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Tuesday, February 21, 2012

Come tassare le pippe per uscire dalla crisi

Vuoi la farfallina di Belen in prima serata? Paghi il canone della televisione e te la guardi. Non contento decidi di perpetuare in quelle tue pratiche autoerotiche che tanto fanno contento te e il tuo oculista anche dopo che è finita la diretta? Paghi il canone del PC e ti smaneggi a tuo piacimento venerando quelle immagini su internet. Sei travolto dalla passione per l'inguinale lepidottero anche mentre sei a lavoro? BENE! Sarà cura del tuo datore di lavoro (così degradato al ruolo di affitta-PC ad ore per onanisti digitali) provvedere a pagare il canone per il PC della tua workstation, ovviamente detraendone il costo dal tuo stipendio. L'ondeggiare di quelle vellutate ali ti sfrucuglia l'ormone mentre sei sull'autobus e non puoi fare a meno di andarti a trovare nei calzoni? OTTIMO! Basta pagare il canone per quel ruffiano del tuo smartphone sempre pronto a spacciarti provocanti pelurie, ed anche l'autobus diventerà un caldo nido pronto ad ospitare il tuo raccoglimento. Sempre se trovi un posto a sedere però, chè in piedi è un pò problematico. Capisci, con una mano ti reggi al mancorrente, con l'altra gestisci lo smartphone...o chiedi aiuto a qualcuno seduto oppure rinunci. "Scusi, le dispiace? Sa, io pago il canone...".
Insomma, una tassa sulle pippe. 
E allora? Che problema c'è? Hanno tassato già tutto il resto ormai, una più una meno. Oltretutto, visto l'argomento dell'imponibile, meglio parlare di tasse che di tagli no?
D'altra parte, parliamoci chiaro, grandi artisti come Frizzi o Conti, o grandi giornalisti come Giacobbo o Ferrara, vanno pagati come si deve. E non è mica giusto che uno si vada a prendere l'intrattenimento (ammesso che con Frizzi e Conti di intrattenimento si possa parlare) e l'informazione (stante che l'informazione con Giacobbo e Ferrara non c'entra un cazzo) in rete, senza pagare il dovuto dazio. Dove andremmo a finire se tutti facessero così? Di questo passo presto potremmo vedere gente che vive senza televisione in casa! Rendetevi conto di quale abominio sarebbe una cosa del genere!!!
Quindi caro tipico italiano medio, paga i tuoi canoni e abusa pure delle tue diottrie a tuo piacimento. E se ti riesce cerca di non sporcare.

Oppure smettila di farti le pippe davanti a quella merda che chiami televisione.
Boicotta la Rai.
Boicotta Mediaset.
Prova ad aprire un libro dopo cena invece di andarti a rincoglionire dietro a un telecomando Cristo!
E soprattutto disobbedisci.
Rifiuta di pagarla questa ennesima porcata.
Insomma incazzati come si deve, una buona volta.
Chè la rete è l'ultimo posto dove ancora conservi uno straccio di libertà. Dove ancora puoi provare a parlare senza venir manganellato (e nemmeno sempre). 
Quando ti avranno tolto anche quello, anche se ti incazzerai, non lo saprà nessuno.


 

Saturday, February 18, 2012

Per una volta...

Belen Rodriguez, l'iperlordotica, mostra la fica in televisione e tutti si scandalizzano. Non capisco perchè. Per due serate a Sanremo avrà percepito uno stipendio per lo meno a quattro zeri. Mettiamo, chessò, 10,000 euri come minimo. Per una cifra del genere la sua professionalità le imponeva come minimo di farla vedere, che diamine. Qualsiasi altra sua collega sulla Salaria, per una cifra del genere avrebbe fatto ben altro, è chiaro. Ma all'Ariston ci saranno state migliaia di persone. Non si poteva pretendere il trattamento completo per tutti no? I diritti dei lavoratori ce li siamo guadagnati a forza di scioperi in questo paese perbacco!
Per una volta che i soldi del canone non vengono sperperati per promuovere qualche incompetente raccomandato, bisognerebbe essere contenti, dico io. Vogliamo finalmente iniziare a premiarla la serietà oppure no? Il merito, vogliamo cominciare a riconoscerlo in questo paese? Davvero non capisco. Oltretutto mi è sembrato che anche quest'anno l'intrattenimento/ottundimento da festival abbia seguito i soliti binari. Quelli di sempre, gli unici che riescono a far sobbalzare un tantino sulla poltrona i neuroni tetraplegici degli italiani. Gli italiani sono gente di bocca buona, suvvia. Basta poco a farli contenti dopotutto. Un ex cantautore in delirio mistico-amiloide che parla di Dio, una ragazza con la spina dorsale bloccata dalla nascita in posizione di accoppiamento che mostra tutto quanto passa tra le grandi labbra e le tonsille, e Pupo. Basta. Non serve molto altro. Per una volta che la Rai fa le cose come si deve... 

