Friday, December 15, 2006

La Storia Infinita

Il maxiemendamento alla finanziaria approda in senato per il voto di fiducia. Era stato annunciato per accorciare i tempi, ma qualcuno se ne sta approfittando. Tra ieri ed oggi, tra le righe del dpf è spuntato misteriosamente un comma in cui vengono accorciati i tempi di prescrizione nei confronti dei reati contabili ai danni dello stato. In altre parole, chiunque abbia sottratto soldi allo stato viene praticamente condonato o, ad usare un termine in voga in questi mesi, indultato. Molti insorgono all’interno della maggioranza, a partire da Di Pietro, che, pur sostenendo che voterà la finanziaria, aggiunge che è pronto a lasciare il governo se non si farà piena luce su chi, come e quando ha inserito quel comma nella legge, trasformando di fatto il dpf in una sorta di legge ad personam in perfetto ‘Berlusconi-style’, seppur più ad ampio spettro rispetto a quelle normalmente varate dal precedente governo. Una di quelle leggi che un governo di centrosinistra dovrebbe combattere o abrogare, non proporre. Anche altri, come Cesare Salvi, condannano quel comma. Altri ancora parlano di errore nella stesura del testo, dal momento che l’ipotesi contenuta nel cavillo aggiunto era stata già discussa e rigettata da governo e maggioranza. Rimane il fatto che non si riesce a capire chi sia l’autore di quel comma aggiunto. Possibile che la bozza di legge sia tanto accessibile che chiunque possa metterci le mani sopra e modificarla a suo piacimento? Ne sarei davvero sorpreso. Ed allora non mi resta che fare mie le preoccupazioni del ministro Di Pietro e pensare che nel governo ci sia chi attenta all’inciucio. Ma d’altra parte non mi costa nessuna fatica farlo, non dopo leggi come l’indulto, o la Gentiloni, o dopo aver visto l’Avvocatura di Stato difendere la legge Gasparri in sede europea a scapito del bistrattato Francesco di Stefano.
Si cercano intanto i modi per stralciare quel comma dal resto del dpf, ma non sembra essere una cosa facile da fare, giunti ormai alla fine dell’anno. Pertanto il Governo ‘promette’ un decreto abrogativo prima della fine dell’anno. Il che significa che passeremo le giornate che ci separano dalla fine dell’anno (il decreto è stato promesso per il 27 dicembre) a spulciare giornali e quotidiani alla ricerca di un segnale, uno qualsiasi, di sinistra. Speriamo di non dover leggere che Prodi è diventato presidente del Milan. Non so voi, ma io comincio a sentire puzza di massoneria. I provvedimenti presi dal governo sopra citati e questa modifica ‘occulta’ del dpf ancora una volta segnano un momento politico di chiara continuità col governo precedente. Uno ‘scimmiotteggio’ come ha detto lo stesso Di Pietro. Sgrammaticato ma efficace. E sinceramente poco mi consolano le affermazioni di Prodi dei giorni scorsi, che riconosce alcuni degli errori di questi primi mesi di governo. La mia paura di continuare a vedere segnali di continuità col centrodestra di questo tipo, il timore di stare assistendo ad una storia infinita di intrallazzi ed inciuci da Transatlantico mi tengono sveglio la notte. Ci vorrebbe un bel ‘the end’ da subito, altrimenti ci troveremmo tutti nella disgraziata condizione di sapere non solo di che morte moriremo durante questi cinque anni, ma anche nei cinque anni successivi, quando il centrodestra inevitabilmente sopravanzerà di nuovo il centrosinistra alle urne. Di questo passo infatti la sola cosa che gli italiani ricorderanno sarà l’aumento delle tasse. Non è che ci sia molto di più da ricordare dopotutto, almeno finora.

3 comments:

enrix said...

E non solo puzza di massoneria, ma anche di una certa "alta finanza internazionale".
Rispunta infatti il nome di Soros, vecchio amico di Prodi:

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1641¶metro=economia.

Lesà, beato te che te ne stai a Cambridge.
Qui noi siamo schiavi delle lobbies, e del loro burattino, quella che io chiamo la federazione dei partiti di destra-sinistra (o sinistra-destra, se preferisci).

Non ci resta che aspettare Prodi presidente del Milan, e Berlusconi presidente del consorzio del Parmigiano-Reggiano.

Lesandro said...

Devo dire che in questo Prodi è più furbo di Berlusconi. Non conosco questa Soros, nè so se lo scenario immobiliare descritto in quell'articolo poi si avvererà. Però so che gli affitti, così come le vendite, in Italia hanno raggiunto prezzi che non hanno eguali in europa. Pensa solo che l'affitto che pago io qui, dove il costo della vita è approssimativamente il triplo di quello italiano, è lo stesso che pagherei in Italia per un appartamento della stessa metratura. Se quello che si legge in quell'articolo è vero, allora la furbizia di Prodi sta nel riuscire a favorire una società 'amica' dando al tempo stesso qualche possibilità in più a chi vuole comprarsi una casa. I proverbiali due piccioni insomma, strategia che anche a Berlusconi qualche volta è riuscita (vedi il S. Raffaele di Milano costruito per impedire il passaggio a bassa quota degli aerei da e per Linate sopra i tetti delle case di Milano 2). Rimarrebbe comunque il favoritismo che a questo punto devo cominciare a considerare come un tratto genetico degli italiani pur non essendo mai stato 'favorito' in nessun modo.
Non c'è che dire, appare sempre più chiaro come mai ci si è affrettati tanto, ed in maniera tanto 'bipartisan', a distruggere quelle famose intercettazioni fatte dalla Telecom.

enrix said...

Purtroppo allorquando il grande finanziere Soros ha fatto parlare di sè in Italia, lo ha fatto, almeno per quanto sembra, ben coordinandosi col Professore, e facendo non pochi danni.

Porta la sua firma una spaventosa speculazione sulla lira, speculazione certamente ben spondata dall'interno del paese da qualcuno che da Soros avrà ricevuto per questo perlomeno tanta stima e tanto affetto:

http://www.movisol.org/soros1.htm

Ma, come ci insegna Berlusconi, l'Italia è anche il paese delle prescrizioni, ed ha notoriamente la memoria corta.

Pertanto ecco Soros che (guarda caso proprio adesso) torna al bel paese per aiutare i poveracci a diminuire i canoni di locazione.

Peccato che Soros non sia persona capace di fare nulla che non possa portargli un profitto dell'ordine delle centinaia di milioni di dollari, e pertanto staremo a vedere come questa sua attitudine si concilia con la voglia di far del bene ai più poveri del nostro amato Presidente del Consiglio. Il quale fra l'altro, a quanto si dice (voci, al solito) ha conosciuto Soros durante le sue frequentazioni Moscovite una trentina d'anni fa, su presentazione di amici comuni.