Esiste, non v’è dubbio, una relazione precisa tra l’attività della sfera intellettiva ed il bagno turco, o la sauna, seguite da doccia gelata. Le brusche variazioni di temperatura causate prima dal vapore bollente e poi dall’acqua della doccia, comportano, in caso di sopravvivenza, un aumento significativo dell’attività cardiaca, finalizzata al mantenimento omeostatico della temperatura corporea, che finisce col risvegliare attività neurali sopite, quando non stroncate da una giornata di lavoro. Il tutto, concentrato nei tre decimi di secondo che seguono il primo impatto dell’acqua ghiacciata sulla pelle e precedono le prime irripetibili bestemmie verso l’Altissimo. Vagonate di ossigeno vengono così riversate nel cervellino dell’incauto praticante che raggiunge in breve tempo una condizione a metà tra la sincope e l’illuminazione. Si arriva così a sperimentare quella rara condizione in cui le sfere dell’esistenza appaiono tutte perfettamente allineate, ed ogni cosa è chiara. Che geni erano gli antichi padri romani! E che stolti noi oggi, che abbiamo trascurato questa panacea rinvigorente, relegandola in poche palestrine di periferia dove al calore della pietra rovente non si fa mai seguire il gelo liquido dell’acqua. È stato proprio al termine di un’esperienza simile che oggi ho avuto l’idea per la soluzione ultima, quella che risolverà tutti i mali del nostro paese. Introdurre la sauna, impropriamente detta finlandese, obbligatoria per tutti i parlamentari. Tutti i giorni, prima di legiferare, dovranno sottoporsi a questa pratica eccelsa alle sei del mattino. Ma non per portarli a sperimentare quel senso di beatitudine cognitiva che coglie il tipico praticante medio, e che senz’altro consentirebbe una più degna amministrazione del paese. Bensì perché tra età, coca, mignotte, processi, discoteche e ristoranti, vuoi che un buon 95% non ce lo togliamo definitivamente dalle palle? Friday, December 07, 2007
La soluzione ultima
Esiste, non v’è dubbio, una relazione precisa tra l’attività della sfera intellettiva ed il bagno turco, o la sauna, seguite da doccia gelata. Le brusche variazioni di temperatura causate prima dal vapore bollente e poi dall’acqua della doccia, comportano, in caso di sopravvivenza, un aumento significativo dell’attività cardiaca, finalizzata al mantenimento omeostatico della temperatura corporea, che finisce col risvegliare attività neurali sopite, quando non stroncate da una giornata di lavoro. Il tutto, concentrato nei tre decimi di secondo che seguono il primo impatto dell’acqua ghiacciata sulla pelle e precedono le prime irripetibili bestemmie verso l’Altissimo. Vagonate di ossigeno vengono così riversate nel cervellino dell’incauto praticante che raggiunge in breve tempo una condizione a metà tra la sincope e l’illuminazione. Si arriva così a sperimentare quella rara condizione in cui le sfere dell’esistenza appaiono tutte perfettamente allineate, ed ogni cosa è chiara. Che geni erano gli antichi padri romani! E che stolti noi oggi, che abbiamo trascurato questa panacea rinvigorente, relegandola in poche palestrine di periferia dove al calore della pietra rovente non si fa mai seguire il gelo liquido dell’acqua. È stato proprio al termine di un’esperienza simile che oggi ho avuto l’idea per la soluzione ultima, quella che risolverà tutti i mali del nostro paese. Introdurre la sauna, impropriamente detta finlandese, obbligatoria per tutti i parlamentari. Tutti i giorni, prima di legiferare, dovranno sottoporsi a questa pratica eccelsa alle sei del mattino. Ma non per portarli a sperimentare quel senso di beatitudine cognitiva che coglie il tipico praticante medio, e che senz’altro consentirebbe una più degna amministrazione del paese. Bensì perché tra età, coca, mignotte, processi, discoteche e ristoranti, vuoi che un buon 95% non ce lo togliamo definitivamente dalle palle? Monday, December 03, 2007
Giù il cappello
La quotidianità del dolore. Fatta di tante piccole cose che un tempo si potevano fare e poi, improvvisamente, diventano impossibili. Muoversi, mangiare, persino parlare e, forse, anche pensare in maniera lucida. Vivere con una persona per decenni ed accorgersi che questa, improvvisamente, non ti riconosce più, non sa più chi sei. Questo ha sperimentato Vitangelo Bini, vigile urbano in pensione di 77 anni. Per anni si è preso cura da solo della moglie malata di Alzheimer. L’ha vista sciogliersi in una malattia aggressiva che ne ha corroso la coscienza fino ad uno stadio terminale fatto solo di dolore e lamenti. Per anni sono andati insieme dentro e fuori dagli ospedali, cercando di lenire una condizione neurologica progressiva. Ed insieme sono rimasti fino alla fine, ieri, quando Vitangelo Bini è entrato nella corsia dell’ospedale di Prato dove Non è facile comprendere la natura di un gesto del genere. Alcuni, in rete, parlano di coraggio, ma non è così. Piuttosto di amore e disperazione si dovrebbe parlare. L’amore per una persona con cui hai passato tutta la vita e la disperazione di quel dolore quotidiano, ogni giorno più forte, che non trova altro sfogo se non la realizzazione di una condizione ultima, irreversibile e terribile. La fine della speranza.
Bè, ‘fanculo tutte e due. Il Papa come il giudice si tolgano il cappello davanti a quest’uomo, al suo amore ed alla sua disperazione.