(nella foto: Belen legge il contratto d'ingaggio prima di firmarlo)

Friday, March 26, 2010

Armiamoci e partite

Raiperunanotte. Ovvero, il gotha del giornalismo d'approfondimento italiano veste i panni della carboneria e si rifugia in 'gran segreto' sul web per salvaguardare almeno un'ultima isola di informazione libera, di verità. Una grande trasmissione Raiperunanotte. Un grande successo. Ciò che si voleva silenziare è stato detto. Ciò che non si doveva mostrare è stato mostrato. Ed è stato anche un grande spettacolo. Indimenticabile il monologo di Luttazzi!
Ma a me rimane comunque un saporaccio amaro in bocca.
Forse perchè le operaie di stasera domani continueranno ad essere senza un lavoro. E quel che è peggio, dimenticate. Siamo talmente abituati a sentire storie come quelle, che ormai quel tipo di sofferenza (quella di chi dall'oggi al domani, e quel che è peggio senza motivo, si ritrova in mezzo ad una strada) ci passa davanti suscitando lo stesso stupore che susciterebbe la vista delle auto in autostrada viste dal parcheggio di un autogrill.
Forse perchè a vedere la gente che ha manifestato in piazza a Roma sabato scorso viene da pensare che abbia ragione Morgan, quando dice che il vuoto da colmare è un vuoto di sapere. Quella gente dimostrava disprezzo. Disprezzo per la libertà di parlare. Disprezzo per la libertà di dissentire. Disprezzo per la libertà. Ed un disprezzo del genere non può non nascere da una profonda, irreversibile ignoranza, intesa come drammatica mancanza di ogni forma di cultura, se non addirittura di pensiero. Sassi e pietre non hanno idee, e se anche le avessero, sarebbe non poco difficile fargliele cambiare a parole.
Forse perchè Antonello Venditti s'è invecchiato, o forse perchè sul finale, ho avuto l'impressione che il 'trenino' tentato da Santoro sia abortito sul nascere, e tutti gli altri lo abbiano lasciato da solo. Una metafora inquietante.
Forse perchè 'Io odio' già lo cantavo nel 1993, insieme ai 99Posse, e prima di loro l'hanno cantato in migliaia da Toro Seduto, a Emiliano Zapata, ad Ernesto Guevara, ad Ho Chi Min, a Renato Curcio e via dicendo, e molti di quelli che oggi si beano di sapere quello che ha detto Aristofane riguardo all'odiare i disonesti, magari sono gli stessi che ieri bollavano queste persone come banditi o terroristi o criminali. O me come 'zecca' dei centri sociali. E, non lo nego, mi girano parecchio i coglioni per questo.
Tuttavia, Monicelli invita ad abbandonare la speranza e ad abbracciare la rivoluzione. Mica una 'rivoluzione culturale' o comunque sia 'democratica', come quella che riuscì tanto bene ad Allende in Cile, e che pure sarebbe auspicabile (per quanto noi non siamo certo il Cile di Allende, dove gli operai delle miniere di rame scioperavano leggendo le poesie di Neruda. Con Neruda. Noi siamo l'Italia degli operai dell'Eutelia o di Termini Imerese, ugualmente degni, per carità, ma che gli va di lusso se riescono a farsi invitare a San Remo, con la Clerici!). No, una rivoluzione vera, di quelle dove si tira il grilletto e qualcuno finisce appeso a testa in giù sulla pubblica piazza. Il che, in verità, mi è sembrato un messaggio parecchio in antitesi con lo spirito della trasmissione stessa, dal momento che dei veri rivoluzionari non si sarebbero spostati sul web dopo essere stati censurati in Rai, ma avrebbero preso Masi, Innocenzi, l'Agcom e chi più ne ha più ne metta, li avrebbero sbattuti fuori dalla Rai a calci nel culo, avrebbero occupato gli studi e sarebbero andati in onda in televisione. Ma a parte questo, sebbene io pensi che sarebbe bellissimo se una cosa del genere accadesse, mi sorprende che uno come Monicelli non comprenda come mai una rivoluzione del genere sia impensabile in Italia, specialmente adesso. Perchè per tirare il grilletto e sperare di vivere abbastanza a lungo per raccontarlo, non basta essere incazzati, ci vuole qualcos'altro. Ci vuole la fame Maestro. Quella che non ti lascia alternative. L'unica forza che ha il potere di unire i disperati sotto un'unica bandiera. E' sempre stato così, ogni volta che l'Uomo ha deciso di ribellarsi agli eserciti della reazione. E tante volte non basta nemmeno quella. Per lo meno, se si vuole avere una speranza di vittoria.
Trasmissioni come quella di stasera rincuorano, perchè fanno capire che c'è tanta gente in Italia che considera la libertà e la verità dei beni irrinunciabili. Persone che così si contrappongono ai bipedi piddiellini di cui sopra, per i quali invece l'asservimento è la condizione naturale. Ma chiedete ai primi di imbracciare un fucile adesso. Chiedete ad una qualunque di quelle operaie di darsi alla macchia. Vi risponderanno che, messe alle strette, sarebbero disposte al furto magari, per garantire la sopravvivenza. Ma sparare è un'altra cosa.
Poi chiedete la stessa cosa ai secondi. Lei capisce, Maestro, che è una lotta impari. Da un lato noi, che preferiamo aspettare che Franz si beva almeno il caffè prima di sparargli, e dall'altro...
Io capisco l'avvilimento e la rabbia di Monicelli, e forse è proprio questo che mi lascia la bocca amara. Non deve essere bello sapere che settantacinque anni di sforzi compiuti per tentare di far capire alla gente, di farla ragionare, di metterla di fronte alle proprie contraddizioni ed ai propri limiti oltre che, ovviamente, di emozionarla, debbano risolversi con un nulla come Berlusconi al governo (perchè questo è Berlusconi, il nulla. Persino Mussolini era meglio di lui, almeno il Duce ci credeva in quello che diceva). E credo anche che se questo stato di cose non dovesse essere sconvolto da un cambiamento radicale, si arriverà prima o poi al punto in cui anche gli italiani, normalmente proni ad ogni tipo di inculata, per dirla con Luttazzi, si faranno nuovamente girare i coglioni e qualcun'altro finirà a testa in giù a piazzale Loreto.
Ma credo anche, anzi temo, che quel momento sia ancora lontano nel tempo, e che il massimo che ancora oggi ci si possa sforzare di fare, sia di combattere ognuno nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, coi mezzi a nostra disposizione, per fare in modo che sopravviva almeno la verità, come è successo stasera, e proprio come ha fatto anche Monicelli nella sua lunga carriera. Perchè come ho letto una volta su un blog, anche se adesso non mi ricordo quale, "Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". E se c'è la verità, la libertà non può essere tanto lontana.
E adesso per favore ditemi come spegnere questa cazzo di finestra di streaming qui sotto che continua a mandarmi il jingle della trasmissione, prima che ammazzo davvero qualcuno!

