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Friday, January 11, 2013

Obiettivo mancato!

Quanto è durata la trasmissione di stasera? Un’ora e mezza? Due ore? Due ore del tanto atteso incontro/scontro tra Berlusconi e il duo Santoro/Travaglio. Anzi, tra il duo Santoro/Travaglio e Berlusconi visto che quest’ultimo giocava fuori casa per la prima volta dopo tanto tempo, dopo l’editto bulgaro e via dicendo. Un evento, specialmente visto il contesto politico in cui avviene, ovvero quello di un paese sulla soglia dell’ennesima tornata elettorale. 
Eppure, se adesso provo a farne un riassunto, a trarne delle conclusioni, mi cadono le braccia. Un fallimento totale. Non tanto per Berlusconi, lui il suo fagotto l’ha portato a casa. Ha fatto il suo teatrino e tanto gli basta per intascarsi il consenso degli elettori. Basta scorrere i commenti di un qualunque social network per rendersene conto. I fan del cavaliere sono tutti lì a sganasciarsi dalle risate perché (riporto testualmente) “Si credevano che avevano a che fare con uno senza palle come Monti o Bersani!!! Ahahahahah Berlusconi se lo mette tutti in tasca!!!”; “ahahahahahahahahah”; “Grandeeeeeee” ecc. ecc. 
Tant’è, sappiamo come sono fatti, e lo sapevano anche quelli del pubblico presente in studio stasera quando hanno risposto all’unisono alla domanda del cavaliere riguardo ai suoi 17 milioni di elettori. 
No, il fallimento è stato della squadra ospitante. E non tanto dal punto di vista politico, quanto da quello professionale. Perché Santoro e Travaglio alla fine sono due giornalisti, ovvero due persone che dovrebbero fare informazione. E io di informazione stasera ne ho vista ben poca. E non solo per la disposizione in campo dei giocatori: la Costamagna e la Innocenzi, due salme semplicemente incapaci di apportare un qualsivoglia contributo altro che non quello di una domandina a testa su cui con ogni probabilità hanno sudato per giorni. Persino Dragoni, che normalmente è impeccabile, è stato deludente, mentre un fuoriclasse come Ruotolo è stato lasciato in panchina a misurare il tempo. È stata proprio la strategia di gioco, il modulo ad essere suicida. In due ore di confronto, i picchi più alti raggiunti dalla discussione potrebbero riassumersi da un lato in ‘sei un mafioso’, ‘hai governato per otto anni e non hai fatto un cazzo di tutto quello che avevi promesso’, ‘col tuo governo l’Italia è peggiorata’ e ‘ora critichi Monti ma prima l’hai sostenuto’, e dall’altro con gli immortali ‘i magistrati sono tutti comunisti’, ‘anche voi avete le vostre condanne’ e ‘viva la fica’. Mi sfugge l’originalità delle notizie emerse in trasmissione. Pecco nell'apprezzare lo spessore dell’approfondimento giornalistico. Dov’è lo scoop? Che cosa ho capito stasera che non avessi già capito prima? 
Quale voleva essere lo scopo di questa trasmissione? Lasciare che Berlusconi illustrasse il suo programma politico? Dimostrare che è un mafioso e un criminale che ha legiferato per otto anni solo per salvarsi il culo dalle patrie galere? Dimostrare che è un vecchio porco dedito ai vasodilatatori ed allo sfruttamento della prostituzione? Tentare di convertire qualcuno di quei 17 milioni di coglioni che hanno affondato un intero paese in un mare di merda votandolo? Non me ne vengono altri in mente, ma se lo scopo di questa trasmissione era tra questi, allora non è stato raggiunto.

Tuesday, February 21, 2012

Gente che spera...che cambiate lavoro tutti e due

Ho letto il testo del nuovo inno pidiellino. Quello che si dice sia stato composto da Berlusconi in persona. Poi ho letto il testo della canzone 'Gente che spera', degli Articolo 31. L'ex cantante del gruppo si dice infuriato perchè secondo lui il nuovo inno berlusconiano è stato copiato dalla sua canzone. In effetti ci sono molte somiglianze tra i due testi. Eppure non parlerei di plagio. Parlerei di statistica. Quando due persone buttano parole a casaccio nel testo di due canzoni, per la legge dei grandi numeri, prima o poi qualche somiglianza tra i due testi viene fuori.

