
Wednesday, September 29, 2010
Andatevi a nascondere

Wednesday, May 05, 2010
Friday, June 06, 2008
Twilight zone

Berlusconi magistrato, Fede docente universitario, la Binetti pornostar, Luca Volontè transessuale, Borghezio rasta man, Calderoli mussulmano, la Carfagna vergine, la Mussolini black bloc, Pannella proibizionista, la Bonino suora, il papa abortista e Veltroni comunista.
Se Fini cita Calamandrei, allora tutto è possibile!
Don’t touch my Breil porcozzio!!!
Tuesday, May 06, 2008
Caro Camerata ti scrivo
Caro presidente della Camera dei Deputati, lei ha avuto parole di fuoco per il manipolo di sciagurati che ha ucciso Nicola Tommasoli. Personalmente non mi disturberebbe l’ordine di severità che lei ha tentato di stabilire tra chi uccide e chi brucia una bandiera. La troverei semplicemente un’uscita meschina, peraltro superata abbondantemente da altri commenti che le sono succeduti sia da destra che da sinistra. Il suo collega Schifani, ad esempio, parla di “giovani che non stanno bene, che non hanno equilibrio…”, ed io mi domando quante volte abbia provato la stessa misericordiosa considerazione per il rumeno di turno finito in carcere per stupro, e come mai non l’abbia esternata allo stesso modo. A lei, almeno, riconosco la coerenza di aver bollato queste persone come assassini che “non meritano nessuna solidarietà”. Quello che però mi fa incazzare, ed annienta il mio condizionale, è il suo tentativo, tutt’altro che casuale a mio avviso, di voler derubricare questo omicidio ad ‘atto non politico’, basando il suo paragone con i ragazzi dei centri sociali proprio su questa differenza. Lei sa benissimo che non è così.Lei ha salutato come un evento storico la vittoria del suo camerata Alemanno al comune di Roma. Altri hanno fatto altrettanto ‘alzando il braccio’ sotto il Campidoglio romano in quello che i più accorti ancora riconoscono come il saluto fascista, mentre i più ingenui chiamano ‘saluto romano’. Lasci dunque che le faccia una piccola precisazione storica. Giulio Cesare era solito salutare le sue cohorti con quel saluto, come anche i suoi vicini di casa presumibilmente. E mai e poi mai avrebbe urlato alcunché nel farlo. Ed il motivo è che, per Giulio Cesare, quello era appunto un saluto. Un ‘ciao’ di altri tempi che noi, nonostante il fascismo, abbiamo ereditato ed impariamo ad usare fin da bambini, alzando la manina per fare appunto ‘ciao’. Qualcosa che non si vede molto di frequente in altri paesi. Sebbene siamo stati bravi ad esportare questo gesto, in altri paesi, specialmente quelli anglosassoni che meno hanno risentito del dominio romano, ci si saluta con un cenno del capo e tenendo le mani in tasca. Una differenza che pochi notano. Il saluto fascista differisce da tutto questo in quanto porta un messaggio di violenza, non di cordialità. Ed è questo che lei finge di non capire.
L’omicidio di Nicola Tommasoli È un omicidio a sfondo politico perché i criminali che l’hanno perpetrato hanno agito sulla base della sottocultura violenta che rappresenta il credo fascista in Italia. Credo che, oggi come allora, si estrinseca attraverso il branco. O la squadra. Ed il branco esiste solamente in quanto violento. La squadra esiste solamente in quanto picchiatrice. Lei deve necessariamente derubricare questo omicidio a mero atto di teppismo adesso. Deve farlo perché è anche grazie al voto di queste persone che lei è stato eletto, e lo sa benissimo. Deve farlo perché non può condannare la radice fascista di questo omicidio, essendo lei stesso fascista. Di quelli moderni ovviamente. Di quelli ‘liberal’ o liberisti o come preferisce lei. Bè, io nel mio piccolo non glielo permetto. Io rivendico la matrice fascista di questo omicidio a pieni polmoni. Io rivendico la differenza politica che passa tra l’ingenuità di chi pensa di poter cambiare le cose bruciando una bandiera e la brutalità di chi pensa di potersi imporre, di poter dominare, uccidendo un uomo a calci in testa. Perché è esattamente questa differenza, pur scaturita oggi da due situazioni aberranti come quelle che lei ha voluto mettere a confronto, che mi indica con chiarezza da che parte stare e mi consente ancora oggi di poterla definire, caro Presidente della Camera dei Deputati, un volgare fascista di merda!
Distinti saluti