Saturday, January 16, 2010

Wednesday, March 11, 2009

De Rerum Gufarum

Ora io vorrei fare una riflessione col resto del mondo. Vorrei porre una domanda fondamentale per la mia esistenza ad una persona in particolare, di cui ignoro, fortunatamente, il nome. Fondamentale per la mia esistenza ed anche, a Dio piacendo, per la sua. Facciamo il punto. Ci sono tre squadre italiane che gareggiano in coppa dei campioni. Due di queste squadre vengono eliminate e ne rimane una, ovvero la Roma. La Roma che si trova a dover giocare contro una squadra inglese. Anche le altre due squadre, hanno giocato contro squadre inglesi, e sono state eliminate. Ne va decisamente dell'orgoglio nazionale prima ancora che di quello puramente romano, tanto più che i giornali inglesi non fanno altro che titolare quanto pippe siano le squadre italiane. Tanto più che negli ultimi tre anni, ogni volta che una squadra italiana si è trovata a dover gareggiare in coppa dei campioni con una squadra inglese, è stata eliminata. Tanto più che portiamo ancora in bella mostra la coppa del mondo sulle maglie della nostra Nazionale. La partita di andata finisce con uno svantaggio di un gol. La partita di ritorno, a Roma, nello stadio Olimpico, inizia con un vantaggio di un gol. Parità. Che si protrae ben oltre i centocinquanta minuti, fino ad arrivare ai fatidici calci di rigore. E anch'essi si protraggono in una condizione di parità fino alla quarta serie di calci ad oltranza, tenendo il tifoso romanista, specialmente quello emigrato, specialmente quello emigrato in Inghilterra, in una condizione medica a metà tra l'infarto e lo shock adrenergico. Il risultato, purtroppo, vede la squadra inglese vincitrice e qualificata ai quarti di finale. Ora la domanda che vorrei porti io, grandissimo, incommensurabile, sconfinato, ineguagliato STRONZO che hai fatto la radiocronaca di tutto questo su Radio 1, è questa: c'era proprio bisogno di ricordarci, per 150 minuti, l'esito della finale di Coppa dei Campioni del 1984?