Sunday, December 02, 2007
Saturday, December 01, 2007
Favole italiane
C’era una volta il primo governo Prodi. Però quello campò poco, quindi diciamo: c’era una volta il primo governo D’Alema. Entusiasta per la sua nuova carica, il novello primo ministro italiano sentì la necessità di abbandonare il testa a testa con l’opposizione e di aprirsi ad essa come un benevolo fratello maggiore, quasi che berlusconi fosse un ‘compagno che ha sbagliato’. E nacque così la bicamerale, organo addetto al dialogo sulle riforme costituzionali, animato da sorrisi e larghe intese trasudanti vagonate di ‘volèmose bene’. Almeno, così appariva a noi, che improvvisamente ci sentimmo tutti parte di una specie di romanzo di Guareschi. Era tutto uno scambiarsi di complimenti reciproci, strette di mano e occhi lucidi. Non portò ad un cazzo, se non al fallimento del primo governo di centrosinistra ed alla rielezione dello psiconano il quale, coerentemente col suo stile va detto, iniziò a governare stracatafottendosene del centrosinistra, infilando una legge ad personam dopo l’altra, dribblando processi e condanne che manco Maradona ed, infine, moltiplicando entrate e ville in Sardegna che manco Gesù Cristo coi pani e coi pesci.Come a dire ‘sei a stomaco vuoto ma non ti preoccupare, ci resterai ancora a lungo’.
Monday, November 26, 2007
Problema
Prendete tre capi di stato simmetrici. Chiamiamoli, chessò, Giorgio, Giuda e Maometto (manco a farlo apposta…). Giorgio è un idiota di potenza n, ignorante di tutto quanto sia estraneo al campionato nazionale di baseball ed esperto di progetti a lungo termine lasciati a metà (si veda ad esempio la funzione immaginaria della guerra in Iraq che tende ad infinito). Isolato nel suo stesso paese dalla cotangente di un parlamento avverso e responsabile di molteplici guerre il cui unico risultato è stato un’ipotenusa della madonna di morti civili e una mediana di film hollywoodiani, nel suo paese lo odia l’insieme A di tutti i cittadini tranne l’insieme B=(A-cinquecento milioni circa) di neoconservatori massoni ed un uomo di colore che indossa gonna e tacchi a spillo.Seppure le funzioni trigonometriche che definiscono la reale rappresentanza di Maometto sulla sua gente siano diverse, anche lui non parla che a nome di una metà della sua gente ed ha un potere decisionale da calcolarsi in base logaritmica. La vicinanza dell’insieme P che egli rappresenta con l’insieme S e con altri insiemi, solo parzialmente estranei al problema qui discusso, comporta infatti l’esistenza di una bisettrice mediterranea (la famosa bisettrice di Gaza) che giustifica l’esistenza di un altro insieme chiuso simile all’insieme S, ma in cui la derivazione di Dio è operabile solo contando il numero di morti palestinesi dal 1887 ad oggi.
Stante queste condizioni:
Quante probabilità esistono che Giorgio, Giuda e Maometto pervengano alla ‘Pace’ nel summit di Annapolis?
Svolgimento:
…
Thursday, November 22, 2007
Dormi Liù
Certe notti c'è bisogno di Stefano Benni...
Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche
nella stalla
il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula
dentro la pantera
dormono i rappresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton
i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme
Gesù bambino
un po' di paglia
come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato
dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme
nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia
sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata
dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion
nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni
dormono i mari
dorme quel porco
di Scandellari
che m'ha rubato
la mia Liù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più
Tuesday, November 20, 2007
Campagna OIPA 2007

Lo so, qualcuno adesso penserà che sia paradossale che un ricercatore, che spesso e volentieri lavora su animali vivi, si preoccupi di promuovere una campagna del genere. Molti considerano i ricercatori come me una sorta di assassini macellai, senza sapere di cosa parlano. Ma li lascio parlare per una volta e dico: se ve lo dice questo assassino macellaio che questa roba delle pellicce è veramente orribile, potete crederci!
Diffondete se potete.
Campagna OIPA 2007: “ACQUISTA IN MODO CONSAPEVOLE: BOICOTTA IL MERCATO DELLE PELLICCE”
E’ ora di dire BASTA con questi orridi bordi di pelliccia che infestano giacche, cappelli, guanti, stivali, indossati da gente che all’80% è ignara di quello che compra, di quello che indossa con
UNA VERA E PROPRIA EMERGENZA
che si consuma minuto dopo minuto, senza tregua
La gente DEVE SAPERE quello che succede agli animali che loro comprano confezionati e camuffati in un soffice e all’apparenza innocente bordo in pelliccia!!!!!! Chi si porta addosso queste pellicce indossa un prodotto vergognoso, indegno di una società civile.
