Vuoi la farfallina di Belen in prima serata? Paghi il canone della televisione e te la guardi. Non contento decidi di perpetuare in quelle tue pratiche autoerotiche che tanto fanno contento te e il tuo oculista anche dopo che è finita la diretta? Paghi il canone del PC e ti smaneggi a tuo piacimento venerando quelle immagini su internet. Sei travolto dalla passione per l'inguinale lepidottero anche mentre sei a lavoro? BENE! Sarà cura del tuo datore di lavoro (così degradato al ruolo di affitta-PC ad ore per onanisti digitali) provvedere a pagare il canone per il PC della tua workstation, ovviamente detraendone il costo dal tuo stipendio. L'ondeggiare di quelle vellutate ali ti sfrucuglia l'ormone mentre sei sull'autobus e non puoi fare a meno di andarti a trovare nei calzoni? OTTIMO! Basta pagare il canone per quel ruffiano del tuo smartphone sempre pronto a spacciarti provocanti pelurie, ed anche l'autobus diventerà un caldo nido pronto ad ospitare il tuo raccoglimento. Sempre se trovi un posto a sedere però, chè in piedi è un pò problematico. Capisci, con una mano ti reggi al mancorrente, con l'altra gestisci lo smartphone...o chiedi aiuto a qualcuno seduto oppure rinunci. "Scusi, le dispiace? Sa, io pago il canone...".Tuesday, February 21, 2012
Come tassare le pippe per uscire dalla crisi
Vuoi la farfallina di Belen in prima serata? Paghi il canone della televisione e te la guardi. Non contento decidi di perpetuare in quelle tue pratiche autoerotiche che tanto fanno contento te e il tuo oculista anche dopo che è finita la diretta? Paghi il canone del PC e ti smaneggi a tuo piacimento venerando quelle immagini su internet. Sei travolto dalla passione per l'inguinale lepidottero anche mentre sei a lavoro? BENE! Sarà cura del tuo datore di lavoro (così degradato al ruolo di affitta-PC ad ore per onanisti digitali) provvedere a pagare il canone per il PC della tua workstation, ovviamente detraendone il costo dal tuo stipendio. L'ondeggiare di quelle vellutate ali ti sfrucuglia l'ormone mentre sei sull'autobus e non puoi fare a meno di andarti a trovare nei calzoni? OTTIMO! Basta pagare il canone per quel ruffiano del tuo smartphone sempre pronto a spacciarti provocanti pelurie, ed anche l'autobus diventerà un caldo nido pronto ad ospitare il tuo raccoglimento. Sempre se trovi un posto a sedere però, chè in piedi è un pò problematico. Capisci, con una mano ti reggi al mancorrente, con l'altra gestisci lo smartphone...o chiedi aiuto a qualcuno seduto oppure rinunci. "Scusi, le dispiace? Sa, io pago il canone...".Saturday, February 18, 2012
Per una volta...