Sunday, November 13, 2011

Coriandoli e trenini

L'Italia cambia. Anche gli italiani cambiano. Ma non necessariamente in meglio. Tempo fa, eravamo soliti liberarci dei dittatori appendendoli a testa in giù ad un paio di tubi innocenti, in mezzo a folle festeggianti, agendo noi per primi sul campo di battaglia da partigiani. Poi ci siamo inciviliti, abbiamo lasciato la guerra partigiana (nel senso dato da Ingroia a questa parola) ai magistrati, limitandoci a lanci massicci di monete da cento e cinquanta lire in testa al dittatorucolo di turno, sempre in mezzo a folle festeggianti. La magistratura è una gran cosa, ma ha dei limiti (giusti peraltro). Dipende dal potere politico per le leggi che deve far rispettare. Non essendoci più i partigiani (queli armati intendo), l'ultimo dei dittatorucoli ha affrontato il nemico su questo campo, tagliandogli le gambe con decine di leggi fatte apposta per impedirne l'opera. Fortemente sostenuto in questo da quella che avrebbe dovuto essere 'l'opposizione'. Ma arriva la crisi (pensa un pò), e il nostro dittatorucolo, rimasto schiacciato sotto una non meglio identificata Comunità Europea (a pensarci bene, in maniera grottescamente simile a quanto accaduto a Mussolini, almeno concettualmente), e sotto il mercato globale, scappa dalla porta sul retro braccato da migliaia di italiani sempre festeggianti, ma che non vogliono appenderlo a testa in giù, non vogliono lanciarli monetine (salvo qualche nostalgico che vuole provare l'ebbrezza di usare centesimi di euro come arma impropria), ma invece vogliono sventolare bandiere e fare trenini cantando 'a-e-i-o-u-y' o 'briggitte bardò bardòòòò'.
Dal 29 Aprile del 1945 al 12 Novembre del 2011, di dittatorucoli più o meno pericolosi o nocivi ne abbiamo visti, e siamo passati dal liberarcene da soli, all'affidarci alla Giustizia per il rispetto della nostra splendida Costituzione (uno dei momenti più alti della nostra Democrazia a mio avviso), al dipendere da  altri, esterni, per la nostra 'liberazione'. Il che, a mio avviso, ricorda una parabola. Ormai in fase discendente ahimè. L'unica costante in questo succedersi di eventi sembra essere il nostro scendere in piazza a festeggiare sempre e comunque, salvo poi ricominciare da capo. Ed anche in questo caso, i presupposti ci sono tutti per l'inizio di una bella Terza Repubblica, che non avrà nulla da invidiare alla Seconda, alla Prima o al ventennio. Mario Monti non è Cristo sceso in Terra. E' l'esponente italiano dei peggiori tra i cosiddetti 'Poteri Forti' (quand'anche non Occulti) non dell'Italia, nè dell'Europa, ma del Mondo intero. Goldman-Sachs, Commissione Trilaterale, gruppo Bilderberg.
Siamo scesi in piazza per festeggiare la fine del Fascismo, e ci siamo trovati presi nella morsa della peggiore partitocrazia possibile.
Siamo scesi in piazza per festeggiare la fine della peggiore partitocrazia possibile e ci siamo ritrovati alle prese con il Piano di Rinascita Nazionale.
Scendiamo in piazza adesso per festeggiare la fine del Piano di Rinascita Nazionale, e finiamo nelle mani di chi persegue il Nuovo Ordine Mondiale.
Mica Amnesty International...
E ancora, una volta festeggiavamo in nome delle pallottole che ci siamo presi per ribaltare una dittatura.
Poi abbiamo festeggiato in nome della rivincita della Giustizia (e della Costituzione) sulla corruzione.
Adesso che cazzo festeggiamo a fare? Ci siamo tolti Berlusconi dai coglioni, ok. Una bella cosa. Ma non siamo stati noi a cacciarlo. Non sono stati gli Indignati, nè le donne del movimento 'Se non ora quando', nè, purtroppo, i magistrati e nemmeno chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza armato, ma non l'intelligenza di saper individuare dove colpire, credendo che aggredire un carabiniere o la vetrina di una banca sia 'Rivoluzione'. Sono stati i mercati a cacciare Berlusconi. E guarda caso dei mercati globali Mario Monti è espressione diretta. 
Non è che io mi auguri che il peggio si avveri. Bisognerà valutare l'operato di Monti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Di sicuro però, bisognerebbe tenere gli occhi più aperti, indulgere meno ai coriandoli ed ai trenini e ricordare sempre che questa che consideriamo come la nostra vittoria più grande, come popolo italiano, è in realtà la nostra sconfitta più umiliante.

Sunday, October 23, 2011

Cucina francese


C’è un riflesso mentale semplice e diretto dietro il sorriso che si sono scambiati la Merkel e Sarkozy dopo che un giornalista ha chiesto ai due sulle rassicurazioni ricevute da Berlusconi relativamente alle misure adottate per fronteggiare lo stato di crisi del nostro paese. Quello di due persone alle quali è stato presentato un piatto di merda, e che devono per forza di cose, per quieto vivere, per quell’ipocrisia intrinseca nei rapporti internazionali tra paesi, convincere la gente trattarsi non di merda, ma di pâté di fegato d’oca. Ai due viene da ridere. Si guardano, quasi a dirsi “rispondi tu”, “no no, prima tu, ti prego”. L’abilità dei politici. Nessuno dei due risponde alla fine. Il francese dice di confidare nelle ‘istituzioni’ italiane. Razionalizzare le parole di Sarkozy è facile, immediato. Berlusconi ovviamente non ha rassicurato nessuno. Non ci è andato nemmeno vicino. Perciò devono essere altri a trovare il bandolo della matassa italiana. Le istituzioni appunto. Se avesse potuto avrebbe risposto “Cacciatelo via e iniziate a lavorare seriamente per tirare il vostro paese fuori dai guai”. Forse anche “Levatevelo e levatecelo dai coglioni”. La Merkel non ha avuto altrettanta fantasia, ma quello sguardo e quel sorriso la vincolano evidentemente all’opinione del primo ministro francese. Per metà degli italiani il significato di questa inusuale sorta di goliardia complice franco-tedesca è chiaro. Mi domando come lo interpreterà l’altra metà. Forse penseranno che ‘Berlusconi’ in francese significhi “Il primo ministro francese ce l’ha piccolo”. O “Il cancelliere tedesco gonfia le gobbe ai cammelli”. O magari entrambe le cose. Pertanto i due, alla parola magica, si guardano e sorridono imbarazzati. D’altra parte, a sentirla parlare quest’altra metà degli italiani, come può succedere frequentando un social network, si vede che anche a loro la ‘fantasia’ (leggasi l’ipocrisia, l’ignoranza, l’ottusità) non manca. La sommossa di Roma dei giorni scorsi, gli scontri tra forze dell’ordine mal pagate e male equipaggiate e qualche centinaio di sciocchi coraggiosi, per adesso li tiene impegnati. Invocano leggi speciali per polizia e magistratura per braccare e condannare tutti gli ‘aggressori’. Ma a quanto pare solo per la magistratura non ‘politicizzata’, chè quella politicizzata manderebbe tutti assolti ovviamente. Le toghe rosse. Se poi provi a chiedere come si fa a distinguere tra un magistrato politicizzato e uno invece no, ti rispondono che lo vedi al processo. Se assolve il black (o blac, o blak, o blach, o blek) bloc è politicizzato, sennò no. Mi sono ritrovato a sorridere proprio come Sarkozy (dio m’aiuti) nel tentativo di spiegare che tale distinzione, ammesso ma soprattutto non concesso che sia lecita, andrebbe fatta prima del processo, e non dopo. Confesso però di non aver più seguito la risposta dei miei interlocutori. Dopo un po’, lo stupro dell’h nel verbo avere e la distribuzione futurista degli accenti su verbi, avverbi e pronomi, mi allontanano dai dialoghi di facebook. Né voglio contribuire più di tanto a stressare ulteriormente la già grama esistenza di chi, ostinatamente quanto inutilmente, si sforza ogni giorno di continuare a credere che quella che ha sotto il naso non è merda ma pâté di fegato d’oca.