Tuesday, March 03, 2009

Il silenzio degli indecenti/2

Un certo Di Giorgio Sig. Silvio ci informa che la presenza di Salvatore "Sonny" Cuffaro nella commissione parlamentare di vigilanza RAI viene confermata dal sito del Senato. Non senza un filo di sadismo, suddetto Di Giorgio Sig. Silvio richiama la nostra attenzione anche sul fatto che nella stessa commissione siede anche Maurizio "un occhio ar flipper e l'artro ar segnapunti" Gasparri. Io aggiungo, perchè anche io apprezzo il Marchese De Sade, che questi due loschi figuri si troveranno ad essere contrastati nientedopodimenochè da Paolo Gentiloni, ovvero quell'ex ministro delle telecomunicazioni più volte sbeffeggiato su questo blog per i numeosi tentativi di impedire una qualsiasi regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva in Italia.
Ah, ovviamente tutte le redazioni di tutte le testate giornalistiche italiane, siano esse su carta, video o radio, continuano ad ignorare la cosa.

Wednesday, February 25, 2009

Il silenzio degli indecenti

Il fatto è che i nostri governanti non ci vogliono allegri. Ci vogliono tristi e sconsolati, pensierosi e pessimisti. Altrimenti certe notizie ce le darebbero al volo, non le terrebbero nascoste.
Salvatore Cuffaro. Condannato in primo grado per il reato di favoreggiamento mafioso. Anche a detta del giudice, un omino così non dovrebbe mettere piede in nessun pubblico ufficio, mentre invece lo si ritrova a ricoprire incarichi di ogni sorta, oltre che ad essere senatore di questo governo.
Ora accade che un parlamentare dell'UDC, membro della commissione parlamentare di vigilanza della RAI, tale Giampiero D'Alia, si dimette. E nel dimettersi, designa il suo successore. Il che, per inciso, rende le sue dimissioni più simili ad una abdicazione, a mio avviso. E chi designa? Ma proprio lui, ovviamente. Che solo per puro caso si ritrovò a parlare di mutande, calzettoni e tariffe sanitarie con Michele Aiello, condannato a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa, nal retrobottega di un negozio di abbigliamento. Uomo senz'altro gioviale, ha avuto lo spirito di festeggiare una condanna per favoreggiamento mafioso, solo perchè la sentenza non prevedeva il termine 'aggravato' accanto a quello di favoreggiamento. Cannoli siciliani per tutti, abbracci e, ovviamente, baci.
Accade una roba del genere, e nessuno ne parla. Non un telegiornale, non un giornale, niente. Solo qualche sito di webnews locali a quanto pare, oltre ad un esercito di bloggers. Io l'ho sentita in uno starnuto.
Ora, non saprei se questa investitura corrisponda a verità o se piuttosto non si tratti di una ennesima leggenda di internet. La conoscenza della rete mi suggerirebbe che la seconda ipotesi non è poi così improbabile. Ma la conoscenza dell'Italia mi suggerisce invece che la prima è assolutamente credibile. Nel qual caso, la prossima volta, una notizia del genere non nascondetecela. Che di ridere abbiamo tanto bisogno tutti!

Thursday, November 20, 2008

(im?)Probabili intercettazioni

driiiiiiiin

"Pronto?"

"Pronto buonasera Onorevole Pillari, sono il Presidente del Consiglio. La disturbo?"

"Ma certo che no! Buonasera Presidente, mi dica. Però il cognome è Villari..."