DOBBIAMO FARE IN MODO CHE IL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE ANCHE QUEST’ANNO VENGA A CONOSCENZA, IN MODO DIRETTO, SENZA GIRI DI PAROLE, E DI IMMAGINI, DELLA REALTA’. Per questo motivo è stato realizzato un manifestino, dove viene descritto ciò che succede agli animali da pelliccia. La cosa più semplice che si possa fare, che ognuno di noi, che non può tollerare l’esistenza di questo massacro gratuito, in cui gli animali sono equiparati a cose, che non può non impazzire vedendo i filmati di quello che gli fanno, a cui brucia il solo pensiero che queste cose stanno accadendo in questo istante, E’ ATTACCARE QUESTI MANIFESTI, OVUNQUE, IN OGNI SPAZIO, DI TEMPO, E DI LUOGO, DELLA NOSTRA GIORNATA! Lo dobbiamo agli animali, dobbiamo trovare la forza, il tempo e la costanza per far uscire questo materiale e metterlo davanti agli occhi di chi non sa. L’OIPA ha avviato la campagna 2007 “ACQUISTA IN MODO CONSAPEVOLE: BOICOTTA IL MERCATO DELLE PELLICCE”,
Monday, November 19, 2007
Starvin Marvin
Era da un po’ che le cazzate protoniche del Grande Ratzinger non visitavano questo blog. Un po’ troppo forse. Durante un’udienza tenuta con dei vescovi kenioti, il robottone tedesco ha sottolineato come l’AIDS sia spesso frutto di un concetto sbagliato di matrimonio, che sembra corrompere la virtù dei fedeli africani. La promiscuità e la poligamia sarebbero le bestie nere da combattere, per ritornare ai valori cattolici del sacro vincolo. “il popolo africano tiene in particolare considerazione l’istituzione del matrimonio e della vita familiare. L’amore devoto delle coppie cristiane sposate è una benedizione per il vostro popolo, espressione sacramentale dell’indissolubile patto tra Cristo e Leggevo questo articolo sul sito del Corriere, e non ho potuto fare a meno di pensare al piccolo ‘affamato’ africano reso famoso dagli autori di Southpark: Starvin Marvin (letteralmente ‘Marvin che muore di fame’ appunto). Starvin Marvin vive in un villaggio africano di capanne fatte di paglia e merda ed abitato da persone che non mangiano mai perché non hanno niente da mangiare. Nel villaggio esiste una missione cattolica con una suora, alle dirette dipendenze di una ‘filantropa’ dalle fattezze del
Verrebbe quindi da pensare che il Grande Ratzinger, in quanto manga giapponese, cominci a sentire sul collo il fiato dei più divertenti e dissacranti cartoni americani, ed abbia deciso di imitarne lo stile per recuperare. Come dire, se non puoi batterli, unisciti a loro. Va detto però, che mentre Southpark continua ad essere il cartone preferito da me (vedi l’avatar…non è un caso) e da molti altri, i raggi protonici e le alabarde spaziali del teutonico pontefice non riscuotono lo stesso successo. Chissà, sarà per via dell’animazione, degli effetti speciali o magari della colonna sonora.
Friday, November 16, 2007
Nessun popolo è illegale
To: Opinione pubblica Il triangolo nero
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno e’ vittima di un omicidio bianco.
Essere rumeni o rom non e’ una forma di “concorso morale”.
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo e’ illegale. "
Thursday, November 15, 2007
Giovani fotografi crescono...male
Arrivano segnali inquietanti dai giovani. Inquietanti è dire poco. Il 31 ottobre scorso, una ragazza di sedici anni è morta in una autostazione di Modena, schiacciata sotto un autobus. Successe anche a me, tempo fa, di assistere ad una scena del genere. Protagonista ancora una volta una ragazza di quell’età, investita da un camion mentre viaggiava in motorino. E se ci ripenso ancora tremo, come iniziai a fare allora, dopo aver constatato il decesso di quella povera ragazza distesa sulla strada. E forse, qualcuno dei compagni che accompagnavano la ragazza di Modena avrà avuto la stessa reazione che ebbi io. Però altri no. Per alcuni di quei ragazzi, in quel momento, era più importante mettere mano al telefonino e filmare il corpo straziato della loro amica, per avere qualcosa di shockante da buttare in pasto alla rete. Ed io mi domando come sia possibile che l’immagine di un’amica, una conoscente o anche una sconosciuta, ridotta in quel modo, morta, possa attraversare l’anima di un adolescente senza lasciare traccia. Senza sconvolgere minimamente i sentimenti. Tutti a sedici anni siamo stati un pò idioti, per carità. Ci siamo fatti beffe ed abbiamo riso di cose che divertenti non erano. È inevitabile credo. A quell’età non si pensa alla morte per fortuna, si è troppo impegnati a vivere. Ma qui la storia è diversa. Qui si intravede il rifiuto di quella vulnerabilità che ti porta a piangere di fronte alla tragedia, quando questa colpisce direttamente la tua esistenza. Un rifiuto volontario che non ha nulla a che vedere con quei meccanismi di autodifesa psicologica che normalmente vengono attivati per sopportare il dolore della perdita, ma che invece sembra dettato dallo scarso valore (nullo in verità) che viene riconosciuto alla vita di una ragazza da un suo coetaneo. Non si pensa alla tragedia. Non ci si chiede se avrà sofferto nel morire in quel modo. Non si pensa al fatto che, magari proprio mentre lei moriva, sua madre era in casa che preparava la colazione, ignara del dramma che l’aveva appena colpita. Tutto questo non conta. Molto più importante riprendere il tutto per farsi un nome in rete. Per emergere, per distinguersi dallo sfondo di varia umanità che popola il web. Migliaia di anni di letteratura, filosofia e pensiero umano, quand’anche non religioso, assassinati con un telefonino.
Il preside della scuola dove studiava Sara Hamid, questo il nome della giovane, parla di “agghiacciante degenerazione delle relazioni umane di molti adolescenti”. ‘Agghiacciante’ è proprio il termine che è venuto in mente anche a me nel leggere questa notizia.
Chi ha fatto scuola in questo senso? Certo, non è infrequente incontrare in qualche film lo stereotipo del cronista d’assalto pronto a farsi inquadrare dalle telecamere davanti alle scene più macabre, perché ‘la gente vuole sapere’. Né mancano i casi di ‘diritto di cronaca’ sbandierato a destra e a manca ogni volta che un tiggì ripropone scene di morte (in realtà a solo per amore di audience). Personalmente, mi sento di buttare nel mezzo anche le ‘provocazioni’ pseudo-artistiche di qualche fotografo di casa nostra. Il resto, probabilmente, è solo rincoglionimento precoce da grande fratello.
