Sunday, November 12, 2006

Morte del Figliuol Prodigo


Non so perché, ma quando sento parlare di ‘piani contro la fuga dei cervelli all’estero’ mi preoccupo sempre. Subito dopo la laurea mi si faceva un gran dire che, per fare carriera nel campo della ricerca scientifica, bisognava andare a lavorare all’estero. Ho sempre pensato che il problema fosse la scarsezza di fondi in Italia, anche se, a dirla tutta, continuavo a vedere milioni e milioni buttati nelle tasche di raccomandati, figli, nipoti, mariti, mogli ecc. ecc. di qualcuno di importante. Addirittura la Fondazione Telethon bandiva borse di studio per ricercatori italiani che volessero emigrare in qualche laboratorio estero. Mi sono fatto coraggio (ma ce n’è voluto ben poco dal momento che ero senza stipendio) ed ho seguito i consigli del mio paese. Ho fatto la valigia ed eccomi qui. Adesso prima leggo che il governo vuole tagliare ulteriormente i fondi alla ricerca, cosa che non sarebbe certo dispiaciuta solo alla Montalcini, e poi che riesce a raggranellare qualcosa come 177.5 milioni di euro per la ricerca italiana, sventando i tagli inizialmente proposti ed accontentando l’illustre scienziata che così potrà votare la finanziaria. Ok, bene. Tutti contenti. E io? No perché sembra che questi 177.5 milioni, a sentire quello che dice il governo, dovrebbero essere utilizzati per assumere personale nelle università e negli enti di ricerca allo scopo di impedire la fuga in massa di cervelli all’estero. Cito testualmente dal sito de l’Unità: “In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori – recita l´emendamento - il ministro dell' Università […] avvia un reclutamento straordinario di ricercatori, con «criteri di valutazione dei titoli didattici e dell'attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza e allineamento agli standard internazionali». È prevista una deroga per le assunzioni a tempo: se il ricercatore ha già un contratto temporaneo, ma ha già vinto un concorso per l' assunzione dal 2008, potrà avere rinnovato il contratto temporaneo. Contro l´emigrazione degli scienziati italiani l´Esecutivo stanzierà 20 milioni di euro nel 2007 e 30 nel 2008 a favore delle persone, ricercatori e tecnologici, impegnate in attività di ricerca scientifica”. E quelli che sono già fuggiti? No perché non è che io sia stato contento di mollare tutto nel mio paese per venire qui, sebbene questa sia la migliore università del mondo nella ricerca biomedica. Qui il governo sembra che non mi consideri più di tanto. OH! ROMANO?! A che gioco giochiamo? Voglio sapere come verranno effettuate queste selezioni! Oggi i “titoli didattici e dell'attività di ricerca” non contano una sega dal momento che le valutazioni comparative per l’assunzione di personale ricercatore ancora prevedono l’esecuzione di uno scritto e di un orale, ovvero cose che possono ritagliare l’assunzione addosso al raccomandato di turno. Inoltre, dover sostenere uno scritto ed un orale, in due giorni diversi, per uno che lavora all'estero non è certo uno scherzo. son 4 aerei da prendere e non te li rimborsa nessuno. Sempre poi se lavori in Europa. E se stavo in America? Voglio sapere come e quando questi posti verranno messi a concorso e non ve la cavate con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. PRETENDO di avere a disposizione dei siti internet AGGIORNATI per tutte le università italiane dove io possa avere accesso FACILMENTE alle informazioni relative al bando, ai requisiti ed alla scadenza! Non facciamo scherzi! Mi ci avete mandato voi all’estero perdio!
Scusa Rembrandt.

6 comments:

Amedeo said...

Ciao Lesandro,
il ttuo ragionamento non fa una piega, posso chiederti una cortesia, di cosa ti occupi?

Lesandro said...

mi occupo di biologia dei processi di apprendimento e memoria in modelli animali di malattie neurodegenerative.

Marina said...

Concordo pienamente con te! Non è possibile reggere qsta situazione... Io studio x diventare ricercatrice, ma l'alternativa che mi si pone davanti è andare all'estero o passare al mondo del lavoro. Non prendo neppure in considerazione gli 820 euro al mese con contratto a tempo determinato che lo stato offre per il dottorato in italia! Ma chi ha detto che chi ama la scienza debba patire la fame? Io non ho intenzione di lavorare per la gloria della scienza a stipendi miseri, mentre il mio vicino che fa il muratore (con tutto il rispetto per i muratori) se ne va in giro in bmw...

Amedeo said...

...mmm...
ma che ci faccio in mezzo a voi...mmm.complimenti ragazzi.

Lesandro said...

Cara marina, purtroppo in Italia lo scienziato o il ricercatore ancora vengono considerati come persone che esercitano una professione poco necessaria. Già si fatica a comprendere perchè una persona possa decidere di lavorare su specifiche malattie, magari rare, figuriamoci quando si decide di lavorare nella ricerca di base, che non produce niente altro che la conoscenza pura e semplice. E' un problema di cultura del quale ritengo anche noi siamo in parte responsabili. La scienza è lontana dalla gente in Italia. Lo stesso non accade qui in UK dove, ad esempio, molti istituti di ricerca pubblici organizzano annualmente i cosiddetti 'open days', durante i quali aprono i laboratori al pubblico e, con posters e seminari, cercano di spiegare alla gente il perchè ed il percome di quello che fanno. Bisognerebbe fare lo stesso anche in Italia credo.

Marina said...

Caro Lesa, Spero davvero che fuori dall'italia le cose siano differenti (e se lo dici tu che vivi in UK ti credo)... spero che solo a me e alle mie "colleghe" italiane sia capitato di sentirsi dire
"Ma tu sei una ragazza! Che studi a fare queste cose?"
Come se la scienza fosse per soli uomini...
Io non so se sbagliamo noi ad approcciarci alla "gente comune", ma la mia università organizza open day, peccato non venga nessuno... E le università incentivano l'iscrizione, per esempio, a matematica e fisica nn facendo pagare le tasse, ecc... ma lo stesso il n' di iscritti resta ridicolo. Spero che le cose col tempo e la volontà cambieranno, ma almeno per il momento viviamo in un paese dove le prospettive per uno scienziato sono a dir poco ridicole! E non è solo una questione di soldi o tipo di contratto lavorativo; è soprattutto il fatto che il mio lavoro verrebbe guardato con disprezzo dagli stessi che dovrebbero finanziarmi! Sai che la mia università stanzia gli stessi soldi per fisica e sociologia? Ora, con tutto il rispetto per i sociologi, loro non necessitano delle apparecchiature che invece servono in un laboratorio! E credo tu ben sappia quanto sono care...