Sunday, November 23, 2008

Decisioni estreme

E' successo stasera. Giornata infernale a lavoro oggi. E' triste dover andare a lavoro di sabato, specialmente quando c'è il sole. Cosa piuttosto rara da queste parti, oltretutto. Sono tornato a casa stanco morto, pensando che domani sarà la stessa storia. E speriamo che piova almeno.
Disgusto. Questa la sensazione che mi sentivo addosso. E non riuscivo a capire da dove venisse. Non sarà la prima volta che lavoro il finesettimana. Disgusto ed un fastidio fisico, come un ragno che ti cammina in testa. Non lo vedi, ma ti sconvolge in qualche modo. E inizi a dargli la caccia prendendoti a pugni da solo.
Anche io non riuscivo a vederlo questo mio ragno. Poi mi sono alzato dal divano, ormai un tavolo da tortura, e mi sono guardato allo specchio. E non mi è piaciuto per niente quello che ho visto. Il mio ragno era lì, sulle orecchie, sulla testa, sul collo. Era dappertutto e mi guardava. E mi parlava anche. Era lui il primo ad implorarmi di ucciderlo. Ho cominciato a frugare per tutta casa in cerca di qualcosa di affilato. Uno strumento qualsiasi che potesse tagliare. E l'ho trovato.
Un respiro profondo. Un ultimo sguardo nello specchio.
Mi son tagliato i capelli da solo. Cazzo erano troppo lunghi. Ci sto male coi capelli lunghi io. Chè già son pochi, se poi crescono troppo...

2 comments:

Lia said...

Madonna...

la bislacca said...

Stavo iniziando a preoccuparmi, Les...