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Tuesday, August 05, 2008

You teodem...youdem

Era inevitabile credo. Il desiderio di emulare in tutto e per tutto il loro beniamino e’ talmente forte che sembra che D’Alema abbia deciso di radersi a zero la testa solo per poter dire di essersi fatto un trapianto di capelli pure lui. E cosi’ nasce la televisione del piddi’. Si chiamera’ Youdem, che non e’ una bestemmia ebraica, ma una patetica scopiazzatura di Youtube. Sara’, ovviamente, una tivvu’ per i gggiovani. Sara’ la gggente a farla, coi suoi filmati. Sara’ una tivvu’ libera, tutti potranno inviare i propri filmati. Cerami ha gia’ detto che si occupera’ di scoprire nuovi talenti comici. Va da se che, anche se sei precario da 72 anni, te ne sbatti e corri a fare il comico a questo punto no? Io gia’ me li immagino questi filmati. Eserciti di ventenni, tutti rigorosamente alternativi, con capelli lunghi, faccia pulita e bandiera della pace, che si riprendono mentre riflettono o studiano in ambientazioni incontaminate, puri, belli e via dicendo. Boy scout della videocamera che fanno gioire il telespettatore con riprese amatoriali di gattini, cagnolini, coniglietti e cuccioli vari. Vecchine sdentate e sorridenti che preparano torte e pasta fatta in casa dentro cucine rustiche. Oppure speciali sulla musica con riprese uniche di concerti di corno alpino, scacciapensieri, nacchere e, ovviamente, Jovanotti.

Dite la verita’, vero che anche voi ne sentivate il bisogno?

Thursday, July 03, 2008

Opposanza e maggiorizione

«Il Governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di Governo»

Questo e' quanto si legge sul sito del Corriere della sera. A leggere queste righe, inizialmente, si vorrebbe maledire chi derubrica il diritto d'informazione a puro e semplice 'gossip'. A leggere queste righe, inizialmente, si vorrebbe maledire chi ancora una volta rifiuta di presentarsi in televisione per tentare, per lo meno, di spiegare agli italiani di che morte debbano morire la loro giustizia ed il loro diritto all'informazione. A leggere queste righe, inizialmente, partirebbero un sacco di maledizioni verso l'attuale presidente del Consiglio.

Poi si prosegue nella lettura e per fortuna viene fuori Uolter che con un secco «Leggo che il presidente del Consiglio ha deciso di non partecipare a Matrix per non cedere il passo al gossip e ad elementi negativi che inquinano il dibattito - afferma il segretario del Pd -. Non lo discuto. Io invece ci andrò ma potete stare sicuri che non parlerò di queste cose...» catalizza su di se tutti gli anatemi rimasti a mezz'aria!

Wednesday, July 02, 2008

Che cos'e' che ti fa paura?


Questo l’appello di Paolo Flores d’Arcais, lanciato al massimo esponente del piddi’ per invitarlo alla manifestazione che si terra’ l’8 luglio prossimo a Roma, contro le leggi canaglia che, da subito, hanno caratterizzato l’attuale governo. Una richiesta di unita’ sentita fino al midollo da parte di chi, in quanto giornalista, si vede tappare occhi, orecchie e bocca da proposte di legge inequivocabilmente mirate ad abbattere definitivamente ogni residuo di diritto d’informazione di cui possano usufruire i cittadini italiani. Non sono magistrati questi. Non sono obbligati a rimanere passivi di fronte all’attivita’ legiferativa del governo. Sono giornalisti e leggere, capire, informarsi ed informare sono le loro missioni. Un motivo. Uno solo, per cui si possa immaginare che non sia giusto prendere parte ad una manifestazione del genere.
Ma non arriva nessuna risposta, solo un paio di affermazioni senza senso, se non addirittura offensive. “Il PD non manifesta ‘gratis’”, specialmente “coi soliti noti”. Niente di tutto questo, ovviamente, ha ottenuto la risonanza mediatica che meritava. Ragion per cui, lo stesso Flores d’Arcais, decide di agire tramite rete. E su internet, decide di rispondere alle pseudo-risposte di Uolter.



Tutto questo, mentre Napolitano approva la presentazione al parlamento del lodo Alfano. E non e’ chiaro. Non e’ chiaro perche’ la stessa legge, precedentemente cassata da un diverso Presidente, debba diventare improvvisamente lecita con questo Presidente. “Vengono rispettati i rilievi precedentemente fatti dal CSM”, si legge sui giornali. Ma i rilievi del CSM riguardavano l’incostituzionalita’ di una legge che si leggeva come “NON tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”. Come e’ stato possible cancellare quel ‘NON’, garantendo al tempo stesso la non processabilita’ delle cinque cariche istituzionali piu’ alte? E’ la risposta a queste domande che spaventa chi decide di imbavagliare l’informazione.