Friday, March 26, 2010
Armiamoci e partite
Raiperunanotte. Ovvero, il gotha del giornalismo d'approfondimento italiano veste i panni della carboneria e si rifugia in 'gran segreto' sul web per salvaguardare almeno un'ultima isola di informazione libera, di verità. Una grande trasmissione Raiperunanotte. Un grande successo. Ciò che si voleva silenziare è stato detto. Ciò che non si doveva mostrare è stato mostrato. Ed è stato anche un grande spettacolo. Indimenticabile il monologo di Luttazzi!Tuttavia, Monicelli invita ad abbandonare la speranza e ad abbracciare la rivoluzione. Mica una 'rivoluzione culturale' o comunque sia 'democratica', come quella che riuscì tanto bene ad Allende in Cile, e che pure sarebbe auspicabile (per quanto noi non siamo certo il Cile di Allende, dove gli operai delle miniere di rame scioperavano leggendo le poesie di Neruda. Con Neruda. Noi siamo l'Italia degli operai dell'Eutelia o di Termini Imerese, ugualmente degni, per carità, ma che gli va di lusso se riescono a farsi invitare a San Remo, con la Clerici!). No, una rivoluzione vera, di quelle dove si tira il grilletto e qualcuno finisce appeso a testa in giù sulla pubblica piazza. Il che, in verità, mi è sembrato un messaggio parecchio in antitesi con lo spirito della trasmissione stessa, dal momento che dei veri rivoluzionari non si sarebbero spostati sul web dopo essere stati censurati in Rai, ma avrebbero preso Masi, Innocenzi, l'Agcom e chi più ne ha più ne metta, li avrebbero sbattuti fuori dalla Rai a calci nel culo, avrebbero occupato gli studi e sarebbero andati in onda in televisione. Ma a parte questo, sebbene io pensi che sarebbe bellissimo se una cosa del genere accadesse, mi sorprende che uno come Monicelli non comprenda come mai una rivoluzione del genere sia impensabile in Italia, specialmente adesso. Perchè per tirare il grilletto e sperare di vivere abbastanza a lungo per raccontarlo, non basta essere incazzati, ci vuole qualcos'altro. Ci vuole la fame Maestro. Quella che non ti lascia alternative. L'unica forza che ha il potere di unire i disperati sotto un'unica bandiera. E' sempre stato così, ogni volta che l'Uomo ha deciso di ribellarsi agli eserciti della reazione. E tante volte non basta nemmeno quella. Per lo meno, se si vuole avere una speranza di vittoria.
Trasmissioni come quella di stasera rincuorano, perchè fanno capire che c'è tanta gente in Italia che considera la libertà e la verità dei beni irrinunciabili. Persone che così si contrappongono ai bipedi piddiellini di cui sopra, per i quali invece l'asservimento è la condizione naturale. Ma chiedete ai primi di imbracciare un fucile adesso. Chiedete ad una qualunque di quelle operaie di darsi alla macchia. Vi risponderanno che, messe alle strette, sarebbero disposte al furto magari, per garantire la sopravvivenza. Ma sparare è un'altra cosa.
Poi chiedete la stessa cosa ai secondi. Lei capisce, Maestro, che è una lotta impari. Da un lato noi, che preferiamo aspettare che Franz si beva almeno il caffè prima di sparargli, e dall'altro...
Io capisco l'avvilimento e la rabbia di Monicelli, e forse è proprio questo che mi lascia la bocca amara. Non deve essere bello sapere che settantacinque anni di sforzi compiuti per tentare di far capire alla gente, di farla ragionare, di metterla di fronte alle proprie contraddizioni ed ai propri limiti oltre che, ovviamente, di emozionarla, debbano risolversi con un nulla come Berlusconi al governo (perchè questo è Berlusconi, il nulla. Persino Mussolini era meglio di lui, almeno il Duce ci credeva in quello che diceva). E credo anche che se questo stato di cose non dovesse essere sconvolto da un cambiamento radicale, si arriverà prima o poi al punto in cui anche gli italiani, normalmente proni ad ogni tipo di inculata, per dirla con Luttazzi, si faranno nuovamente girare i coglioni e qualcun'altro finirà a testa in giù a piazzale Loreto.
Ma credo anche, anzi temo, che quel momento sia ancora lontano nel tempo, e che il massimo che ancora oggi ci si possa sforzare di fare, sia di combattere ognuno nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, coi mezzi a nostra disposizione, per fare in modo che sopravviva almeno la verità, come è successo stasera, e proprio come ha fatto anche Monicelli nella sua lunga carriera. Perchè come ho letto una volta su un blog, anche se adesso non mi ricordo quale, "Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". E se c'è la verità, la libertà non può essere tanto lontana.
E adesso per favore ditemi come spegnere questa cazzo di finestra di streaming qui sotto che continua a mandarmi il jingle della trasmissione, prima che ammazzo davvero qualcuno!