Sunday, April 10, 2011

Bando di domanda

Considerata la difficile situazione di Lampedusa, degli immigrati che vi sbarcano e dei lampedusani,

Considerato che in effetti la classificazione degli immigrati non è semplice, nel senso che non si capisce se siano profughi di guerra, semplici clandestini o cos'altro,

Preso atto del fatto che, con buona pace di Calderoli, sempre di esseri umani si tratta e che quindi una soluzione dignitosa va trovata,

Vista l'inutilità di interventi come il camping di Manduria,

Apprezzato che questi immigrati sbarcano in Italia, ma non vogliono certo rimanerci,

Constatato l'ostinato rifiuto dei francesi, e della comunità europea in generale, a responsabilizzarsi nella questione nordafricana in maniera altra che non mandando cacciabombardieri a cazzo di cane,

Valutati gli sviluppi futuri di quanto sta accadendo in Costa D'Avorio ed in Siria,


ci si domanda:


ma per quale motivo ce ne dovrebbe fregare un cazzo di qualcosa se il nano sclerato s'è comprato casa a Lampedusa oppure no?




Wednesday, March 30, 2011

Breaking news

30/03/11, 10:30 AM. Berlusconi: "Nelle prossime 48-60 ore Lampedusa sara' abitata solo dai Lampedusani"

30/03/11, 10:31 AM. Lampedusa: "Iniziati gli scavi per l'allestimento della nuova discarica nella Riserva Naturale Orientata isola di Lampedusa, in deroga alla legge sulle aree protette del territorio nazionale"

Tuesday, December 14, 2010

Nostra Signora del Cepu


Alla fine della baldoria c'era nell' aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un' ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa...

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: "Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!"
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell' Ipocrisia
perchè una mano lavasse l' altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po' pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io...

La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato
dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del " chi ha dato ha dato "
ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto,
amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto
e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno:
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni...

Così domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa,
quel lungo mese della quaresima, rise la iena, ululò la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni,
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex-leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l' usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre là, in basso!
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare...

Wednesday, September 29, 2010

Andatevi a nascondere

Vergognatevi non una ma mille volte.
Avete dimostrato di saper esprimere il peggio di qualsiasi repubblica abbia calcato le scene di questo paese, prima, seconda o terza che sia.
Avete tenuto il piede in due staffe, pensando di imbambolare gli italiani coi vostri discorsi sulla legalità, salvo poi togliervi la maschera nel momento decisivo. Chissà, forse per assicurarvi di avere il tempo per strutturare uno straccio di partito prima delle elezioni anticipate. Che verranno eseguite, grazie a voi, nuovamente con quell'ignobile legge elettorale che vi consentirà di rendere la vostra posizione di potere ancora una volta autoreferenziale.
Si vada a nascondere Presidente Fini, invece di straparlare di legalità e di nascondersi dietro il dito del rispetto del programma elettorale.
Si vada a nascondere Onorevole Bocchino, lei e chi con lei consentirà a questo governo di continuare a fare del nostro paese il buco del culo del mondo, dove si tiene nel più alto disprezzo ogni singolo diritto del cittadino, dalla scuola alla sanità all'informazione al lavoro. Persino alla Bandiera.
Andatevi a nascondere perchè da oggi voi non siete più distinguibili da un Salvatore Cuffaro qualunque, o da un Calogero Mannino, o da un Marcello dell'Utri. Anche loro a chiacchiere sono tutti puliti, innocenti e senza macchia, mentre invece nei fatti sono tutto il contrario, proprio come voi del FLI.
Per cosa dovrebbe stare quella F ? Ve lo dico io, per 'FINZIONE'.
Questo avete dimostrato oggi di essere sempre stati.
Vergognatevi, non una ma mille volte.

Wednesday, July 21, 2010

Il Prete Operaio (con rispetto parlando)


