Monday, October 01, 2007

Vuote promesse per vuoto ministro

Nel nostro paese esistono delle misure legali per prevenire la presenza sul territorio di persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. Si tratta, in particolare, della legge 155 del 31 luglio 2005, promossa dall’allora ministro Pisanu, che prevede l’espatrio di personaggi giudicati pericolosi, anche quando il giudizio su questi sia in attesa di appello. È una misura estrema che venne messa in atto successivamente agli attentati nella metro di Londra e che mira a tenere lontani dal territorio personaggi pericolosi, rimpatriandoli nei rispettivi paese di origine. Fin qui, niente di sbagliato apparentemente. C’è però il caso che, nei paesi di appartenenza, gli imputati in attesa del processo di appello, trovino condizioni decisamente contrarie a quelle che sono le linee guida della nostra Costituzione. Parliamo di tortura e trattamenti disumani. Nassim Saadi, cittadino tunisino, venne assolto dall’accusa di terrorismo dal tribunale di Milano nel maggio del 2005. Il reato venne derubricato alla ‘semplice’ associazione a delinquere finalizzata a reati minori (falsificazione di documenti) e, in virtù del lungo periodo di carcerazione preventiva, l’imputato venne immediatamente scarcerato essendo il suo periodo detentivo ampiamente scaduto. Saadi è stato condannato anche in Tunisia, a 20 anni di carcere, da un tribunale militar, e la Tunisia è nota per non avere certo la mano leggera nei confronti dei propri detenuti. Specialmente quelli in aria di terrorismo. Al punto che, alcuni ex-prigionieri di Guantanamo rimpatriati in Tunisia, hanno più volte dichiarato che, se avessero potuto, avrebbero preferito tornarsene nel carcere cubano (e non certo per il rum credo). Sta di fatto che, nonostante il processo di primo grado si sia concluso con un’assoluzione il ministro Amato non ci ha pensato due volte a dare il foglio di via a questo tunisino. Human Rights Watch, che ogni giorno guadagna la mia personale stima per la capillarità dei suoi interventi, è intervenuta scrivendo una lettera al Governo (a Mastella...nientedimeno. Se sapessero...) e chiedendo la non attuazione della legge 155 in virtù del fatto che Saadi, oltre che giudicato innocente per il reato di terrorismo, se rimpatriato andrebbe molto probabilmente incontro ad un lungo percorso di torture e maltrattamenti. Amato ha risposto che questo non è possibile dal momento che il governo tunisino ha…assicurato che il detenuto verrà trattato con umanità. Curioso che, contro chiacchiere del genere, lo stesso governo italiano si sia, in precedenza, dimostrato ampiamente scettico. L’Italia si è persino unita ad un gruppo di altri paesi della Comunità Europea e di ONG (tra cui la stessa HRW) nel dichiarare che le assicurazioni diplomatiche di trattamento umano, in questi casi non diminuiscono il rischio di torture e maltrattamenti. Però stavolta Amato ci crede ed è pronto a far rientrare il cittadino tunisino nel suo paese, condannandolo a 20 anni di carcere e dio solo sa cosa altro. Forse che il Saadi abbia indugiato troppo a lungo nei pressi di qualche semaforo con una spugnetta in mano?

PS

La vignetta di Vauro è ovviamente riferita ad altri avvenimenti…ma ci stava troppo bene. Come sempre.

5 comments:

Anonymous said...

scusa leasandro, approfitto di questo spazio per segnalarti che siamo tornati, su www.controcopertina.it

se aggiorni il link ci fai un grosso favore. noi dobbiamo ancora sistemare i nostri, ma naturalmente resterai tra i nostri preferred.

a rileggerci

Lesandro said...

link aggiornato

1ps said...

...ma perchè giusto a mastella?

la tua intelligenza, e forse la tua mancata presenza, ti fa riportare le cose su livelli alti. In realtà trattasi di subdoli gesti di amministratori con desiderio di popolarità

leggo sempre, eh!

Lesandro said...

mah...veramente la lettera l'hanno spedita a lui...

Gerypa said...

E qualcuno gliel'ha letta?