Monday, November 12, 2007
Il calcio italiano
Problemi in Italia ce ne sono, ci sono sempre stati e, temo, sempre ci saranno. Ma non si risolvono a mugugni, espressioni di disgusto o di rabbia o, peggio ancora, interrogazioni parlamentari. La giornata di ieri e stata innalzata agli onori della cronaca nazionale ed internazionale per le azioni di guerriglia scatenate da gruppi di persone inferocite per l’uccisione di Gabriele Sandri in un autogrill nei pressi di Arezzo. Era un tifoso della Lazio e, per cause ancora tutt’altro che chiare, è stato raggiunto da due proiettili durante una rissa scoppiata nell’area di parcheggio dell’autogrill di Badia al Pino. Ad esplodere i colpi, un agente di polizia accorso sul posto insieme ad altri colleghi per sedare Chiudere gli stadi non basta. Bisogna fermare tutto. Niente calcio fino a settembre 2008. e col nuovo campionato, il primo che rompe anche solo una vetrina si riblocca tutto fino all’anno successivo. E poi vediamo se anche le società non cominciano a rimboccarsi le maniche per lasciare questa mandria di coglioni fuori dagli stadi.
Vignetta by Gianfalco. Thanks
Thursday, November 08, 2007
Il Picciotto nel presepe
Bruciamo infine un santino e pronunciamo
Wednesday, November 07, 2007
L'obbedienza della Chiesa
Qualcosa di strano sta succedendo in Calabria. Di strano e preoccupante. La ‘ndrangheta si ritrova sotto i riflettori da un po’ di tempo, e da un po’ di tempo, si fa il possibile per tentare di allontanare da quella terra le poche persone che tentano di contrastarla. Ne sono un esempio la ‘promozione’ del superprefetto Luigi de Sena, che ha lasciato Reggio Calabria per andare a fare il vicecapo della polizia, o l’avocazione dell’inchiesta Why not dalle mani del magistrato Luigi de Magistris. Adesso, nel silenzio più totale dei media, un altro personaggio che da lungo tempo si batte contro la criminalità organizzata, viene allontanato dalla regione e spedito a Campobasso. Si tratta di Giancarlo Maria Bregantini. Forse un nome che, ai più, non dirà niente. Tuttavia quest’uomo è molto famoso in Calabria (e non solo) per tutti gli sforzi che ha fatto per promuovere la dignità del lavoro tra i più poveri (e quindi più sensibili alle tentazioni del guadagno illecito) della punta d’Italia, in particolare nella locride. Sembrerebbe quindi un altro tentativo di allontanamento di un personaggio scomodo. Ma invece non è così ed il motivo è che Giancarlo Maria Bregantini è un vescovo, e chi vuole spedirlo a Campobasso non è un ministro, ma Loro, i preti di ‘frontiera’, devono obbedire alla Chiesa. E la Chiesa, nel prendere una decisione come questa, a chi obbedisce?
Sembrano chiederselo solo i giornalisti del Manifesto e del Giornale di Calabria. Tutti gli altri sono troppo impegnati a dar la caccia al rumeno.
Monday, November 05, 2007
Thursday, November 01, 2007
Riflessioni notturne pre-partenza
Domani il sottoscritto, insieme al suo prosopopeggiante avatar, se ne tornano in Italia per pochi giorni. I tanti finesettimana passati lavorando (tutti dalla fine di agosto in verità) cominciano a lasciare il segno. Quindi un finesettimana passato a mangiare come Cristo comanda (e a bere come Cristo comanda…il corpo e il sangue) è quello che ci vuole per tirare un po’ il fiato. Sa un po’ di escursione perlustrativa a dire il vero. La fine del contratto si avvicina ed il futuro è quanto mai incerto. Immagino di non avere nulla da invidiare a tanti miei coetanei sotto questo punto di vista. Roma mi accoglie sempre alla grande devo dire. Già fuori del terminal di Ciampino, il traffico ti salta subito alla gola. Lo shock, dopo anni passati nella quietissima Cambridge, è consistente, ma mi riabituo subito. I ‘green’ inglesi (odiosi per certi versi) lasciano il posto a pratacci ingrigiti dallo smog e costellati di immondizie varie. Le casette a due piani (attached, semi-detached, detached etc. tutte da 400.000 euro in su…come cazzo faranno a comprarsi casa gli inglesi…) con giardinetto e staccionata tipo Paperopoli, si ingigantiscono a cubo e diventano i condomini enormi della Tuscolana prima, del quartiere Appio poi, ed infine di casa mia. Harry Potter diventa improvvisamente Verdone. Il rigore ed il ‘fair-play’ anglosassoni subiscono una metamorfosi degna del miglior Dr. Jekyll e diventano il fatalismo e l’incazzosità tipici del luogo. Ci si sorprende a pensare che un tempo questo posto era casa. Cambiamenti che avvengono in due ore scarse di hostess low cost, turbolenze più o meno preoccupanti e vicini di posto sempre troppo silenziosi o troppo rompicoglioni. Sembra impossibile che un tempo così breve possa separare due realtà così diverse. Però è vero, come è vero che questa diversità non si sviluppa gradualmente viaggiando verso sud. Ma compare quasi all’improvviso, una volta varcate le Alpi. Certo, i paesi dell’Europa continentale sono diversi dalla Gran Bretagna, ma sono molto più simili ad essa, e tra di loro, di quanto non siano simili all’Italia. Il che ci rende unici, credo. Solo che non sono sicuro che questo sia totalmente un bene.
Io amo i bambini, ma il prossimo che viene a bussarmi per dirmi ‘trick-or-treat’, a me che sto in mutande e canottiera proletaria, con la barba lunga e sfatto da una giornata di lavoro terminale ed una serata di ‘metti-a-posto-casa-prima-di-partire’, lo infilo nel forno. Acceso.
