troveremo mai d'accordo. Non riusciamo ad aiutare noi stessi nel nostro paese, come possiamo pretendere di aiutare altri ad aiutarsi? E che ne sarebbe di me adesso se anche il Regno Unito avesse ragionato come lui? Probabilmente sarei disoccupato (o raccomandato dentro qualche Università italiana...).

Fulmyne said...

Caro Lesandro... Per quanto ne so tu non sei sbarcato in Inghilterra con un gommone non autorizzato. Per quel che ne so non ti sei portato dietro tutto il parentado..
Non sei nè un raccomandato, nè un incompetente. Hai accettato le regole che hai incontrato, e ciò che hai ottenuto è solo il frutto dei sacrifici e degli studi che hai affrontato. Ti hanno preso perchè gli servivi a qualche cosa, non perchè ti sei messo a frignare alla frontiera implorando pane per i cinque figli che hai apresso. Non ultimo, ti scaricheranno appena lo riterranno opportuno per i loro affari, e non credo che ti diano la possibilità di votare, lassù.

Lesandro said...

vero, ma davvero ritieni che sia questo che fa la differenza? Perchè pensi che 'loro' si portino appresso tutto il parentado e lo facciano 'frignando' alle frontiere, perchè non hanno voglia di scrivere un CV? La sola differenza tra me e loro è che io ho avuto la fortuna di nascere in una condizione che mi ha consentito di studiare e di produrre qualcosa già nel mio paese, seppur lavorando gratis per sei anni (cosa che non avrei potuto fare senza vivere fino a 30 anni coi miei) mentre loro hanno avuto la sfiga di nascere in contesti di guerra piuttosto che di miseria o carestia o AIDS e via dicendo dove l'unica cosa che ti è consentito fare è di crepare, nemmeno tanto in santa pace. Poi certo ci saranno pure quelli che arrivano qui alla ricerca di facili guadagni e senza scrupoli, non discuto. Per quelli invoco il pugno di ferro anche io. Non bastassero i nostri...Ma ti assicuro che se avessi avuto dei figli e una famiglia miei e non avessi avuto le opportunità che ho avuto, non ci avrei pensato due volte ad andare a 'frignare' davanti alla porta di qualcun'altro per dar da mangiare alla mia famiglia. Cosa che molti italiani hanno fatto all'inizio del secolo scorso e purtroppo ricominciano a fare all'inizio di questo.
Inoltre, senza extracomunitari, noi oggi saremmo nella merda. Tu sei ancora uno dei pochi che apprezzano il lavoro per la dignità che conferisce all'uomo, senza stare a discriminare tra un neurochirurgo o un carpentiere. Di questo te ne rendo atto. Ma sei (siamo) solo (soli) in questo purtroppo. O al massimo in compagnia di pochissimi. La stragrande maggioranza della gente, ahimè, dei giovani, oggi non accetterebbe di fare molti lavori INDISPENSABILI ad una società civile, che invece vengono svolti dagli extracomunitari. E' cinico dirlo, soprattutto se si considera in quali condizioni lavorano, ma è così. Anche perchè i committenti, i datori di lavoro, non si fanno scrupoli in questo senso, e preferiscono assumere un magrebino sul quale possono risparmiare in sicurezza e contributi piuttosto che un italiano, che invece avrebbe ben altre pretese. E tu questo lo sai bene, l'hai scritto pure qui. Anche loro li prendiamo perchè servono a qualcosa quindi.
Mi scaricheranno quando non gli servirò più, questo è scontato. Ma almeno ho la possibilità di costruire qualcosa nel frattempo. Credo che anche loro ne meritino una simile.
Ho già votato due volte qui, per il consiglio comunale e per le politiche. Ho un'assicurazione sanitaria, un contratto pubblico e, volendo, anche i contributi pagati (ma ho deciso di non pagarli ancora) e non ho dovuto chiedere niente, hanno fatto tutto loro. Lavoro in UK, quindi lavoro per loro, è loro responsabilità.

Fulmyne said...

Come al solito la tua argomentazione è valida e condivisibile (...la trovo davvero condivisibile!), ma io sostengo che il problema degli stranieri sia risolvibile in modo alternativo. Sostengo che abbiano tutto il diritto di stare bene anche loro; ma allora perchè, se veramente non siamo gli speculatori che siamo.., allora perchè non li aiutiamo a rendere le condizioni di vita migliori nel loro rispettivo paese di origine? Non importando la democrazia con le bombe intelligenti, naturalmente; ma donandogli istruzione, tecnologia e sanità.
In certi casi basta solo aiutarli a scavare un pozzo, oppure a canalizzare l'acqua che utilizzano.
L'Abissinia (dove è nata mia madre) era ricchissima e florida finchè venne amministrata dall'Italia fascista (...eh già, mia madre e mia nonna sono testimoni).
E' una questione di ipocrisia cronica di cui la nostra società occidentale soffre...
Prima andiamo a estrarre il petrolio nel Congo, costruendo palestre ipertecnologiche riservate ai tecnici, che vivono a un tiro di schioppo dalle capanne di sterco... e poi accogliamo a braccia aperte i profughi per utilizzarli come manodopera facilmente ricattabile....
Non mi sembra affatto una buona condotta la nostra; non mi pare una bella situazione la loro...
Ma se poi qualcuno si stanca di essere depredato dei tesori della propria terra, e infine decide che l'unico modo per fare la voce grossa è quello di rapire un tecnico petrolifero... forse c'è da capirlo; no?

Fulmyne said...

...questo improvviso spostamento di masse da una parte all'altra del globo è innaturale e dannoso.. anche per i più deboli

Lesandro said...

ma il fatto è che noi siamo quel genere di speculatori caro Fulmyne. Lo siamo assolutamente. Anzi, peggio. Noi siamo in coda agli speculatori. Io quoto (cioè condivido) tutto quello che hai detto. Però lo vedi anche tu che, alla fine di questa discussione, il problema non è essere razzisti o razzomani. La CAUSA del problema non sono queste persone. Il problema è la totale mancanza di interesse da parte 'nostra' nei confronti di quello che accade nei loro paesi. O meglio, la mancanza di un interesse solidale e la presenza di un interesse solamente speculativo. In altre parole caro Leo, razza a parte, rimane un problema di gente ricca contro gente povera. Gira che ti rigira sempre li si va a parare alla fine. E la cosa maggiormente triste è che, come dici tu, basterebbe molto poco. Ti richiamo ad un post precedente in cui ho voluto celebrare sia le imprese che le frasi di uno dei pochi che tentano di fare qualcosa in questo senso...Padre Alex Zanotelli...che non è un 'governo' purtroppo...ma solo una voce nel deserto.

Lawrence d'Arabia said...

bella l'idea del confronto, renderà sicuramente il blog più vario di come già non sia.

Francis Drake said...

Non trovo cosi disdicevole l'immigrazione, c'è caso che si impari qualche cosa a cambiare aria.

Fulmyne said...

Comunque bisogna ammettere perlomeno che il problema degli immigrati, non si risolve spalancando le frontiere a tutti, e in tutte le direzioni...

Lesandro said...

certo che no. ci mancherebbe altro. Ma è vero anche il contrario. Non si risolve chiudendole le porte. Anche perchè la clandestinità passa notoriamente dalla finestra, col risultato che ci troveremmo pieni di irregolari e a tutto vantaggio di chi da questo tipo di traffico guadagna fior di miliardi. Ci vuole la volontà politica per risolvere questo problema. Volontà di intervenire all'estero non solo per aprire fabbriche ed usufruire di manodopera economica.