Friday, November 03, 2006

12 dicembre 2006...7...8...9...


Quanti di noi ne hanno sentito parlare? Quante volte abbiamo sentito le parole ‘strage di Piazza Fontana’ venire dai telegiornali? Eppure molte persone, stando sempre ai sondaggioni che faccio sugli hub del p2p, ancora oggi hanno idee molto confuse su quello che accadde il 12 Dicembre 1969 nella sede milanese della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Non posso biasimarli, specialmente dopo aver letto questo libro. Giorgio Boatti, giornalista esperto di intelligence, descrive un intreccio spaventoso di congiure, attentati, servizi deviati e segreti di stato. Il tutto atto ad impedire lo scoperchiamento di un pentolone che racchiude la commistione intima che in quegli anni (ma solo in quelli?) vede accoppiati i servizi segreti (allora ancora ‘Sid’) nazionali e l’estremismo di destra più nero. Un pentolone che è stato da poco richiuso, con la sentenza di assoluzione piena per tutti gli imputati ed i parenti delle vittime che dopo più di trent’anni di pellegrinaggi tra le procure di Milano, Treviso, Roma e Catanzaro, si sono pure dovuti pagare le spese processuali! Un esito indegno per una guerra sotterranea, combattuta a colpi di Costituzione e Codice da personaggi del calibro del Giudice Gerardo d’Ambrosio (si, proprio quello di ‘Mani Pulite’…però noi in tivvù ci mandiamo la defilippi!) e da altri Magistrati contro…contro chi? Contro Franco Freda? O Delfo Zorzi? O Stefano delle Chiaie? No, questi erano solo gli esecutori. I soldati sul campo. Combattuta purtroppo contro lo stesso Stato Italiano. Ma quello vero però. Quello che agisce nell’ombra alle spalle dei cittadini. Che impone il segreto di Stato. Che non ci giudica pronti a conoscere ‘certe verità’. Verrebbe davvero da fare spallucce e dire ‘ma chi se ne frega. È passato talmente tanto tempo…oggi è diverso’. Ma non sono solo i diciassette morti (contando anche Giuseppe Pinelli, ‘l’involontario suicida’ del commissariato di via Fatebenefratelli) rimasti sul terreno quel 12 dicembre del ’69 (avevo solo 8 giorni…) a dirci che abbiamo torto. Sono anche le notizie recenti, di questi giorni che richiamano quel percorso all’attualità. Ogni qual volta i nostri governanti agiscono senza il nostro consenso, per distruggere intercettazioni a loro scomode, per costruire per forza tunnel e ponti quando nessuno li vuole, o anche solo per rispedire una bambina come Vika-Maria nell’inferno dell’istituo bielorusso da cui era fuggita, in barba ad ogni legge del nostro paese. Ogni qual volta questo succede, noi perdiamo la nostra sovranità di popolo e diventiamo un po’ di più come quella ‘massa capace solo di mercanteggiare, mangiare, defecare e riprodursi’ descritta simpaticamente da Freda stesso. E il brutto è che, anche a noi, ci tocca pagare le spese processuali!
Leggetelo.

1 comment:

Amedeo said...

Di pentoloni da aprire ce nè finchè si vuole su quel periodo

Sinceramente penso che i governi dell'epoca (68-83) abbiano quasi tutta la responsabilità per ciò che accadde.

Anno fatto in modo che un'intera generazione di giovani si annientasse a vicenda a colpi di pistola e chivi inglesi.
Una generazione, quella dei miei genitori per la cronaca, che portava una forte onda di c ambiamento, infranta su uno stillicidio.

Nessuno, da nessuna parte fosse schierato, ebbe giustizia e non ne ha ancora avuta.
Credo ci siano i presupposti per un legittimo sospetto sui poteri forti di allora, che dici