Tuesday, October 30, 2007
Antonio di Pietro e il G8
Antonio di Pietro è uno dei pochi politici che, con costanza, si confronta coi cittadini attraverso un blog degno di questo nome. Descrive nei suoi post le decisioni che prende come ministro e come segretario di un movimento politico e legge i commenti degli utenti. Di questo gli va reso atto. Aggiungo anche, a titolo personale, che trovo sia una delle persone più preparate e, perchè no, simpatiche che siedono in parlamento.Commento:
Rimproveri reali
Inizia subito bene la visita del re saudita Abdullah al-Saud nel Regno Unito. Il suo primo discorso ufficiale, è stato un secco rimprovero al paese per non impegnarsi troppo nella sua lotta contro al terrorismo. Persino Robert Fisk, storico giornalista dell’Independent, normalmente calmo e pacato nel suo stile, s’è incazzato come una biglia. Del volto reale di quel paese ho già parlato nel post precedente. Qui mi chiedo, stante l’estrema vicinanza tra sauditi e talebani; stante il supporto che i sauditi hanno sempre dato all’Iraq (forniture militari e…chimiche) quando questo paese era in guerra con l’Iran; stante il puritanesimo estremo della dottrina Wahhabiya, a cui si ispira la monarchia saudita, e che viene espresso con l’interpretazione letterale della sharia, a che titolo parla il monarca saudita? Perché dovrebbe volere un maggiore impegno del Regno Unito contro il terrorismo? Certo, l’Arabia Saudita si è fatta portatrice di politiche ampiamente filooccidentali dal dopoguerra ad oggi. Ma come si conciliano queste politiche con le regole che governano la vita interna al paese? Decapitazioni, processi sommari, distruzione di tutto quanto sia rappresentativo di altre culture o religioni (i talebani che distrussero i Buddha di Bamiyan non agirono a caso, e non furono i primi ad operare una epurazione culturale del genere), pesante discriminazione nei confronti delle donne. Certo, come dice Fisk, non è certo di questo che si parlerà a Buckingham Palace in questi giorni. Con che faccia il monarca saudita viene a parlare di lotta al terrorismo in Europa quando i principi ispiratori del terrorismo stesso sono nati e prosperano nel suo paese? Ma soprattutto, perché gli viene consentito farlo? Da buon complottista nato, vedo dietro tutta questa sfacciataggine, l’invio di segnali precisi all’occidente, solo che non riesco a decodificarli.
Monday, October 29, 2007
Sua Maestà il carnefice
Certi giornali hanno il coraggio di dire le cose come stanno. Il che normalmente accade fuori dai confini nazionali del nostro belpaese. Non guardano in faccia nessuno, prendono la notizia e la riportano al meglio, commentandola in base a quella che è l’idea del giornalista e la sua visione del mondo. Approfondendola fintanto che è possibile, in maniera da non dover temere smentite. Niente ‘sentito dire’, niente slanci di emotività, niente toni epici da operetta. Niente ‘occhio della madre’ insomma. Sull’Independent di oggi, il titolo di prima pagina la dice lunga: “Un ospite reale di cui essere fieri?” Accade che il Regno Unito, ed i suoi maggiori rappresentanti, hanno espressamente dichiarato la propria distanza da tutti quei paesi in cui la tortura, il non rispetto dei diritti umani, la dittatura, opprimono la popolazione, in particolare quella femminile. I vertici politici britannici, in particolare il premier Gordon Brown, hanno più volte rifiutato di partecipare ad eventi che vedessero coinvolti personaggi politici direttamente o indirettamente collegati o responsabili a violazioni dei diritti umani. poi oggi, la notizia che Abdullah al-Saud, re dell’Arabia Saudita, verrà in visita ufficiale in UK e non solo incontrerà i suddetti vertici politici del Regno, ma riceverà anche il ‘full red carpet treatment’. L’Arabia Saudita è stato bollato da Human Rights Watch come uno dei regimi più brutali del mondo. In particolare, le donne saudite vivono una condizione simile a quella dell’arresto permanente. Non possono uscire di casa da sole, non possono guidare, non possono fare niente senza la supervisione di un uomo, sia esso il marito, il padre o il figlio quindicenne. La condizione delle donne in Arabia Saudita è stata illustrata da una donna coraggiosa che riuscì a pubblicare un breve scritto su internet, prima che il suo sito venisse oscurato. L’Independent ne riporta uno stralcio che copio ed incollo:
“Imagine being a woman, and being subject to harassment, beating, or murder, then when your picture is published in local newspapers, along with the criminals' in all their murderousness, there will still be those who ask if you, the victim, were veiled ... Imagine being a woman whose nose, arms, and legs are now broken by your husband, and when you submit a complaint to a judge saying: He beats me! He'd casually reply by saying: Yes? What else? ... “
I vertici politici britannici si giustificano (sempre ‘distrattamente’) dicendo che l’Arabia Saudita sta compiendo un percorso di modernizzazione dei propri costumi, ma diverse organizzazioni riportano come questi cambiamenti siano semplicemente ‘cosmetici’, mentre nella realtà le cose non cambiano affatto.
La verità, afferma l’Independent, sta negli strettissimi rapporti di interdipendenza che esistono tra UK ed Arabia Saudita. I primi forniscono materiale bellico, i secondi ricambiano, ovviamente, col petrolio. ‘Addiction’
La Regina (unica donna a cui è consentito incontrare il re saudita) e Gordon Brown omaggeranno il carnefice dentro Buckingham Palace per tutta la settimana.
Non avremo i loro giornali, ma in quanto a politici-banderuole anche l’UK non ha poi molto da insegnarci. Non quando entra in ballo il petrolio comunque.
L’articolo lo trovate qui.