Saturday, January 16, 2010
Wednesday, March 11, 2009
De Rerum Gufarum
Ora io vorrei fare una riflessione col resto del mondo. Vorrei porre una domanda fondamentale per la mia esistenza ad una persona in particolare, di cui ignoro, fortunatamente, il nome. Fondamentale per la mia esistenza ed anche, a Dio piacendo, per la sua. Facciamo il punto. Ci sono tre squadre italiane che gareggiano in coppa dei campioni. Due di queste squadre vengono eliminate e ne rimane una, ovvero la Roma. La Roma che si trova a dover giocare contro una squadra inglese. Anche le altre due squadre, hanno giocato contro squadre inglesi, e sono state eliminate. Ne va decisamente dell'orgoglio nazionale prima ancora che di quello puramente romano, tanto più che i giornali inglesi non fanno altro che titolare quanto pippe siano le squadre italiane. Tanto più che negli ultimi tre anni, ogni volta che una squadra italiana si è trovata a dover gareggiare in coppa dei campioni con una squadra inglese, è stata eliminata. Tanto più che portiamo ancora in bella mostra la coppa del mondo sulle maglie della nostra Nazionale. La partita di andata finisce con uno svantaggio di un gol. La partita di ritorno, a Roma, nello stadio Olimpico, inizia con un vantaggio di un gol. Parità. Che si protrae ben oltre i centocinquanta minuti, fino ad arrivare ai fatidici calci di rigore. E anch'essi si protraggono in una condizione di parità fino alla quarta serie di calci ad oltranza, tenendo il tifoso romanista, specialmente quello emigrato, specialmente quello emigrato in Inghilterra, in una condizione medica a metà tra l'infarto e lo shock adrenergico. Il risultato, purtroppo, vede la squadra inglese vincitrice e qualificata ai quarti di finale. Ora la domanda che vorrei porti io, grandissimo, incommensurabile, sconfinato, ineguagliato STRONZO che hai fatto la radiocronaca di tutto questo su Radio 1, è questa: c'era proprio bisogno di ricordarci, per 150 minuti, l'esito della finale di Coppa dei Campioni del 1984?Tuesday, March 03, 2009
Il silenzio degli indecenti/2
Wednesday, February 25, 2009
Il silenzio degli indecenti
Il fatto è che i nostri governanti non ci vogliono allegri. Ci vogliono tristi e sconsolati, pensierosi e pessimisti. Altrimenti certe notizie ce le darebbero al volo, non le terrebbero nascoste.Thursday, November 20, 2008
(im?)Probabili intercettazioni
driiiiiiiin"Pronto?"
"Pronto buonasera Onorevole Pillari, sono il Presidente del Consiglio. La disturbo?"
"Ma certo che no! Buonasera Presidente, mi dica. Però il cognome è Villari..."
"Ma...presidente...cosa dice?"
"Bè...mettendo da parte le puttanate...la seconda!"
"Chi?"
"Orlando...Leoluca Orlando...dell'Italia dei Valori"
"Mai sentito. Allora, accetta?"
"Ma ma ma...e il Segretario?"
"E' qui da me che tira su due strisce. Se vuole glielo passo"
"Grazie Santità. Pronto Segretario?"
"Ma, Segretario...cosa devo fare?"
"Che bello."
"Allora d'accordo?"
"D'accordo"
Il giorno dopo
driiiiiiiin
"Pronto?"
"Pronto? Segretario?"
"Si? Chi parla?"
"Sono Villari"
"Chi?"
Wednesday, May 28, 2008
Noooo non è la BBC...
