Sunday, March 18, 2007

la missione di pace a mano armata

Lo dicevamo in un post precedente. La presenza militare italiana in Afghanistan non è improntata al semplice ‘peacekeeping’, ma per i nostri militari è previsto anche l’intervento in azioni di guerra, in violazione della Costituzione. I nostri politici si sbracciano a più non posso per cercare di negare questo dato di fatto ed hanno votato il rifinanziamento della missione sventolando bandiere arcobaleno a tutto spiano, battendosi al tempo stesso contro ‘orrori’ come il ddl sui DICO, vero pericolo per l’umanità. Dicevamo in un post precedente come la dislocazione territoriale del nostro contingente sia tale da mettere i nostri militari nella posizione di ‘cacciatori’ che attendono al varco ovest delle montagne afgane i talebani ‘stanati’ a sud dai bombardieri americani per finirli. Ed è esattamente quello che stanno già facendo, dal 14 marzo scorso, i militari del 66º Reggimento fanteria aeromobile “Trieste” di Forlì (comandata dal capitano Matteo Luciani), gli incursori di Marina del “Comsubin” e i parà del “Col Moschin”, insieme con i militari spagnoli della 1^ Brigata Cacciatori di Montagna “Aragòn”.
La notizia è stata divulgata dal portavoce militare spagnolo il quale ha anche precisato che questa operazione durerà fino ad Aprile inoltrato. Il nostro governo ha sempre smentito l’esistenza di attività di guerra di questo tipo, poi, dopo la diffusione della notizia dalla Spagna, sono arrivate le prime conferme “a mezza bocca” da parte del sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri che ha candidamente ammesso come l’Italia sia coinvolta in “un'operazione normale, condotta secondo le regole che sono state stabilite”. Stabilite da chi? Non certo dalla nostra Costituzione, anzi. E come mai le smentite iniziali? Perché ci è stato dato di sapere cosa stanno facendo i nostri militari solo dopo che si sono sbottonati gli spagnoli?
È un atteggiamento ipocrita. E soprattutto già visto in precedenza, quando il governo d’Alema tentava di giustificare le incursioni aeree italiane in Kosovo come operazioni di ‘difesa’ dalle postazioni missilistiche serbe presenti sulla costa adriatica. E come al solito a noi non è dato sapere. Come al solito si passa il tutto sotto silenzio. Viene da chiedersi se non sia il residuo di un ultimo senso di vergogna che li costringe a tacere su queste decisioni o se sia il disprezzo nei confronti di una cittadinanza che evidentemente non può e non deve avere voce in capitolo. Forse entrambi. Siamo diventati pericolosi per i nostri governanti e lo siamo ancora di più fintanto che continueranno a giungerci notizie come quelle sul tenente colonnello Juergen Rose, che fa parte dello Stato maggiore della quarta divisione della Bundeswehr e che ha fatto ‘obiezione di coscienza’ di fronte alla decisione del governo tedesco di inviare nuove truppe in Afghanistan (5 Tornado e 500 uomini), motivando la sua scelta con la chiara incostituzionalità della decisione presa. E lo ha fatto pubblicamente, dalla televisione pubblica.
Lui è stato immediatamente ‘tacciato’ di essere un disertore. Che sarebbe successo in Italia?
Peacereporter e l’Unità sono le fonti.

3 comments:

Fulmyne said...

Siamo alle solite... Andiamo "in missione di pace" armati fino ai denti; e i medici senza frontiere sono solo più stronzi dei militari (perchè sono armati di siringhe, e non percepiscono almeno 7000 euro al mese come i soldati semplici impiegati nelle missioni internazionali). Poi qualcuno ogni tanto s'incazza, attacca un comando Italiano... e noi ci facciamo prima la "Fiction" televisiva, e poi li vogliamo insignire della medaglia al valore.

Lawrence d'Arabia said...

sì siamo proprio alle solite.

Ma la questione è una: abbiamo una costituzione che non conta nulla.

VIene violata, anzi violentata in ogni suo articolo, cavillando ed ingannandoci sui singoli termini. Forse anche questo dovrebbe farci riflettere: a che serve una costituzione se poi vale come la carta igienica?

Francis Drake said...

In Afghanistan, si fa la guerra e basta. E ormai un dato di fatto!