Saturday, October 27, 2007
Il riflesso dello scarpone
Esiste un limitato numero di azioni, situazioni, frasi ed atteggiamenti che riescono davvero a mandarmi in bestia. Quando mi ci trovo davanti perdo letteralmente il controllo. Tipo vedere Emilio Fede in televisione. Si abbassa la mano, sfila lo scarpone e lo lancia contro il video automaticamente. È un riflesso spinale. Forse monosinaptico. Il marine Mario Lozano è stato ritenuto ‘non processabile’ da un tribunale italiano per l’omicidio di Nicola Calipari in virtù di una non meglio identificata ‘assenza di giurisdizione’. Non è processabile perché è americano. Non è la prima volta che succede. Anzi. C’è da perdere le staffe solo per questo in verità. Ma quello che più mi fa incazzare è il contorno di ipocrisia servito da chi prima regala gentilmente questo ennesimo bagno di merda agli italiani e dopo cerca anche di convincerli che invece è profumatissimo bagnoschiuma. Siamo servi Cioè, siamo governati da servi. Il che fa di noi degli schiavi. Facce di bronzo temprato al fuoco del più totale disprezzo per ogni forma di appartenenza ad un paese compaiono in televisione ed osano rivolgere alla vedova di Calipari dopo il proscioglimento dell’assassino del marito parole come ‘non dimenticheremo’, quando invece la sola cosa che vogliono è proprio dimenticare, ed al più presto. Oppure ardiscono disquisire affettatamente su questa ‘carenza’ del nostro codice. L’importante è comparire in tivvù ed affermare che ci ‘dispiace tanto’. Quasi che il tubo catodico potesse in qualche modo battezzare l’ennesima sequela di cazzate innalzandole a verità assoluta e risolvendo il problema del nostro dispiacere. Quello che non capisco è per chi questo teatrino viene messo in atto. Tutti in Italia sanno come stanno le cose. Lo sanno perché, verrebbe da dire ‘sfortunatamente’, i prodi marines non sono riusciti ad ammazzarli tutti. Avevano probabilmente a disposizione un numero limitato di colpi da sparare, per rimanere nel limite dell’incidente plausibile, e non sono riusciti a portare a termine il compito che gli era stato assegnato. E questi superstiti hanno detto, hanno raccontato, hanno descritto. Che l’auto procedeva a velocità contenuta (cosa che è stata verificata nonostante la riluttanza degli americani a fornire l’auto), che si è fermata a distanza di sicurezza (cosa che è stata verificata nonostante i tentativi di inquinamento della scena del crimine) e via dicendo. Lo sappiamo tutti, così come sappiamo che la non giudicabilità di Lozano altro non è se non il risultato dell’infame Convenzione di Londra del 19 giugno 1951, che ci vuole come persone di serie B di fronte ad un militare americano, sia all’estero che in casa nostra. Eppure, nonostante l’evidenza dei fatti, qualcuno sente sempre il bisogno di apparire in televisione con l’arroganza di chi crede di poterti convincere che Cristo è morto dal freddo.
Non basta il fatto che un italiano, coraggioso ed onesto, sia stato ammazzato come un criminale mentre tentava la più nobile delle imprese, ovvero salvare la vita di qualcuno. Non basta che il suo assassino abbia avuto la faccia tosta di andare in televisione a dire che la vera vittima è lui, mentre la Sgrena ci ha guadagnato perché ci ha scritto un libro. Non basta che adesso questo vigliacco se la stia spassando a casa sua, magari insieme a quel Richard Ashby, responsabile dei 19 morti del Cermis. Tutto questo non basta. Dobbiamo anche sorbirci le cazzate di chi cerca di convincerci che tutto questo è anche normale. Ed io sto per finire gli scarponi.
Thursday, October 25, 2007
La vita in metri quadri
Tuesday, October 23, 2007
Quelli che non ne va bene una
Capita di leggerne davvero di strane alle volte sui giornali. A Milano, un rapinatore entra in un negozio con una pistola in mano e reclama l’incasso. Ma la commessa, una donna di 35 anni incinta, si sente mancare e sta per svenire. Il rapinatore la sorregge, la aiuta a sedersi e le dice “stai tranquilla, adesso io me ne vado e non ti tocco neppure”. E se ne va senza prendere un centesimo. Ora io ce l’ho messa tutta per non ridere, ma non ci sono riuscito. Non che sia ridicolo quello che ha fatto il rapinatore, anzi. Ma mi sono messo nei suoi panni, o almeno ci ho provato. E mi sono immaginato senza una lira, disperato al punto da tentare una rapina. Provare a farne una (magari per la prima volta nella mia vita) e trovarmi in una situazione del genere. È o non è il massimo della sfiga? Per lo meno per qualcuno dotato di sufficiente sensibilità da intenerirsi di fronte ad una donna incinta. E così me lo immagino allontanarsi dal negozio, con le mani in tasca e sopra la testa un ‘balloon’ da fumetto con dentro uno scarabocchio nero. I carabinieri si sono messi sulle sue tracce. Io spero che non lo trovino, ad essere sinceri.
Monday, October 22, 2007
Salviamo il pianeta
“Questa volta non si tratta di semplici indiscrezioni, ma è l’Udeur che minaccia di non votare la Finanziaria. «Se non ci sarà un chiarimento è tutto inutile quello che stiamo facendo – ha dichiarato lunedì il capogruppo dell’Udeur al Senato, Tommaso Barbato – ci sono troppi pappagalli in giro. O c'è chiarezza o l'Udeur non ci sta: se gli facciamo schifo – ha concluso – noi ce ne andiamo e non ci sono problemi». Ma il problema c’è, è che Mastella è sotto tiro da settimane: si è fatto il suo nome quando si discute di sicurezza perché è lui il ministro della Giustizia che ha firmato l’indulto, si è parlato di Mastella nella polemica sui costi della politica dopo che insieme al figlio ha approfittato di un viaggio con un aereo di Stato, infine, oggi, il leader dell’Udeur è sotto accusa per la richiesta di trasferimento del pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, che indaga sui rapporti illeciti tra politici e imprenditori. (…) Il chiarimento che Mastella e i suoi vorrebbero, è soprattutto quello del ministro Antonio Di Pietro che domenica è arrivato a chiedere al presidente del Consiglio di «valutare se sia opportuno» che il leader dell'Udeur resti al suo posto, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’inchiesta Why Not.”