La figlia di Berlusconi si laurea e il Prof. Rev. Dott. Gran. Uff. Lup. Mann. Don (ai posteri chiarire se trattasi di titolo religioso o altro) Luigi Verzè domanda alla giovin figliuola se ritiene che sarebbe ipotizzabile istituire all'interno dell'Università del San Raffaele un corso di economia ove divulgare gli insegnamenti dell'autore studiato dalla fanciulla per la sua tesi. E soprattutto, se lei sia disposta ad averne la cattedra.
Fin qui, sembrerebbe una delle tante storie di ordinaria immeritocrazia che popolano le Università e gli istituti di ricerca italiani pubblici e privati, incluso il San Raffaele (e lasciatemelo ben dire cazzo, chè ci ho lavorato per più di un anno lì dentro, e ne ho viste di cose io che voi mortali ecc. ecc.).
Ma altra è la verità.
Provate a riandare con la memoria alle immagini di quella cerimonia.
Lei, Barbara Berlusconi, una toga accademica viola (?) addosso, il cappello piatto in testa, in piedi davanti alla commissione di Laurea, illustra il pensiero di Amartya Sen. Sta per laurearsi. Per modo di dire ovviamente, dal momento che ha portato a termine (in otto anni!!!) una di quelle buffonate post-morattiane che oggi si chiamano lauree triennali, create al solo scopo di far vedere al resto del mondo quanto sono bravi e studiosi i gggiovani italiani che si laureano con tanta facilità. E lui è lì, seduto in prima fila, rosso in viso, emozionato. Un vero papi con tutti i crismi. La sua piccola sta per diventare 'dottore'. Il che, se mi consentite una breve parentesi, offre all'incauto pensatore l'occasione per una serie di oziose riflessioni del tipo: ma se una laurea triennale vale per acquisire il titolo di 'dottore', una quinquennale che titolo conferisce? E uno come me ad esempio, che oltre alla laurea quinquennale ha fatto anche un dottorato di ricerca di tre anni (senza assegni), a quale titolo dovrebbe aver diritto (oltre a quello di coglione patentato per aver lavorato tre anni gratis)?
Ma chiusa parentesi.
Dicevo, lei è lì che affronta ormai le conclusioni del suo lavoro. E alla fine tira un sospiro di sollievo, ringrazia la commissione per la cortese attenzione e finalmente, in un tripudio di fotografi (alla mia di laurea c'era solo un matrimonialista reclutato all'ultimo momento che insieme alla foto voleva vendermi anche un set di pentole in teflon), stringe la fatidica mano e riceve l'onorificenza del titolo dal rettore in persona. E lui. Lui è mosso da un moto di sincera commozione, si porta le mani agli occhi e gonfia il petto, orgoglioso di quella creatura che ancora ricorda con treccine e calzettoni e invece adesso...adesso...
Insomma, a vederlo non si riusciva a distinguerlo da un qualsiasi altro genitore fiero dei successi della propria figlia. A vederlo, per un istante, abbiamo avuto la percezione del nostro presidente del consiglio come uno qualsiasi, come uno di noi, con in tasca le chiavi della macchina usata comprata nuova di zecca per la figliola neo-dottore.
Poi interviene il Prof. Rev. Dott. Grand. Uff. ecc., e quella pia illusione, che pure addetti altamente specializzati già avevano tradotto in percentuale di consensi guadagnati dal premier, è andata in frantumi. Poi apre bocca il Prof. Dott. ecc. e trascina questo quadretto così gioioso nel fango, sporcandolo del più odioso dei servilismi, trasformandolo in una manifestazione del più disgustoso dei clientelismi. Alla faccia di tutti i laureati disoccupati (e magari anche molto più preparati) del paese, inclusi quelli presenti alla cerimonia. E riporta lo spettatore di cotanta scena con i piedi per terra, ricordandogli esattamente chi ne sono i protagonisti. Insomma, rovina tutto. Milioni di voti persi, il consenso in caduta verticale.
Nessuna toga rossa sarebbe stata capace di tanto.
Si, perchè è questa la verità! Don Verzè...E' COMUNISTA!!!

(nella foto i partecipanti alla cerimonia di laurea indossano gli occhialini per vederla in 3D)

Tuesday, July 20, 2010

Una giornata di ordinaria follia

Dunque vediamo. A dar retta al Corriere, in un giorno solo l'inopinatamente nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha:

1) chiamato Fini, presidente della Camera dei Deputati, una "mela bacata".

2) detto che nel PdL non c'e' "niente da riorganizzare per quanto riguarda l'onesta'". Non e' chiaro se nel senso che tra cricche, P3 e via dicendo, la disonesta' degli iscritti va bene com'e' ed anzi e' requisito fondamentale per avere la tessera di partito.

3) detto che lui ha portato una nuova moralita' in politica, "quella di non rubare". Anche se qui sospetto un errore di stampa...

4) detto che "noi stiamo arrestando otto mafiosi al giorno e dei trenta latitanti piu' pericolosi d'italia ne abbiamo presi ventisette". Anche qui non si capisce se quel 'noi' stia per lui e Bondi o se tra quegli otto arrestati al giorno si debba includere anche dell'Utri.

5) chiesto a dei Carabinieri di servizio all'esterno del Duomo di Milano dove l'inopinatamente nostro e' andato per assistere ad un concerto, se e' vero che, dopo aver saputo che sulle macchine della polizia americane c'e' scritto 'Police', adesso loro vogliono scrivere sulle loro 'Indice'.

con cio' riscuotendo gli applausi ed il consenso dell'audience che lo ascoltava, del giornalista del Corriere e, non ultimi, dei Carabinieri. Curioso che, anche solo per il punto 5, io invece l'avrei preso a badilate nei denti.

Monday, July 19, 2010

Sandwich giornalistici dell'italico terzo millennio

Il pane fa schifo, ma anche il companatico non scherza.

Monday, May 24, 2010

Keywords


Ero lì che leggevo dal sito del Corriere del nostro caro dittatore che racconta nell'ultimo e indispensabilissimo libro del 'cinquantino' (chi la capisce questa, per cortesia, me lo dica) di come si sia operato di cancro nel 2001, e di come il sommo ducetto consigli a tutti gli italiani di sentire almeno due o tre specialisti prima di affrontare un'operazione chirurgica. Leggevo anche di come una deputata o senatrice del piddì abbia sacramentato contro il premier per queste parole, che secondo lei offendono i medici italiani. Ero sempre lì che pensavo a quanto fastidioso fosse il commento della deputata (o senatrice) del piddì, che evidentemente non si è mai vista asportare un rene per sbaglio e trova giusto far polemica alla rene di cane anche su un fatto del genere, come se una legge bavaglio sulle intercettazioni non offrisse sufficienti spunti di critica contro questo governo. Ero lì insomma (laddove 'lì' è una twilight zone in cui i pochi neuroni rimasti galleggiano senza costrutto alcuno, ovvero di fronte al monitor del pc), quando leggo quanto segue:

"Un altro dei temi affrontati riguarda la separazione dalla seconda moglie, Veronica Lario. A quest'ultima andranno Villa Belvedere, la residenza di Macherio dove vive con i figli, la cui manutenzione resterà a carico di Silvio Berlusconi; e un appannaggio di 300 mila euro al mese, inferiore di oltre il 90% rispetto a quanto inizialmente chiesto dal suo avvocato. Questa, tuttavia, secondo il Cavaliere è una transazione equa, soprattutto per i figli. 'Veronica è una donna che sa risparmiare - ha spiegato il leader del Pdl - e tutto il suo patrimonio (100 milioni di euro, n.d.r.) sarà destinato ai nostri figli.'"

