Thursday, October 04, 2007

Dimenticanze occidentali

Atteggiamenti disumani, usanze orribili che si ripetono ogni volta che il potere militare e dittatoriale decide di reprimere in maniera disumana. Era successo in Cile con l’ascesa di Pinochet, dove i dissidenti venivano raggruppati nello stadio di calcio prima di sparire nel nulla. È successo in Argentina con i dissidenti lanciati in mare da elicotteri militari (vedi il film ‘Garage Olimpia). È successo in Rwanda, con i fiumi ed i canali intasati di corpi galleggianti sotto gli occhi dell’occidente indifferente. Adesso succede in Birmania. Sempre nello stesso modo e sempre sotto gli occhi dell’occidente che non si scomoda se non per sbadigliare davanti alle ‘solite’ immagini. È da un paio di giorni che le testate giornalistiche ignorano, o quasi, quel movimento di protesta che tanto ci ha entusiasmato nei giorni scorsi. Oggi, la casa del premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi è circondata dai militari, che hanno raccolto di nuovo i fucili da terra e presidiano gli angoli delle strade. Oggi, i monaci ed i dimostranti arrestati vengono ammassati nello stadio di calcio di Kyaikkasan. I corpi di oltre 200 morti dei giorni scorsi sono stati cremati in fretta e furia, con l’arroganza e l’ottusità tipica dei militari che pensano così di nasconderli agli occhi del mondo, di poter negare. Oggi decine di corpi galleggiano nelle secche e nei canali vicino al mare. Molte voci avevano detto di aver visto monaci ed attivisti caricati sulle navi della marina militare, che salpavano e poi tornavano irrimediabilmente vuote. Ed eccoli dunque, nella foto, il corpo livido ed introno al collo, quel che resta della veste rossa, la stessa che, fino a pochi giorni fa, colorava gli schermi di tutti i telegiornali e che tutti abbiamo eletto a simbolo di pace. È davvero tutto già dimenticato? Di certo non lo è per Peacereporter, per fortuna, che dedica agli avvenimenti persino una diretta di notizie. Tutte purtroppo brutte. I soldati drogati per disinibire una violenza interiore che cominciava a vacillare di fronte alla possanza della pacifica protesta. Le strade di Rangoon deserte di paura. E noi, che non riusciamo a fare niente di meglio se non appropriarci di questa sofferenza per il più vile dei motivi. Quello elettorale.

Che schifo

2 comments:

Leonardo said...

Com'è che i liberatori, i poliziotti, i giustizieri del mondo (per chi fosse duro di comprendogno sto parlando degli Stati uniti d'America; "god bless america" e gli altri vadano pure a farsi fottere...) non organizzano una bella missione umanitaria..?
Forse non hanno solo l'esclusiva su Dio, ma anche sullo spazio esterno all'atmosfera e su ciò che debba essere tollerato o no dai "paesi civili"?

Lesandro said...

Gli Stati Uniti non intervengono perchè Myanmar non è 'cosa loro'. Russia e Cina hanno già pisciato per terra in sede ONU per marcare il territorio. E fra cani non si mordono. Arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti, come sempre. Dovrebbe essere l'Europa ad intervenire, ma con che coraggio? Se solo pochi giorni fa l'UK ha ricominciato a scannarsi con l'Argentina per rivendicare il possesso di ciò che non gli appartiene? Se noi non siamo nemmeno in grado di decidere in autonomia se lasciare che una base militare straniera venga costruita sul nostro territorio?