In altre parole, oltre al ‘sì’ anche il ‘sissignore’. Non solo il nostro invidiatissimo ministro di Grazia e Giustizia sta oltrepassando anche i sogni erotici più spinti del nostro precedente Presidente del Consiglio, scarcerando, approfittando, avocando. Ma pretende anche di farlo e di ricevere gli omaggi del resto del Governo per questo. Pena, cade il governo perché ‘Mastella se ne va’…
E VATTENE!!!
Quando Rifondazione fece cadere il primo governo Prodi, in virtù del fatto che i patti di desistenza pre-elettorali non erano stati rispettati (bei tempi), tutti si affrettarono a buttare la croce addosso a Bertinotti, chiamandolo responsabile di infiniti (ed indefiniti) malanni per l’Italia (il posto di Prodi venne preso da d’Alema). Adesso invece non si riesce a leggere una riga di biasimo che è una nei confronti di questo...di questo...CO£$%&NE che tiene in scacco tutta la maggioranza per favorire eserciti di compagni di merende, a destra e a sinistra. Al contrario è tutto un esprimere solidarietà nei confronti del ministro che è arrivato a dire che aspetta il giudizio della magistratura con ‘serenità’ e che l’avocazione dell’idagine dalle mani di de Magistris non comporta l’interruzione dell’iter giudiziario. In altre parole, i magistrati devono essere intercambiabili e quello che stava facendo de Magistris potrà farlo qualcun altro. Mi pare di averla già sentita questa, qualche anno fa…in Sicilia
DEMASTELLIZZIAMO IL PIANETA!
È un appello ambientalista più che altro.
Saturday, October 20, 2007
Il Govelno Plodi
Riccardo Levi ed il suo ddl nazi-cinese sulla SCHEDATURA dei blog (a pagamento). Schedatura che comporta non solo oneri burocratici ed economici per l’iscrizione in questo famoso registro, ma anche legali, dal momento che il blogger finirebbe per diventare legalmente responsabile di tutto quanto appare sul suo blog, commenti inclusi. Oggi il ministro Gentiloni, quello che crede che spostare rete 4 sul satellite significhi mandare in orbita Emilio Fede e pertanto legifera in materia insieme alla NASA, afferma che i blog non verranno toccati dal ddl Levi sull’editoria e che il testo di quel ddl verrà emendato in parlamento per restringere gli obblighi di iscrizione al registro, ai soli giornali online (il che significa che probabilmente il blog di Grillo non verrà risparmiato). Prima di leggere queste affermazioni, ero incazzato come un bradipo a cui avessero tagliato l’unico albero nel raggio di Non sono ancora riuscito a leggere il testo del ddl. E devo dire che le parole di Gentiloni (ma anche di altri) non mi rassicurano per niente. Soprattutto se si considera l’intransigenza e la sicumera di Levi. In più di un’occasione le rassicurazioni di questo governo sono state seguite da sonore bastonate. Senza contare che l’approvazione di un ddl del genere segnerebbe la fine del consenso per questo governo e farebbe la felicità dell’opposizione che potrebbe pertanto decidere di votarlo all’unanimità. Perciò, nel dubbio, io prima aderisco alla campagna lanciata da Gianfalco, poi mi ‘candido’ e dico ai blogger che mi conoscono:
"Hai un blog ma questa massa di cialtroni criminali che TI governano non ti permette di usarlo? Manda a me i tuoi post…LI PUBBLICO IO!!!" Io nemmeno ci abito più in Italia. Sono ufficialmente residente nel Regno Unito dove un ddl del genere non verrebbe presentato nemmeno sotto tortura!!! Come si dice…fatta la legge nazi-cinese, trovato l’inganno.
Friday, October 19, 2007
La sveglia delle incertezze
Per lungo tempo, da che ho iniziato a lavorare, mi sono chiesto come possa essere stato possibile che mio padre, con il solo suo stipendio, sia riuscito non solo a comperare una casa, a pagare un mutuo, ma anche a mantenere tutta la famiglia, a pagare gli studi dei figli, fino al livello universitario e, tutto sommato, a non farci mai mancare niente neanche del superfluo. Certo, qualche aiuto da fuori è arrivato anche per lui immagino. Però mi è sempre rimasta l’idea che in qualche modo una cosa del genere conservasse un minimo di eccezionalità. In qualche modo, lavorando e rendendomi conto della precarietà del mio lavoro, ho sempre pensato che, prima o poi, quella famosa stabilità sarebbe arrivata, magari insieme ad una casa e ad una pensione. Una forma di sicurezza indotta da un ambito familiare in cui seri problemi, sotto questo punto di vista, non sono mai esistiti. O comunque io non ne ho mai avuto sentore. Che farei se invece questo sogno (perché è ovviamente di questo che si tratta) dovesse infrangersi? Se dovessi ritrovarmi avanti con gli anni senza lavoro e senza casa, e magari con una famiglia e dei figli a carico, ed un mutuo da pagare? Uno dei tanti pseudo-liberisti di oggi mi consiglierebbe probabilmente di attivare un’assicurazione privata. La verità è che in una condizione del genere, la disperazione che si sente deve essere assoluta. E così deve essersi sentito Giuliano P., marito, padre di una bambina di 6 anni, operaio. La moglie, precaria, perde il posto e lui realizza che con il suo solo stipendio, non riuscirà a fare quello che, solo una generazione fa, era considerato Cosa c’è dietro questa tragedia? Non c’è solo la disperazione della sfortuna, ci sono anche delle responsabilità precise secondo me. E queste fanno capo al sistema del precariato italiano ovviamente, ma anche al sistema bancario. È ormai un luogo comune dire che le banche prestano i soldi solo a chi ce li ha già e non a chi ne ha bisogno. Ma le cose, volendo, possono essere anche peggio di così, laddove chi i soldi li ha, non ha bisogno di pagare per comprare una casa, perché gli viene ceduta per quattro lire, magari nel centro storico. Basta essere parlamentare no?