E mentre lo sguardo vagava perso sul testo, all'improvviso, dopo aver codificato, paragonato e consolidato le parole in grassetto (chè saranno pochi ma ce la mettono tutta poverelli), i neuroni di cui sopra si sono imbizzarriti all'unisono, che significa tutti insieme. Hanno cominciato un galoppo disperato, rincorrendosi l'un l'altro dentro il vuoto della scatola cranica, cercando di scaricare sul prossimo il significato di quelle parole. "Prendilo tu 'al mese'" diceva uno, "Nooooo! Che schifooooo!!! 'al mese' no te prego!" rispondeva l'altro "Tuo il 'risparmiare'!" esclamava una cellula corticale, scaricando il vocabolo su un malfermo neurone ippocampale. Una scena agghiacciante, peggio di quella del toro che risuola le otturazioni del torero (per il quale ammetto di non provare compassione alcuna), e che è durata per qualche minuto. Finchè, proprio nel momento di maggior orgasmo, proprio mentre il parossismo della corsa aveva raggiunto il culmine, quando già un filo di bava colava lungo il mento, tutti i poveri neuroni all'unisono (che significa tutti insieme) si sono fermati, riprendendo tranquillamente a pascolare nelle sterminate vallate della mia scatola cranica.
Ed io ho capito. Due cose.
La prima (che in verità già VAGAMENTE sospettavo) è che la distanza antropologica che corre tra Berlusconi e le persone che vorrebbe governare è talmente lunga che per calcolarla bisogna tenere in seria considerazione i parametri di curvatura gravitazionale della luce. Se quest'individuo non prova nessuna vergogna a pronunciare quel 'risparmiare' dopo quel 'al mese', allora non v'è dubbio che non appartenga alla specie 'Homo Sapiens Sapiens'. Forse si è evoluto direttamente dallo stercorario ed è pertanto un artropode merdoso.
La seconda è che la Vagina è davvero l'arma più potente del mondo.
Anche le tette però.

(nella foto La Russa posa accanto all'ultimo modello di vagina stealth da assalto)

Wednesday, May 05, 2010

Contrordine compagno


Tra un po' verra' fuori che e' pure interista...

