Saturday, October 27, 2007

Il riflesso dello scarpone

Esiste un limitato numero di azioni, situazioni, frasi ed atteggiamenti che riescono davvero a mandarmi in bestia. Quando mi ci trovo davanti perdo letteralmente il controllo. Tipo vedere Emilio Fede in televisione. Si abbassa la mano, sfila lo scarpone e lo lancia contro il video automaticamente. È un riflesso spinale. Forse monosinaptico.

Il marine Mario Lozano è stato ritenuto ‘non processabile’ da un tribunale italiano per l’omicidio di Nicola Calipari in virtù di una non meglio identificata ‘assenza di giurisdizione’. Non è processabile perché è americano. Non è la prima volta che succede. Anzi. C’è da perdere le staffe solo per questo in verità. Ma quello che più mi fa incazzare è il contorno di ipocrisia servito da chi prima regala gentilmente questo ennesimo bagno di merda agli italiani e dopo cerca anche di convincerli che invece è profumatissimo bagnoschiuma. Siamo servi Cioè, siamo governati da servi. Il che fa di noi degli schiavi. Facce di bronzo temprato al fuoco del più totale disprezzo per ogni forma di appartenenza ad un paese compaiono in televisione ed osano rivolgere alla vedova di Calipari dopo il proscioglimento dell’assassino del marito parole come ‘non dimenticheremo’, quando invece la sola cosa che vogliono è proprio dimenticare, ed al più presto. Oppure ardiscono disquisire affettatamente su questa ‘carenza’ del nostro codice. L’importante è comparire in tivvù ed affermare che ci ‘dispiace tanto’. Quasi che il tubo catodico potesse in qualche modo battezzare l’ennesima sequela di cazzate innalzandole a verità assoluta e risolvendo il problema del nostro dispiacere. Quello che non capisco è per chi questo teatrino viene messo in atto. Tutti in Italia sanno come stanno le cose. Lo sanno perché, verrebbe da dire ‘sfortunatamente’, i prodi marines non sono riusciti ad ammazzarli tutti. Avevano probabilmente a disposizione un numero limitato di colpi da sparare, per rimanere nel limite dell’incidente plausibile, e non sono riusciti a portare a termine il compito che gli era stato assegnato. E questi superstiti hanno detto, hanno raccontato, hanno descritto. Che l’auto procedeva a velocità contenuta (cosa che è stata verificata nonostante la riluttanza degli americani a fornire l’auto), che si è fermata a distanza di sicurezza (cosa che è stata verificata nonostante i tentativi di inquinamento della scena del crimine) e via dicendo. Lo sappiamo tutti, così come sappiamo che la non giudicabilità di Lozano altro non è se non il risultato dell’infame Convenzione di Londra del 19 giugno 1951, che ci vuole come persone di serie B di fronte ad un militare americano, sia all’estero che in casa nostra. Eppure, nonostante l’evidenza dei fatti, qualcuno sente sempre il bisogno di apparire in televisione con l’arroganza di chi crede di poterti convincere che Cristo è morto dal freddo.

Non basta il fatto che un italiano, coraggioso ed onesto, sia stato ammazzato come un criminale mentre tentava la più nobile delle imprese, ovvero salvare la vita di qualcuno. Non basta che il suo assassino abbia avuto la faccia tosta di andare in televisione a dire che la vera vittima è lui, mentre la Sgrena ci ha guadagnato perché ci ha scritto un libro. Non basta che adesso questo vigliacco se la stia spassando a casa sua, magari insieme a quel Richard Ashby, responsabile dei 19 morti del Cermis. Tutto questo non basta. Dobbiamo anche sorbirci le cazzate di chi cerca di convincerci che tutto questo è anche normale. Ed io sto per finire gli scarponi.

3 comments:

Gerypa said...

L domanda da farsi è: cosa ci hanno dato in cambio. Con quale merce ci hanno ripagato gli Usa. Sono certo che qualcosa, probabilmente di sanguinante, ci hanno allungato.
P.s.
Prova con gli sputi (scusa la volgarità). Questo Lozano non merita neanche la tua suola.

Lesandro said...

Il fatto è che io dubito seriamente che ci abbiano dato qualcosa in cambio. Posso solo pensare che, se uno scambio c'è stato, questo abbia riguardato il nostro ritiro dall'Iraq. Il che ci renderebbe ancora più servi e sottomessi.

Anonymous said...

imparato molto