"Volevo chiederle, caro Cippali, se le fosse dato di scegliere, lei preferirebbe stare all'opposizione senza contare un cazzo e per di più per due soldi, o preferirebbe stare all'opposizione senza contare un cazzo però ricco sfondato?"

"Ma...presidente...cosa dice?"

"Suvvia carissimo Trullari, mi consenta, ma lei è semplicemente un anonimo. Non la conosce nessuno, non la caga nessuno, non ha nessun potere e nessun ruolo. Fatto salvo quello di annuire ogni tanto quando parla Veltroni, il suo Segretario."

"Presidente! Non si permetta! Innanzi tutto il cognome è Villari. E poi io rappresento la volontà degli elettori che hanno voluto darmi mandato con un gesto di stima oltrechè di democrazia sublime che..."

"Ma sì ma sì, la conosco questa tiritera, carissimo Frullari. Figuriamoci! Ma, mettendo da parte per un attimo le puttanate, mi risponda sinceramente: quale sceglierebbe tra le due situazioni che le ho prospettato (senza peraltro mai prospettargliele, chiaramente)?"

"Bè...mettendo da parte le puttanate...la seconda!"

"Oh! Bravo! Sono assolutamente d'accordo con lei carissimo Puppari. La sapevo intelligente! E' per questo che mi indigno a saperla così poco sfruttato! Una merdaccia d'uomo della sua levatura dovrebbe ricoprire incarichi di maggiore responsabilità! Cribio!"

"Quanto ha ragione Eccellenza! Ma che vuole farci? Al segretario le merdacce piacciono solo magre, brizzolate e coi baffetti da barbiere..."

"Senta carissimo Crotali. Voglio darle finalmente l'opportunità che merita! Le piacerebbe assumere la direzione dell'ufficio di Vigilanza della RAI? Ovviamente sotto la mia diretta e suprema supervisione!"

"Ma...Eminenza...veramente...il candidato dell'opposizione è Orlando..."

"Chi?"

"Orlando...Leoluca Orlando...dell'Italia dei Valori"

"Mai sentito. Allora, accetta?"

"Ma ma ma...e il Segretario?"

"E' qui da me che tira su due strisce. Se vuole glielo passo"

"Grazie Santità. Pronto Segretario?"

"Carissimo Merdoli! Come stai? Sei felice? Sappi che la tua felicità ma anche la tua soddisfazione sono il nostro miglior premio (inc.)"

"Ma, Segretario...cosa devo fare?"

"Ma è semplicissimo caro inferiore, Con molta moderazione ma anche pacatamente, fai il cazzo che ti diciamo di fare senza fare domande idiote. Poi al teatrino per i media ci pensiamo noi no?"

"Che bello."

"Allora d'accordo?"

"D'accordo"

"Ciao puccettone. Richiamami domani che ci mettiamo bene d'accordo. Mi raccomando èh? Contiamo su di te!"

"Non dubiti Segretario. Comandi! Obbedisco! Arrivederla. Ossequi a lei e alla signora!"

Il giorno dopo

driiiiiiiin

"Pronto?"

"Pronto? Segretario?"

"Si? Chi parla?"

"Sono Villari"

"Chi?"

Wednesday, May 28, 2008

Noooo non è la BBC...

Ad eccezione dei telegiornali, sempre molto esaustivi, la televisione inglese è mediamente peggiore di quella italiana. Se da noi imperversano grandi fratelli, marie defilippi e clerici, qui in UK stanno anche peggio. Ragion per cui, quando mi sistemai nel mio nuovo appartamento, decisi di non comprare una televisione. I film, volendo, si affittano o si scaricano (con buona pace di tutti) ed i telegiornali, sia italiani che inglesi, sono tranquillamente visibili in streaming sul piccì, a patto di avere una buona connessione. Eppoi c’è anche la radio, sempre ascoltabile in streaming. Chiaramente un sistema del genere ha dei limiti. Ad esempio, a causa di oscuri accordi di copyright tra televisione pubblica italiana, squadre di calcio, emittenti private ecc., non è possibile sentire il mitico ‘tutto il calcio minuto per minuto’. Succede quindi che, se vi sintonizzate su radio 1 via computer dall’estero, pochi secondi prima che inizi la gloriosa trasmissione, lo streaming si interrompe. Poco male (anche se durante i mondiali ho dovuto seguire le partite in un pessimo streaming video commentato in cinese!!!). Ci sono innumerevoli piccole emittenti radiofoniche che normalmente seguono questa o quella squadra (io vado sul sito della mitica ‘Nuova Spazio Radio’. Ezio Luzzi in studio e tre cronisti sciroccati che seguono Roma e Lazio. E stavolta con buona pace di Merdoch) ed il problema è risolto. Le cose per il sottoscritto vanno anche meglio dalla fine di Marzo, ovvero da quando ho sfanculato la Virginmedia (veri e propri criminali) e mi sono finalmente allacciato alla rete della British Telecom. Riuscivo a vedere le dirette di Annozero meglio che in televisione ed i telegiornali erano tutti miei.

