Wednesday, November 08, 2006

Le ali raggrinzite

Beit Hanoun, Striscia di Gaza. Sono le sei del mattino. La famiglia Atamne, undici persone, sta ancora dormendo. Dorme pensando che finalmente i carri armati israeliani se ne sono andati. L'operazione 'Nuvola d'autunno' è cominciata il primo di novembre, con la fanteria di Tsahal che entrava in questa cittadina di 35.000 abitanti scortata dai panzer, allo scopo di rimuovere le 'postazioni' di missili Qassam che tiravano verso il Neghev israeliano. Eppure lo so anche io che il Qassam è poco più di un tubo riempito di esplosivo e quindi facilmente trasportabile. Fossi io uno di Hamas mi guarderei bene dal piazzarlo in una postazione fissa. Comunque sia l'operazione è finita, lasciandosi dietro alle spalle più di sessanta cadaveri. Tutti terribili terroristi ovviamente. Il rumore dei cingoli si allontana. Poi però s'avvicina di nuovo e di nuovo i panzer aprono il fuoco. La casa degli Atamne è centrata in pieno. Muoiono tutti e undici. La popolazione si riversa in strada ed accorre sul posto. Non si sa mai, qualcuno potrebbe essere ancora vivo. Altra granata, proprio in mezzo alla folla. Alla fine, questo ripensamento dell'esercito costa (o paga, a seconda dei punti di vista) 18 morti in più. 5 sono bambini. Due di questi cinque li vediamo nella foto, abbracciati alla madre. Ed io sinceramente questo non lo tollero più. Non tollero più l'idea di un cingolo che stritola l'asfalto della strada e le piccole ossa di bambini che hanno come unica colpa quella di essere nati nel posto sbagliato. Non tollero più i macellai sionisti che pensano di poter liquidare quel sangue con frasi tipo "E' stato uno spiacevole incidente, ma dobbiamo difendere i nostri cittadini dai razzi Qassam", come ha detto Tzipi Livni, il ministro degli esteri israeliano. Spiacevole incidente un cazzo! Non tollero più l'idea che a questo mondo ai bambini non venga più riconosciuta la sacralità che gli spetta. Che qualcuno possa decidere di andare e bombardare ben sapendo che i più fragili ed i più esposti sono loro, salvo poi giustificarsi con frasi del cazzo tipo 'è la guerra!'. Non lo tollero più. Non tollero più la vita di queste creature sacrificata sull'altare dell'economia malata che ci impongono, di una diplomazia becera che imbavaglia il grido di rabbia di popolazioni intere, in Europa come nel resto del mondo o, peggio ancora, di religioni ammuffite che ormai esistono solo per procreare fondamentalismi ad hoc, utili per generare altra morte in nome di Dio.
La nebbia si fa sempre più fitta, nonostante i pochi fari che tentano di illuminare la strada. Dobbiamo fare qualcosa anche noi. E' imperativo. Qualunque cosa, anche la più piccola. Se i teorici del caos hanno ragione, anche noi, con le nostre ali raggrinzite di farfalle in ciabatte possiamo scatenare la bufera che abbatterà questi monoliti della moderna inumanità.

3 comments:

Amedeo said...

Concordo lesandro

enrix said...

Tu avrai capito, caro Lesandro, che io personalmente vedo il maligno, il demonio di questa guerra, in chi la guerra la vuole, in chi si impegna affinchè questa tragedia non sia mai risolta.
Di norma mi oppongo alle prese di posizione unilaterali, cioè mi oppongo contro chi si indigna contro i soli terroristi palestinesi o contro i soli guerrafondai israeliani, perchè in entrambi i paesi esistono queste due fazioni, e gli sforzi del mondo civile e di chi come noi desidera la fine di tutto questo, debbono essere scevri di qualsiasi componente facinorosa, e la ricerca del male, affinchè l'estirpazione sia radicale e duratura, deve essere portata avanti sempre su due fronti unitariamente, altrimenti è inefficace.

Questa volta però pare proprio che Israele abbia varcato un limite, e pertanto mi associo con te nella condanna unilaterale.

Oltretutto debbo farti i complimenti, per la tua prosa formidabile.

Lesandro said...

Di norma Enrix anche io. In precedenti post ho, nel mio piccolo, condannato i fondamentalismi in generale. Anche se non nascondo assolutamente la mia simpatia per i 'poveri' di questo conflitto (perchè ribadisco che la religione non c'entra), non trascuro di certo il punto di vista di chi in Israele è nato ed ha diritto a vivere. Non sono certo per le assurde ipotesi di 'cancellazione' avanzate da quel pirla di Ahmadinejad. Però di fronte al massacro, di fronte all'annichilimento, di fronte ad una ortodossia che non ha più nulla da invidiare a Stalin o ad Hitler, e quando anche gli stessi ebrei d'Israele si sollevano contro questo stato di cose (Dio li benedica e li mantenga sempre in salute), credo che schierarsi sia doveroso. Non contro qualcuno, ma CON qualcuno. Oltretutto non ci costa niente. Basta afferrare tutte quelle piccole occasioni che ci si presentano durante la vita di tutti i giorni. Quali che siano.
Grazie del supporto e dei complimenti.