Thursday, May 10, 2007

La Teologia della Liberazione



Il papen è volato in Brasile. È il primo viaggio del Grande Ratzinger in sudamerica. Sembrerebbe il classico viaggio apostolico, oltretutto in un paese enorme che conta più di cento milioni di cattolici, ma non è così. Il Brasile è la terra della ‘Teologia della Liberazione’, tanto di buon occhio vista da Giovanni Paolo II e tanto osteggiata dall’allora Cardinale Ratzinger quando ancora era solamente Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (istituzione religiosa in altri tempi nota come Inquisizione). Cos’è la Teologia della Liberazione? È una rilettura del messaggio evangelico che tende a portare in contatto gli insegnamenti di Cristo con le necessità sociali ed economiche delle classi più povere ed oppresse del pianeta. Detta così sembra un’ovvietà, ma non lo è affatto. La Teologia della Liberazione nasce in seguito all’impatto avuto in sudamerica da alcuni movimenti religiosi, negli anni ’50, che portarono i preti a contatto con la classe operaia, prima in Francia e poi in Italia. Molti sacerdoti, in quegli anni, iniziarono a lavorare in fabbrica per essere più vicini agli operai. L’esperienza dei preti operai, peraltro immediatamente condannata dal Vaticano di Pio XII che ravvisò un pericoloso avvicinamento della Chiesa al ‘comunismo’, venne descritta dai suoi protagonisti in diversi libri che attraversarono l’atlantico e, negli anni ’60, accesero la passione di alcuni sacerdoti, tra cui Gustavo Guiterrez, Helder Camara e Leonardo Boff, gli ultimi due brasiliani. Questi uomini elaborarono e svilupparono la Teologia della Liberazione in un contesto di dittature sanguinarie ed oppressione quale era quello dell’America del Sud di quegli anni, risentendo anche degli insegnamenti provenienti dall’America del Nord (Martin Luther King Jr.) e dal Sudafrica (Desmond Tutu). All’interno di questa nuova dottrina, si evidenziano punti che mai ci sogneremmo di ascoltare in quella canonica. La povertà è un peccato sociale. La Liberazione passa attraverso la presa di coscienza della lotta di classe esistente ed attraverso lo schierarsi dalla parte dei più deboli. La dottrina evangelica va accettata liberamente. Ovvero, prima si pensa a fornire ai poveri condizioni di vita dignitose, poi gli si chiede se vogliono abbracciare la religione, e non il contrario, come accadeva (accade?) nelle missioni. L’uomo per salvarsi deve essere solidale e creativo, e deve considerare come una salvezza anche l’ambiente in cui vive, che deve pertanto essere rispettato. Verrebbe da chiedersi, quando mai Gesù Cristo ha predicato qualcosa di diverso da tutto ciò? E non è un caso infatti che Giovanni Paolo II abbia riconosciuto, seppur dopo un’iniziale perplessità, le buone radici presenti in questi insegnamenti, nonostante le pressioni esercitate in senso contrario sia dall’Opus Dei, e non stupisce, sia dal Prefetto Ratzinger, che ritenne inconcepibile un percorso di redenzione che passasse attraverso la lotta sociale piuttosto che attraverso la dottrina sociale della Chiesa cattolica. E difatti, appena eletto Benedetten XVI, parte subito la reprimenda che condanna la visione per cui i poveri sarebbero il ‘luogo teologico fondamentale’ al posto della ‘fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni’. In altre parole, quello che è giusto o sbagliato, non lo decidete voi con i vostri occhi, ma noi coi nostri indici di gradimento.
L’Independent si interroga oggi sul perché di questo passo indietro della Chiesa rispetto alle posizioni del precedente Pontefice. La conclusione di Peter Popham, inviato dal Vaticano, è che a questo proposito la Chiesa non si è…evoluta! È rimasta ancorata all’atavico terrore del ‘comunismo ateo e totalitario’ (“stanno tentando di ribattezzare Marx”) senza considerare minimamente (ma sarà un caso?) il fatto che in America del Sud gli stermini, le deportazioni, lo sfruttamento ed in ultima analisi la pietosa condizione socioeconomica di tanta parte della popolazione, sono derivati dal capitalismo e dalle sfrenate politiche neoliberiste imposte in buona parte dagli Stati Uniti dal dopoguerra ad oggi. Inoltre sembra che, durante la sua docenza all’Università di Tubingen alla fine degli anni sessanta, il papen abbia assistito ad un evento per lui inconcepibile, contro cui nulla hanno potuto i suoi raggi protonici e che lo hanno portato a sviluppare una netta intolleranza verso tutto ciò che sia identificabile come ‘progressista’: un gruppo di studenti occupò l’aula dove stava facendo lezione!!! Qualunque cosa leggiate sui giornali domani…prendetelo con le molle!!!

6 comments:

Antonio Candeliere said...

Giustissima osservazione!

normanno said...

Mammamia. Ero svelto fino a tardi stamattina e ho visto in gran parte il suo speech a Sao Paolo in diretta televisiva... Che antipatia! Che chiusura mentale! Pure il medioevo era sicuramente un periodo troppo illuminato per la sua mente...

Spero veramente che i Sud americani si convertano IN MASSA al protestantesimo come già accade in parte.

Lesandro said...

Ho letto alcuni brani dei vari anatemi lanciati dal gelataio tedesco dal Brasile. Pure la verginità prima del matrimonio adesso. Prossimamente Mastella minaccerà la crisi di governo se nella maggioranza siederanno donne (perchè è inutile nasconderselo. sono le donne che devono arrivare vergini al matrimonio. è a loro che è rivolto l'anatema) che scopano senza essere sposate. Dopodichè si passerà a pretendere che suddette donne partoriscano anche senza aver prima scopato.
Ma va bene così. Dopotutto ha ragione Gery. La verità è negli occhi di chi guarda, e questa gente ci aiuta a guardare da un'altra parte quando compare in televisione.

cinema and cigarettes said...

Marco Travaglio ad Anno Zero, chiese a quelle persone che, sposate due volte dovendo partecipare al Family Day, quale delle due famiglie portassero alla manifestazione.
Buttiglione risponde oggi ai microfoni di la7: la bibbia dice di non giudicare.
Fenomenale.

holdenC said...

il gelataio tedesco?
ah, ho capito...

Anonymous said...

quello che hai detto e' vero....salvo il fatto che Wojtyla fosse a favore di questi movimenti. Egli supportava i tiranni sudamericani per frenare ogni tentativo rivoluzionario....basti vedere quello che fece in Polonia per frenare la classe operaia alla fine degli anni 80.
purtroppo questi fatti sono volutamente dai massmedia che invece non fanno altro che creare quell'alone mistico intorno alla chiesa della quale sono complici