Friday, March 26, 2010

Armiamoci e partite

Raiperunanotte. Ovvero, il gotha del giornalismo d'approfondimento italiano veste i panni della carboneria e si rifugia in 'gran segreto' sul web per salvaguardare almeno un'ultima isola di informazione libera, di verità. Una grande trasmissione Raiperunanotte. Un grande successo. Ciò che si voleva silenziare è stato detto. Ciò che non si doveva mostrare è stato mostrato. Ed è stato anche un grande spettacolo. Indimenticabile il monologo di Luttazzi!
Ma a me rimane comunque un saporaccio amaro in bocca.
Forse perchè le operaie di stasera domani continueranno ad essere senza un lavoro. E quel che è peggio, dimenticate. Siamo talmente abituati a sentire storie come quelle, che ormai quel tipo di sofferenza (quella di chi dall'oggi al domani, e quel che è peggio senza motivo, si ritrova in mezzo ad una strada) ci passa davanti suscitando lo stesso stupore che susciterebbe la vista delle auto in autostrada viste dal parcheggio di un autogrill.
Forse perchè a vedere la gente che ha manifestato in piazza a Roma sabato scorso viene da pensare che abbia ragione Morgan, quando dice che il vuoto da colmare è un vuoto di sapere. Quella gente dimostrava disprezzo. Disprezzo per la libertà di parlare. Disprezzo per la libertà di dissentire. Disprezzo per la libertà. Ed un disprezzo del genere non può non nascere da una profonda, irreversibile ignoranza, intesa come drammatica mancanza di ogni forma di cultura, se non addirittura di pensiero. Sassi e pietre non hanno idee, e se anche le avessero, sarebbe non poco difficile fargliele cambiare a parole.
Forse perchè Antonello Venditti s'è invecchiato, o forse perchè sul finale, ho avuto l'impressione che il 'trenino' tentato da Santoro sia abortito sul nascere, e tutti gli altri lo abbiano lasciato da solo. Una metafora inquietante.
Forse perchè 'Io odio' già lo cantavo nel 1993, insieme ai 99Posse, e prima di loro l'hanno cantato in migliaia da Toro Seduto, a Emiliano Zapata, ad Ernesto Guevara, ad Ho Chi Min, a Renato Curcio e via dicendo, e molti di quelli che oggi si beano di sapere quello che ha detto Aristofane riguardo all'odiare i disonesti, magari sono gli stessi che ieri bollavano queste persone come banditi o terroristi o criminali. O me come 'zecca' dei centri sociali. E, non lo nego, mi girano parecchio i coglioni per questo.
Tuttavia, Monicelli invita ad abbandonare la speranza e ad abbracciare la rivoluzione. Mica una 'rivoluzione culturale' o comunque sia 'democratica', come quella che riuscì tanto bene ad Allende in Cile, e che pure sarebbe auspicabile (per quanto noi non siamo certo il Cile di Allende, dove gli operai delle miniere di rame scioperavano leggendo le poesie di Neruda. Con Neruda. Noi siamo l'Italia degli operai dell'Eutelia o di Termini Imerese, ugualmente degni, per carità, ma che gli va di lusso se riescono a farsi invitare a San Remo, con la Clerici!). No, una rivoluzione vera, di quelle dove si tira il grilletto e qualcuno finisce appeso a testa in giù sulla pubblica piazza. Il che, in verità, mi è sembrato un messaggio parecchio in antitesi con lo spirito della trasmissione stessa, dal momento che dei veri rivoluzionari non si sarebbero spostati sul web dopo essere stati censurati in Rai, ma avrebbero preso Masi, Innocenzi, l'Agcom e chi più ne ha più ne metta, li avrebbero sbattuti fuori dalla Rai a calci nel culo, avrebbero occupato gli studi e sarebbero andati in onda in televisione. Ma a parte questo, sebbene io pensi che sarebbe bellissimo se una cosa del genere accadesse, mi sorprende che uno come Monicelli non comprenda come mai una rivoluzione del genere sia impensabile in Italia, specialmente adesso. Perchè per tirare il grilletto e sperare di vivere abbastanza a lungo per raccontarlo, non basta essere incazzati, ci vuole qualcos'altro. Ci vuole la fame Maestro. Quella che non ti lascia alternative. L'unica forza che ha il potere di unire i disperati sotto un'unica bandiera. E' sempre stato così, ogni volta che l'Uomo ha deciso di ribellarsi agli eserciti della reazione. E tante volte non basta nemmeno quella. Per lo meno, se si vuole avere una speranza di vittoria.
Trasmissioni come quella di stasera rincuorano, perchè fanno capire che c'è tanta gente in Italia che considera la libertà e la verità dei beni irrinunciabili. Persone che così si contrappongono ai bipedi piddiellini di cui sopra, per i quali invece l'asservimento è la condizione naturale. Ma chiedete ai primi di imbracciare un fucile adesso. Chiedete ad una qualunque di quelle operaie di darsi alla macchia. Vi risponderanno che, messe alle strette, sarebbero disposte al furto magari, per garantire la sopravvivenza. Ma sparare è un'altra cosa.
Poi chiedete la stessa cosa ai secondi. Lei capisce, Maestro, che è una lotta impari. Da un lato noi, che preferiamo aspettare che Franz si beva almeno il caffè prima di sparargli, e dall'altro...
Io capisco l'avvilimento e la rabbia di Monicelli, e forse è proprio questo che mi lascia la bocca amara. Non deve essere bello sapere che settantacinque anni di sforzi compiuti per tentare di far capire alla gente, di farla ragionare, di metterla di fronte alle proprie contraddizioni ed ai propri limiti oltre che, ovviamente, di emozionarla, debbano risolversi con un nulla come Berlusconi al governo (perchè questo è Berlusconi, il nulla. Persino Mussolini era meglio di lui, almeno il Duce ci credeva in quello che diceva). E credo anche che se questo stato di cose non dovesse essere sconvolto da un cambiamento radicale, si arriverà prima o poi al punto in cui anche gli italiani, normalmente proni ad ogni tipo di inculata, per dirla con Luttazzi, si faranno nuovamente girare i coglioni e qualcun'altro finirà a testa in giù a piazzale Loreto.
Ma credo anche, anzi temo, che quel momento sia ancora lontano nel tempo, e che il massimo che ancora oggi ci si possa sforzare di fare, sia di combattere ognuno nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, coi mezzi a nostra disposizione, per fare in modo che sopravviva almeno la verità, come è successo stasera, e proprio come ha fatto anche Monicelli nella sua lunga carriera. Perchè come ho letto una volta su un blog, anche se adesso non mi ricordo quale, "Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". E se c'è la verità, la libertà non può essere tanto lontana.
E adesso per favore ditemi come spegnere questa cazzo di finestra di streaming qui sotto che continua a mandarmi il jingle della trasmissione, prima che ammazzo davvero qualcuno!

Tuesday, March 23, 2010

Prolusioni mannare

Ho letto la 'prolusione' (credo che sia la prima volta in vita mia che dico 'prolusione') di Bagnasco all'apertura dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente (che suona più come una minaccia che non come un'istituzione ecclesiastica) ed i commenti del cosiddetto mondo politico a riguardo. Si è sparsa l'impressione che Bagnasco abbia voluto dare un'indicazione di voto 'contra personam', ovvero abbia voluto suggerire all'elettorato cattolico di non votare per la Bonino nel Lazio. Solo che, se si legge tutta la 'prolusione' (e due), si vede che, seppure sia vero che una dichiarazione di non-voto esplicita venga fatta solo per quanto riguarda il tema dell'aborto, tanto caro ai radicali, ciònonostante il cardinale riserva solo quest'abile stoccata a quella che potrebbe essere considerata come una problematica rappresentativa del pensiero di sinistra, mentre invece ne rifila diverse ad altri argomenti nei quali non si può non ravvisare un riferimento inequivocabile al governo ed al centro destra.
La mancanza di provvedimenti a favore di lavoratori ed imprese medie e piccole in periodo di crisi, ad esempio. Oppure il concetto di una maggiore 'responsabilità sociale' nei confronti dei lavoratori italiani, sempre più spesso sfavoriti nei confronti dei lavoratori asiatici, decisamente più economici. Ma anche, e direi soprattutto, la necessità di un approccio solidale nella gestione del problema dell'immigrazione clandestina, per il quale "l'accoglienza dei nuovi arrivati deve essere un obiettivo", e il richiamo, fatto espressamente al mondo politico, alla 'giustizia': "Ecco ciò che, dinanzi a quel che va emergendo anche dalle diverse inchieste in corso ad opera della Magistratura, e senza per questo anticiparne gli esiti finali, noi Vescovi ci sentiamo di dover chiedere a tutti, con umiltà, di uscire dagli incatenamenti prodotti dall’egoismo e dalla ricerca esasperata del tornaconto e innalzarsi sul piano della politica vera. Questa è liberazione dalle ristrettezze mentali, dai comportamenti iniqui, dalle contiguità affaristiche per riconoscere al prossimo tutto ciò di cui egli ha diritto, e innanzitutto la sua dignità di cittadino. Bisogna che, al di fuori delle vischiosità già intraviste e della morbosità per un certo accaparramento personale, si recuperi il senso di quello che è pubblico, che vuol dire di tutti e di cui nessuno deve approfittare mancando così alla giustizia e causando grave scandalo dei cittadini comuni, di chi vive del proprio stipendio o della propria pensione ed è abituato a farseli bastare, stagione dopo stagione".
Processi in corso, acaparramento personale, scandalo. Mi pare chiaro no? Si punta il dito, più o meno genericamente, contro l'aborto, contro il razzismo e contro il persegumento degli interessi privati ad opera dei politici. E non sembra esserci diversità di volume nel tono utilizzato contro le diverse parti politiche, tanto è vero che proprio oggi lo stesso Bagnasco si affretta a precisare sul Corriere, che "La Chiesa è contro l'aborto, ma non considera i valori della bioetica più importanti di quelli sociali".
Insomma, sembra proprio che ce ne sia per tutti.
Tranne uno.
Indovinate quale.