Sunday, February 17, 2008

E forza Uolter, che siamo tantissimi...

Non lo sopporto più. Mi è sempre stato sulle palle, ma adesso il peso è insostenibile. Quest’uomo vuoto, falso, buffone che una cinquantina di sprovveduti hanno eletto segretario del piddì votando sei milioni di volte a testa alle primarie farsa che hanno sancito la nascita di questa nuova quasi-democrazia cristiana, popolata da gaglioffi di ogni sorta, indefinita nella forma e nei contenuti. Oggi ha parlato alla fiera di Roma per presentare il proprio programma elettorale. Ed a me è scoppiata definitivamente la sacca della bile. 12 punti. Non di sutura, purtroppo. Ma i capitoli intorno a cui si articola il programma elettorale del piddì. 12 riassunti del solito sottovuoto mentale spinto, fatto delle solite frasi ad effetto dietro a cui risiede il nulla più totale. Lo stereotipo del politico che promette, tenuto in vita solo da lui, chè ormai pure Alvaro Vitali si rifiuterebbe di rappresentarlo nell’ultimo dei suoi film a base di dottoresse, professoresse e colonnellesse. Eppoi, la ciliegina sulla torta. La candidatura di Antonio Boccuzzi, unico superstite del rogo della Thyssen. Sbandierato, strumentalizzato, esibito come Rocco Siffredi esibirebbe l’uccello ad una convention di casalinghe allupate. Che cazzo dovrebbe significarmi la candidatura di Boccuzzi nelle liste del piddì? Perché dovrei condividere lo stesso entusiasmo dei suoi sostenitori? Ed entusiasmo per cosa? Vuole essere una garanzia offerta a chi, quotidianamente, rischia di morire lavorando. A chi ogni giorno, ed è successo ancora oggi, muore per campare? Saranno contenti i familiari delle vittime dell’Eternit, che non beccheranno nemmeno un centesimo di rimborso dagli svizzeri grazie all’indulto che anche il piddì ha votato. Perché è proprio questo quello che mi fa incazzare di più. Il fatto che questa gente sia talmente senza vergogna da presentarsi agli italiani sventolando il caso umano, o tessendo le lodi di Enzo Biagi, o rammaricandosi della condizione dei ‘ggiovani’ o dei lavoratori o dell’ambiente, come se fino ad oggi loro fossero stati estranei alla vita politica del paese. Come se le promesse che fanno oggi non avessero avuto la possibilità di mantenerle in ben due governi precedenti, durante i quali, invece, non hanno fatto altro che omaggiare i propri amici banchieri o massoni o mafiosi. Come osa Veltroni parlare dell’importanza della libertà di informazione, quando i suoi piddiellini in due legislature hanno sempre rifiutato anche solo di parlare di conflitto d’interessi? Con che faccia Veltroni parla di “Una società che considera le differenze una ricchezza, rispetta le scelte di ognuno e si oppone a qualunque forma di discriminazione e di intolleranza e ai fenomeni di insorgente omofobia” quando i suoi stessi iscritti hanno più e più volte rifiutato di portare avanti la legge sui Pacs in parlamento, per non offendere quei teodem che oggi si ritrovano dentro lo stesso PD? E ancora, come si azzarda quest’individuo a parlare di “usare in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l'accordo di Stato e comuni” quando proprio nei giorni scorsi ha chiuso le porte del comune in faccia a cittadini romani desiderosi di esprimere tutto il loro dissenso sul nuovo piano regolatore, durante la seduta che lo avrebbe votato, ma premurandosi di invitare svariati palazzinari e costruttori, che non hanno esitato a manifestare tutto il proprio entusiasmo per l’approvazione del piano?

E ce ne sarebbero da dire. Almeno un centinaio per ognuno dei 12 punti. E non c’è nessuno che gli rivolga queste domande. Nessuno a cui venga data voce per lo meno.

