Sunday, May 11, 2008

E' un'ingiustizia però!

Così ripeteva Calimero, il brutto anatroccolo reso famoso dal carosello in un’epoca in cui anche la pubblicità richiedeva fantasia. E così probabilmente va ripetendo Brambilla Michela Vittoria (BMV), ex-rossa d’assalto del PdL, ex-candidata alla delfina tura Berlusconiana, ex-simbolo del centrodestra pre-elettorale. Oggi non la vuole più nessuno, proprio come il brutto anatroccolo. Anzi, in molti le si scagliano contro aggressivamente, chi sostenendo che i suoi Circoli della Libertà non siano altro che meri numeri di telefono (Lino Jannuzzi), chi invocando criteri meritocratici e di anzianità che non sussisterebbero nel decidere se assegnarle oppure no un ministero, un sottosegretariato o una delega. Una cosa abbastanza comica questa del merito e dell’anzianità se si considera il ministero ritagliato addosso alle forme sinuose di Mara Carfagna e soprattutto se si considera che a pronunciare tutto ciò è stata Gabriella Carlucci, quella che ha dato dell’idiota ad un premio Nobel.

D’altra parte anche lei, BMV, ha dei limiti evidenti che non le consentono l’ingresso definitivo nel gotha dirigenziale italiano e non poteva aspettarsi un trattamento diverso. È ricca, è imprenditrice, vive d’immagine. Ma nonostante tutto non è mai riuscita a collezionare nemmeno un avvisuccio di garanzia piccolo piccolo…e che diamine!

3 comments:

1ps said...

La stanno rimbalzando come un pallone da calcio, mi chiedo anche lei perchè continui ad insistere

Lesandro said...

poverina, s'è sbattuta tanto. Tante mani strette sorridendo, tanti sproloqui pre-elettorali, tante cene di rappresentanza, tante scosciate in prima serata da Vespa. E tutti i soldi spesi dal parrucchiere? Tutto il capitale investito in autoreggenti? Chi la rimborsa adesso?

Unaperfettastronza said...

la fantomatica storia del marchio registrato, di quella mi piacerebbe sapere di più


..presa a pesci in faccia, è la dura legge del contrapasso