Ad eccezione dei telegiornali, sempre molto esaustivi, la televisione inglese è mediamente peggiore di quella italiana. Se da noi imperversano grandi fratelli, marie defilippi e clerici, qui in UK stanno anche peggio. Ragion per cui, quando mi sistemai nel mio nuovo appartamento, decisi di non comprare una televisione. I film, volendo, si affittano o si scaricano (con buona pace di tutti) ed i telegiornali, sia italiani che inglesi, sono tranquillamente visibili in streaming sul piccì, a patto di avere una buona connessione. Eppoi c’è anche la radio, sempre ascoltabile in streaming. Chiaramente un sistema del genere ha dei limiti. Ad esempio, a causa di oscuri accordi di copyright tra televisione pubblica italiana, squadre di calcio, emittenti private ecc., non è possibile sentire il mitico ‘tutto il calcio minuto per minuto’. Succede quindi che, se vi sintonizzate su radio 1 via computer dall’estero, pochi secondi prima che inizi la gloriosa trasmissione, lo streaming si interrompe. Poco male (anche se durante i mondiali ho dovuto seguire le partite in un pessimo streaming video commentato in cinese!!!). Ci sono innumerevoli piccole emittenti radiofoniche che normalmente seguono questa o quella squadra (io vado sul sito della mitica ‘Nuova Spazio Radio’. Ezio Luzzi in studio e tre cronisti sciroccati che seguono Roma e Lazio. E stavolta con buona pace di Merdoch) ed il problema è risolto. Le cose per il sottoscritto vanno anche meglio dalla fine di Marzo, ovvero da quando ho sfanculato la Virginmedia (veri e propri criminali) e mi sono finalmente allacciato alla rete della British Telecom. Riuscivo a vedere le dirette di Annozero meglio che in televisione ed i telegiornali erano tutti miei. Poi ci sono state le elezioni.
Da due settimane a questa parte, le registrazioni dei telegiornali vengono linkate con non meno di due giorni di ritardo sul sito della Rai. I link di Tg1 e Tg3 sono inattivi e pure l’ultima diretta di Annozero era assente. Stasera, dopo innumerevoli vasche in piscina alla faccia delle mie belle protrusioni discali, torno a casa, mi faccio la cena e vado sul sito della Rai sperando di trovare almeno un Tg attivo ed aggiornato. Trovo quello del secondo canale, l’ultima edizione. Lo clicco, partono i titoli: Emergenza rifiuti, svariate persone indagate, trivellazioni nella cava di Chiaiano, scontri all’Università di Roma, il processo di Meredith e via dicendo. Compare la Ammendola e inizia a leggere le notizie. Mangio tranquillo. Passa il primo blocco sull’emergenza rifiuti. Tutto liscio. Poi parte il servizio sugli scontri di Roma. Si vede un corteo di autonomi che sfilano urlando “Fuori i fascisti dall’Università” e poi…crolla lo streaming e si annerisce tutto. Non riescono nemmeno a finire lo slogan. Sobbalzo. Mi verso un bicchiere di Marques de Grinon (ottimo vino rosso spagnolo; 7 sterline a bottiglia), smadonno, torno indietro e ricomincio a vedere da capo. Bertolaso, Chiaiano, le trivelle, “Fuori i fascisti dall’Universit…”…
Mi preoccupo?
Sunday, October 07, 2007
Videopolitikally scorrect
"...alla mia mail di protesta.
Ecco la fulgida prova della serietà dell'azienda Rai. Perfetta miniatura della bassezza formale e sostanziale di questa major stagnante e putrida che mette il bavaglio a bloggers, giornalisti scomodi e artisti e solleva le gonne di starlette da quattro soldi.
'Gentile Signora (...),
in merito alla Sua segnalazione Le comunichiamo che al momento il materiale audiovideo Rai non è ad uso pubblico.
Con l'occasione La informiamo che le società interessate ad acquistare materiali Rai di qualsiasi tipo e relativi diritti, possono contattare l'indirizzo i.digirolami@raitrade.it oppure telefonare al numero di Rai Trade 06.374981.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet di Rai Trade www.raitrade.com
Grazie per averci contattato.
Cordiali saluti.
Contact Center ScriveR@i'"
Ne deduco che chiunque sia in possesso di un videoregistratore commette un illecito ogni volta che si registra un film e magari se lo rivede in compagnia, 'al momento'.
'Al momento' cordiali saluti una sega, poi si vedrà.