Saturday, March 20, 2010

Se Parigi avesse il mare...


Ciò che preoccupa non è il fatto che LUI dica cose come questa. Da uno come LUI te le aspetti questo tipo di uscite, che ricordano tanto i miei "ma è il prof. che ce l'ha con me!". Non sorprende insomma che la SUA visione della giustizia non ecceda quella di uno studente di scuola media inferiore (chè già alle superiori uno ha la fantasia ed i mezzi dialettici per imbastire giustificazioni molto più articolate) che torna a casa con un 4 in matematica. Non sorprende nemmeno l'insopportabile profilo di falsa istituzionalità di tanta parte della destra parlamentare italiana, che si nasconde dietro assurdità del tipo "noi non gioiamo quando un esponente del centro sinistra viene arrestato" (tranne Gasparri, che evidentemente ancora non l'hanno messo nella mailing list del generatore automatico di cazzate), per non citare le immortali parole di Gaetano Quagliarello che ammonisce severo "lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro", ponendo una serissima ipoteca sul premio "Hanno la faccia come il culo" edizione 2010.
Tutto questo non sorprende.
Quello che sorprende, è che metà degli italiani, più o meno, ancora ci creda o finga di crederci. Sbalordisce che esista ancora qualcuno al di fuori della cricca di onorevoli, senatori, portaborse o semplici Minzolini, che ancora prova a difendere questo genere di affermazioni nei bar, o sull'autobus o in pizzeria.
Ecco, questo si che preoccupa.

Monday, December 14, 2009

In que-que-quefto blog


In que-que-quefto blog non fi fa della fafile ironia. In que-que-quefto blog fiamo tutti difpiafiuti per quello che è fuffeffo al premier Berluffoni, che ha laffiato due denti in piaffa del Duomo. Fo-fo-fono perfonalmente fconvolto dall'idea che poteva anche morire, abbattuto da una ftatuetta in ghifa. Tr-tr-trovo affurdo che fia confeffo di andare ad un comiffio con armi letali come ftatuette e treppiedi. E' offeno che un uomo come lui, un peffo D'uomo come lui, che ama tutti e vuole bene a tutti, anche ai caffa integrati, ai maffiftrati e ai comunifti debba effere odiato in quefto modo.

PF
F-f-fcufa Vauro, fe vuoi ti pago i diritti

Saturday, December 12, 2009

Le comiche


B: Allora Augusto, ci siamo? Sei pronto?

M: Si signor Presidente, sono pronto. Ho studiato tutta la notte.

B: Bene bene. Allora concentrati, mi raccomando. Che tra un pò vai in onda.

M: Sono concentrato.

B: Ottimo. Vuoi che facciamo una prova?

M: Ma no Presidente, sono carico come un fucile, davvero.

B: Si si, lo vedo. Ma non mi fido lo stesso guarda. Capirai, con quei due neuroni che ti sono rimasti. No guarda, ora ti interrogo dai.

M: Ma no Presidente, sono pronto, davvero.

B.: Ma lascia stare cribbio! Cos'è, vuoi insegnarmi il mestiere adesso? Ma lo sai quanto ci ho messo ad addestrare Fede? Dai dai, su. Smettila di scodinzolare e concentrati che adesso ti interrogo. Sei pronto?

M: Si Signore.

B: SPATUZZA!

M: CRIMINALE ASSASSINO SCIOGLITORE DI BAMBINI SPU'!

B: Allora guarda, te l’ho già detto altre volte, non sputare in televisione che si capisce che hai tirato e fa anche un po’ schifo. Ma poi, cos’è ‘sta roba? ‘Scioglitore di bambini’? ma si può dire?

M: Ma certo.

B: Ma che ne sai te che c‘hai la terza elementare Augusto! Ma taci! Niccolò! Vieni qua un attimo. Ma si può dire ‘scioglitore di bambini’ in televisione?

G: MA DAIIIIII! MA COS’E’ ‘STA ROBA! Cos’è la Vulvia che parla? Che facciamo gli ‘spingitori di cavalieri'? Ma su che poi ci fanno la satira dai! Lascia perdere va là!

B: Hai visto che non si può dire pirla che non sei altro? Cancellalo cribbio.

M: Come comanda lei Signore.

B: Dai continuiamo. Stammi più attento però cribbio! Sei pronto?

M: Vada pure Eccellenza.

B: GRAVIANO!

M: RARO ESEMPLARE DI SINCERO PENTIMENTO, UOMO RAVVEDUTO E DEGNO. UN EROE.

B: E LO SAPEVO CAZZO! AUGUSTO MA PORCA PUTTANA QUANTE VOLTE ME LA FAI DIRE ‘STA COSA. NON E' GRAVIANO L’EROE! L’EROE E’ MANGANO!

M: CRIMINALE ASSASSINO SCIOGLITORE DI BAMBINI PROT!

B: Ommadonna mi s’è fuso il Minzolini.

M: (Ha visto Maestà che non ho sputato?)

B: Augusto, mannaggia alla M£$%& non farmi incazzare. Guarda che qui il Marcello rischia di fare la fine di Lima. Ma prima che scannino lui, io scanno te!