Poi ci sono state le elezioni.

Da due settimane a questa parte, le registrazioni dei telegiornali vengono linkate con non meno di due giorni di ritardo sul sito della Rai. I link di Tg1 e Tg3 sono inattivi e pure l’ultima diretta di Annozero era assente. Stasera, dopo innumerevoli vasche in piscina alla faccia delle mie belle protrusioni discali, torno a casa, mi faccio la cena e vado sul sito della Rai sperando di trovare almeno un Tg attivo ed aggiornato. Trovo quello del secondo canale, l’ultima edizione. Lo clicco, partono i titoli: Emergenza rifiuti, svariate persone indagate, trivellazioni nella cava di Chiaiano, scontri all’Università di Roma, il processo di Meredith e via dicendo. Compare la Ammendola e inizia a leggere le notizie. Mangio tranquillo. Passa il primo blocco sull’emergenza rifiuti. Tutto liscio. Poi parte il servizio sugli scontri di Roma. Si vede un corteo di autonomi che sfilano urlando “Fuori i fascisti dall’Università” e poi…crolla lo streaming e si annerisce tutto. Non riescono nemmeno a finire lo slogan. Sobbalzo. Mi verso un bicchiere di Marques de Grinon (ottimo vino rosso spagnolo; 7 sterline a bottiglia), smadonno, torno indietro e ricomincio a vedere da capo. Bertolaso, Chiaiano, le trivelle, “Fuori i fascisti dall’Universit…”…

Mi preoccupo?

Sunday, October 07, 2007

Videopolitikally scorrect

Dal blog della mia Gisella d'assalto preferita:

mercoledì, 03 ottobre 2007

"Mi hanno sospeso l'account su youtube: a quanto pare, la Rai bastarda, che da qualche mese ha deciso di postare i suoi video sul tubo telematico, ha organizzato un po' di casini ed ora...ho perso un anno di lavori video.
Il mio blog praticamente ha l'archivio azzerato.
Sto a pezzi, ho contribuito ad arricchire per un anno la saccoccia di questi buffoni ed arriva un prepotente "qualunque" che mi mozza le gambe.
Ma ora che faccio?"



sabato, 06 ottobre 2007

"...alla mia mail di protesta.

Ecco la fulgida prova della serietà dell'azienda Rai. Perfetta miniatura della bassezza formale e sostanziale di questa major stagnante e putrida che mette il bavaglio a bloggers, giornalisti scomodi e artisti e solleva le gonne di starlette da quattro soldi.

'Gentile Signora (...),

in merito alla Sua segnalazione Le comunichiamo che al momento il materiale audiovideo Rai non è ad uso pubblico.
Con l'occasione La informiamo che le società interessate ad acquistare materiali Rai di qualsiasi tipo e relativi diritti, possono contattare l'indirizzo
i.digirolami@raitrade.it oppure telefonare al numero di Rai Trade 06.374981.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet di Rai Trade
www.raitrade.com

Grazie per averci contattato.
Cordiali saluti.

Contact Center
ScriveR@i'"

Ora, il tipico Lesandro medio si domanda: che significa che 'al momento' il materiale audiovisivo della rai non è ad uso pubblico? Significa che 'al momento' gli utenti sono autorizzati a non pagare il canone? Significa che 'al momento' il direttore generale s'è rincoglionito e mostra sintomi da onnipotenza (il famoso Morbo di Mastellinson)? O significa forse significa che la rai se la sono comprata i cinesi e la governano come sono abituati a fare normalmente a casa loro?
Ne deduco che chiunque sia in possesso di un videoregistratore commette un illecito ogni volta che si registra un film e magari se lo rivede in compagnia, 'al momento'.

'Al momento' cordiali saluti una sega, poi si vedrà.