La morte di Giuliano è una sveglia tremenda. Per me sicuramente. Una sveglia che dimostra chiaramente che la povertà, nel nostro paese, è dietro l’angolo. Che anche a 43 anni, si può essere costretti a vivere senza certezze. Nonostante i falsi buoni propositi di vecchi politici con il vestitino nuovo o di pontefici ciarlatani che gridano ‘al lupo’ tenendo a malapena nascoste la coda e le orecchie sotto l’abito e la papalina.
Wednesday, October 17, 2007
Elementare, caro Watson!
Due notizie apparse sull’Independent di oggi lasciano alquanto perplessi. La prima, già ampiamente discussa sul blog di Gery, riguarda il rifiuto, da parte della giustizia americana, a concedere l’estradizione per il boss mafioso Rosario Gambino. Verremmo accusati di comportamenti inumani, ed il 41bis viene equiparato alla tortura. Curioso che queste accuse provengano dagli autori di perle di umanità come i carceri di Guantanamo, Aby Ghraib, Huntsville e via dicendo. Che un ottantenne, per quanto dall’illustre passato, possa uscirsene con tali castronerie, posso pure accettarlo. Si sa, alle volta l’età avanzata comporta un certo grado di rincoglionimento (e questo, caro Storace, vale specialmente nel tuo caso). Sta di fatto però che il giro di conferenze e seminari per i quali il buon James si trova adesso nel Regno Unito non è stato cancellato in seguito a queste affermazioni. Questo già lo accetto di meno.
Update 18.10.07
Lo Science Museum di Londra ha disdetto la lecture di Watson prevista per oggi. Va un pò meglio adesso.
Paradossi dell'era moderna
Credo di poter vantare il primato di essere stato forse tra i primi italiani a vedere il lungometraggio di Al Gore “An Inconvenient Truth”, sui rischi corsi dal nostro pianeta in seguito all’inquinamento atmosferico. Lo ordinai su internet, la versione in inglese, ben prima che “Una Scomoda Verità” venisse messo in vendita in Italia. Questo documentario, agghiacciante per quanto spietato nel presentare una terribile realtà di fatto, è valso all’ex ‘prossimo presidente degli Stati Uniti’, come lo stesso Gore si presenta in apertura del filmato, molti riconoscimenti e premi, tra cui un Oscar per il miglior documentario e, recentemente, un premio Nobel, vinto insieme al Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici dell’ONU. Ora il problema è che questo Nobel è un Nobel per Monday, October 15, 2007
Il ggiovane piddì
Vabbè, allora, è nato il Partito Democratico. 3 milioni e 400 mila cittadini hanno partecipato alle primarie ed hanno eletto Veltroni a dirigerlo (non so perché ma la cosa non mi sorprende). 3 milioni e 400 mila persone che hanno deciso di esprimere una partecipazione a…che cosa? Faccio un paragone mentale tra queste primarie e quelle che precedettero le ultime elezioni politiche per la scelta del candidato premier del centro sinistra. Cosa è cambiato? Sono cambiate la facce? No, sono sempre le stesse. È cambiato l’orientamento politico? A saperlo. Chi sa qual è l’orientamento politico del piddì? Certo, allora si votava per una coalizione. Ieri si è votato per un ‘partito’, ovvero qualcosa di più compatto ed unitario, in cui non dovrebbero vedersi opinioni diverse da diversi esponenti (entro certi limiti ovviamente) ed in cui nessuno dovrebbe minacciare di ‘sciogliere il partito’ se le cose non vengono fatte come dice lui. Ma questa è una (presunta) differenza ‘tecnica’. Sul piano politico, almeno secondo il mio punto di vista, non è cambiato assolutamente niente. Stesso vuoto assoluto, stesse frasi altisonanti ad effetto e stessa carenza di affermazioni univoche, inequivocabili e definitive. Quando va in onda Europa7? Veltroni non lo dice. Quando viene ripulito il parlamento? Il nuovo segretario sorride e dice “Il PD è innovazione e coesione”. Innovazione di che? Di certo non dei nomi. Coesione intorno a che cosa? Oltre che alla poltrona ovviamente. Eppoi i ggiovani. Quelli con due ‘g’. I ggiovani dappertutto. I ggiovani sbandierati come figli prediletti a destra e a manca. Come invariabilmente succede dal dopoguerra ad oggi. I ggiovani soprattutto. E nonostante decenni di ggiovani, noi oggi abbiamo sviluppato ed ancora manteniamo attivo un sistema di occupazione basato sul precariato da terzo mondo. Certo, mi si dirà, il PD è appena nato…diamogli tempo. Quanto tempo ancora? Abbiamo dato tempo quando è nato il PDS. Abbiamo dato tempo quando è nato l’Ulivo. Adesso diamo tempo per il PD…io non campo in eterno.