M: Mi scusi Santità, mi sono confuso. Ora è tutto chiaro. Spatuzza criminale, assassino ecc., Graviano degno, ravveduto ecc., Mangano eroe. Ok, ce l’ho. Lo tengo.

B: Sicuro?

M: Sicuro.

B: mmm vabbè dai. Tanto è il tiggìuno delle otto e mezza. Dopo ci sono i pacchi, anche se spari qualche cazzata poi la gente se la scorda.

M: Stia tranquillo Padre.

B: Dai và, vai, sbrigati. E pulisciti il naso.

M: Sissignore.

B: Augusto?

M: Comandi!

B: Santoro?

M: Uno stronzo!

B: Cià quà, una caramellinà, tò. Bravo.

Friday, October 09, 2009

Presidenti a confronto


Dunque vediamo. S'è presentato alle elezioni presidenziali con un programma politico che prevedeva la fine dei conflitti che vedono coinvolti gli Stati Uniti, la salvaguardia dell'ambiente da ottenersi tramite fonti di energia rinnovabile, di conseguenza, l'uscita degli Stati Uniti dalla crisi economica attraverso uno sviluppo economico sostenibile. Ha preannunciato un irreversibile processo di disarmo nucleare che porterà, in ultimo alla Pace con la P maiuscola. Ad oggi, ha riconfermato la presenza delle forze armate statunitensi in Afghanistan e dintorni, presenza sempre più consistente. Lavora tenacemente ad una carbon tax che i più ottimisti considerano come inutile sotto il profilo ecologista ma che servirà senz'altro a svuotare ancora di più le già misere tasche degli americani. Di conseguenza, ha pensato bene, per uscire dalla crisi, di fornire alla Federal Reserve gli strumenti di una incipiente onnipotenza sul piano finanziario, promuovendo così quella che, più che la cura, sembra essere la malattia. Sostenibile però, dal momento che pesa poco. Poco più di una 500. Non ha nemmeno osato avvicinarsi all'arsenale atomico statunitense, ha abbandonato definitivamente il progetto dello scudo spaziale caldeggiato da Bush e l'ha rimpiazzato con un progetto nuovo, l'Aegis Weapon System, che prevede il dislocamento nel Mediterraneo (presumibilmente nel Mar Egeo) di unità navali dotate di sensori radar e testate in grado di intercettare i missili provenienti dall'Iran. Ovvero un sistema mooolto più flessibile che giustifica una presenza costante della marina americana a due passi dal medio oriente con navi che solo ufficialmente trasportano testate non nucleari. Ha stretto più Mani di esponenti del Partito Comunista Cinese lui di quante non ne habbia strette Mao e, in ultimo, ha sbattuto la porta in faccia a Tensin Gyatso, il Dalai Lama.
Ma ad un tesoro di presidente così, non glielo dareste anche voi un Nobel per la Pace?
Caro Silvio rassegnati...NUN SEI NISCIUN!!!

Thursday, October 08, 2009

Speranze

"[I processi che mi scaglieranno addosso da Milano sono delle autentiche farse.] Io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica per andare là e sbugiardarli tutti. Queste cose qua A ME MI caricano. Agli Italiani GLI caricano. VIVA L'ITALIA, VIVA BERLUSCONI".

Ovvero, a parte gli strafalcioni sintattici ed il finale autoerotico (nemmeno Fidel Castro ha mai detto 'Viva Fidel'), praticamente quello che prova a fare da 15 anni a questa parte a suon di lodi e decreti legge.
Solo che ormai non ci crede più nessuno. Solo che stavolta sei un tantino a chiappe scoperte tesorino caro. Fini flirta col nuovo think-tank di Montezemolo, e strizza un occhietto miope ad una confindustria imbarazzata ed alla canna del gas, sperando in qualche novello Gesù Cristo che possa cavalcare un secondo miracolo italiano. L'altro occhietto poi lo strizza addirittura al PD. I cattolici te li sei fumati definitivamente e al massimo potrai contare su una Binetti col cilicio scarico o su un Mastella imbalsamato.
Chi ti rimane?
Pure Bossi ha ricominciato a fomentare il popolo. C'avrà il cervello devastato (ma non dall'ictus. E' proprio devastato lui), ma che il federalismo con te se lo può anche scordare ormai l'ha capito pure lui. E quindi è molto meglio rischierarsi subito con i padani. Meglio buttare tutto sotto il tappeto della secessione e della rivolta a SUV armato. Hai visto mai si rendono conto della cazzata che ha fatto a fidarsi di te e gli buttano addosso qualche colpa. Dopotutto sarebbe la seconda volta che ci casca. Meglio pararsi il culo e risvegliare quello zoccolo duro che s'era addormentato durante i deliri finanziari di Tremonti e davanti al faccino perfettamente ariano e pulito di Roberto Cota. Per sopravvivere in Parlamento.
Voglio essere ottimista però. Darci, cioè, darti una speranza. Perciò ti dico di non preoccuparti. C'è una bella villa confortevole che ti aspetta ad Hammamet. Ha già ospitato un illustre Presidente del Consiglio in passato. Un grande statista. Tu saresti il secondo. Certo, magari dovrai dare una rinfrescata, sostituire l'arredamento che s'è rovinato con la sabbia del deserto. Cambiare le puttane che ci ha lasciato il tuo amico, chè ormai sono invecchiate di brutto e gli vola via la dentiera mentre fanno la danza del ventre. Stai pure attento alla coca e al viagra che ormai saranno scaduti.
Ma questi sono problemini da poco. Tempo una decina d'anni, vedrai che qualche coglione che decide di dedicarti un vicolo o una piazzetta, prima o poi salta fuori.
Succede sempre.
Per tutti i grandi statisti.


PS
Nel (di)partire, cortesemente non lasciare indietro Bondi, Cicchitto, Bonaiuti e Gasparri. Abbi pazienza, ma già abbiamo seri problemi a smaltire la nostra di spazzatura.