Saturday, December 01, 2007

Favole italiane

C’era una volta il primo governo Prodi. Però quello campò poco, quindi diciamo: c’era una volta il primo governo D’Alema. Entusiasta per la sua nuova carica, il novello primo ministro italiano sentì la necessità di abbandonare il testa a testa con l’opposizione e di aprirsi ad essa come un benevolo fratello maggiore, quasi che berlusconi fosse un ‘compagno che ha sbagliato’. E nacque così la bicamerale, organo addetto al dialogo sulle riforme costituzionali, animato da sorrisi e larghe intese trasudanti vagonate di ‘volèmose bene’. Almeno, così appariva a noi, che improvvisamente ci sentimmo tutti parte di una specie di romanzo di Guareschi. Era tutto uno scambiarsi di complimenti reciproci, strette di mano e occhi lucidi. Non portò ad un cazzo, se non al fallimento del primo governo di centrosinistra ed alla rielezione dello psiconano il quale, coerentemente col suo stile va detto, iniziò a governare stracatafottendosene del centrosinistra, infilando una legge ad personam dopo l’altra, dribblando processi e condanne che manco Maradona ed, infine, moltiplicando entrate e ville in Sardegna che manco Gesù Cristo coi pani e coi pesci.
Poi, a Dio piacendo, anche il governo Berlusconi finì. Il centrosinistra si riunì intorno ad un programma elettorale blindato e tutti pensammo che, finalmente, avremmo avuto modo di mettere in pratica ciò che avevamo imparato dalla nostra prima esperienza. In molti eravamo già a tavola, la salvietta infilata nel colletto e le posate strette in pugno sulla tovaglia, aspettando che ci venissero servite le leggi sul conflitto d’interessi, sull’emittenza radiotelevisiva, sul falso in bilancio e via dicendo. La fame di legalità, dopo un digiuno durato 5 anni, stava per essere placata. Non più canzonacce su toghe rosse e giudici comunisti martellavano i nostri timpani, ma gli Inti Illimani e ‘Bella ciao’ ci accompagnarono al desco. E invece, ancora una volta non successe un cazzo. Un antipastino di liberalizzazioni ci distrasse un attimo giusto prima di vedere spuntare in tavola un cesto di frutta marcia indultata per l’occasione. Il programma elettorale si rivelò essere un falso menù in cui le tanto agognate portate erano state rimpiazzate da non meglio precisati ‘piatti del giorno’. Bufale per turisti ingenui che nascondono tramezzini fassiniani dietro nomi altisonanti.
E adesso, come se tutto questo già non bastasse a rovinare l’appetito, ci tocca anche vedere Uolter vestito da Peppone che va a caccia del Cavaliere in nome delle…indovinate un po’…riforme e larghe intese.
Alla fine, il redivivo D’Alema si presenta col conto, ed invece dell’usuale cioccolatino, accompagna la bolletta con un bigliettino che recita “Walter conosce il Cavaliere meglio di me”.

Come a dire ‘sei a stomaco vuoto ma non ti preoccupare, ci resterai ancora a lungo’.

Monday, October 15, 2007

Il ggiovane piddì

Vabbè, allora, è nato il Partito Democratico. 3 milioni e 400 mila cittadini hanno partecipato alle primarie ed hanno eletto Veltroni a dirigerlo (non so perché ma la cosa non mi sorprende). 3 milioni e 400 mila persone che hanno deciso di esprimere una partecipazione a…che cosa? Faccio un paragone mentale tra queste primarie e quelle che precedettero le ultime elezioni politiche per la scelta del candidato premier del centro sinistra. Cosa è cambiato? Sono cambiate la facce? No, sono sempre le stesse. È cambiato l’orientamento politico? A saperlo. Chi sa qual è l’orientamento politico del piddì? Certo, allora si votava per una coalizione. Ieri si è votato per un ‘partito’, ovvero qualcosa di più compatto ed unitario, in cui non dovrebbero vedersi opinioni diverse da diversi esponenti (entro certi limiti ovviamente) ed in cui nessuno dovrebbe minacciare di ‘sciogliere il partito’ se le cose non vengono fatte come dice lui. Ma questa è una (presunta) differenza ‘tecnica’. Sul piano politico, almeno secondo il mio punto di vista, non è cambiato assolutamente niente. Stesso vuoto assoluto, stesse frasi altisonanti ad effetto e stessa carenza di affermazioni univoche, inequivocabili e definitive. Quando va in onda Europa7? Veltroni non lo dice. Quando viene ripulito il parlamento? Il nuovo segretario sorride e dice “Il PD è innovazione e coesione”. Innovazione di che? Di certo non dei nomi. Coesione intorno a che cosa? Oltre che alla poltrona ovviamente. Eppoi i ggiovani. Quelli con due ‘g’. I ggiovani dappertutto. I ggiovani sbandierati come figli prediletti a destra e a manca. Come invariabilmente succede dal dopoguerra ad oggi. I ggiovani soprattutto. E nonostante decenni di ggiovani, noi oggi abbiamo sviluppato ed ancora manteniamo attivo un sistema di occupazione basato sul precariato da terzo mondo. Certo, mi si dirà, il PD è appena nato…diamogli tempo. Quanto tempo ancora? Abbiamo dato tempo quando è nato il PDS. Abbiamo dato tempo quando è nato l’Ulivo. Adesso diamo tempo per il PD…io non campo in eterno.