Tuesday, October 30, 2007

Rimproveri reali

Inizia subito bene la visita del re saudita Abdullah al-Saud nel Regno Unito. Il suo primo discorso ufficiale, è stato un secco rimprovero al paese per non impegnarsi troppo nella sua lotta contro al terrorismo. Persino Robert Fisk, storico giornalista dell’Independent, normalmente calmo e pacato nel suo stile, s’è incazzato come una biglia. Del volto reale di quel paese ho già parlato nel post precedente. Qui mi chiedo, stante l’estrema vicinanza tra sauditi e talebani; stante il supporto che i sauditi hanno sempre dato all’Iraq (forniture militari e…chimiche) quando questo paese era in guerra con l’Iran; stante il puritanesimo estremo della dottrina Wahhabiya, a cui si ispira la monarchia saudita, e che viene espresso con l’interpretazione letterale della sharia, a che titolo parla il monarca saudita? Perché dovrebbe volere un maggiore impegno del Regno Unito contro il terrorismo? Certo, l’Arabia Saudita si è fatta portatrice di politiche ampiamente filooccidentali dal dopoguerra ad oggi. Ma come si conciliano queste politiche con le regole che governano la vita interna al paese? Decapitazioni, processi sommari, distruzione di tutto quanto sia rappresentativo di altre culture o religioni (i talebani che distrussero i Buddha di Bamiyan non agirono a caso, e non furono i primi ad operare una epurazione culturale del genere), pesante discriminazione nei confronti delle donne. Certo, come dice Fisk, non è certo di questo che si parlerà a Buckingham Palace in questi giorni. Con che faccia il monarca saudita viene a parlare di lotta al terrorismo in Europa quando i principi ispiratori del terrorismo stesso sono nati e prosperano nel suo paese? Ma soprattutto, perché gli viene consentito farlo?

Da buon complottista nato, vedo dietro tutta questa sfacciataggine, l’invio di segnali precisi all’occidente, solo che non riesco a decodificarli.

2 comments:

1ps said...

Mi fai notare ciò che contnuo ostinatamente a non voler vedere.
Grazie
:)

Lesandro said...

ovvero?