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Sunday, March 20, 2011

Il Quinto Evangelista

Dal Vangelo secondo Andrea

"Il battesimo attesta che apparteniamo a questa Chiesa. E' il primo sacramento che riceviamo, l'ingresso principale, e chi vi accede deve testimoniare il messaggio di Gesù, partecipare alla vita della città e non discriminare nessuno. Il battesimo rende figli e non sudditi di Dio. In un'epoca in cui il virus del fascismo è in libera uscita, il cristiano non può non essere antifascista. Perciò, oltre a mantenere il testo, i simboli come l'acqua e l'olio e le consuete formule rituali, ho aggiunto una regola di comportamento a cui dovrà attenersi il buon cristiano. Lo scorso Ottobre, al termine della cerimonia per il battesimo di due fratellini, Enrico, di quattro mesi, ed Eleonora, di poco più di un anno, ho detto: 'Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. E dell'Antifascismo'".


"Mentre noi ci arrocchiamo su posizioni conservatrici, l'AMA (American Medical Association), la più grande e importante associazione medica degli Stati Uniti, ha chiesto che la cannabis sia eliminata dall'elenco delle sostanze vietate dalla legge federale, perchè dati scientifici mostrano come sia efficiente contro il dolore cronico e altre malattie quali Alzheimer, diabete, sclerosi multipla. La corte suprema di Buenos Aires ha decretato che l'uso personale di marijuana non è più illegale, in quanto ogni adulto è libero di decidere per la sua vita senza l'intervento dello stato. Lo stato non può stabilire cosa è morale e cosa non lo è. A Portland, nell'Oregon, è nato il primo 'marijuana cafè' a scopo terapeutico. Quando ci adegueremo ai progressi degli altri paesi? E poi, dico io, se dopo il Diluvio Universale la marijuana ancora c'è, vuol dire che Noè se l'è portata sull'Arca".

"Anarchia si, non un dogma o un decalogo, ma quell'atteggiamento profondo dell'anima che aspira alla libertà".


Don Andrea Gallo, "Così in terra, come in cielo", Mondadori. 17 €

Tuesday, June 03, 2008

Extreme neurology


Propongo uno studio simile. Prendiamo due gruppi di persone. Un gruppo non beve mai caffè e l'altro ne prende 5 al giorno. E mandiamoli avanti così 365 giorni l'anno per dieci anni. Poi vediamo se a qualcuno dei sopravvissuti s'è ristretto il cervello.

Thursday, October 25, 2007

La vita in metri quadri

Da qualche anno a questa parte, più o meno da quando ho iniziato a lavorare, ho un sogno. Un vecchio casale in cima ad una collina che si affaccia sul lago di Bolsena, con un po’ di terra intorno ed una vista da mozzare il fiato. Me lo sogno la notte ed immagino la mia ‘terza età’ passata in questo casale. Vado oltre con la fantasia ed immagino anche una moglie e dei figli. Quando proprio eccedo, immagino anche la pensione, ma accade raramente. Questo casale è stato venduto e ristrutturato di recente e presto diventerà uno dei mille agriturismi che popolano l’alta tuscia. Pazienza. Non tutti sanno come far avverare i propri sogni. Però qualcuno ci riesce. Aldo Bianzino, 44 anni, piemontese, ha avuto nella sua vita una grossa fortuna ed una grossa sfortuna al tempo stesso. Ex- militante di Lotta Continua, passati gli anni dell’attivismo abbracciò la filosofia e lo stile di vita Hare Krishna e si ritirò in un casale perso nella bellissima e floridissima campagna dell’entroterra umbro, vicino Città di Castello. Un casale proprio come quello che sogno io. O per lo meno, mi piace pensarlo così, dato che non l’ho mai visto. Aldo Bianzino viveva secondo quella che era la sua nuova filosofia, un po’ isolato dal resto del mondo ma con molti amici ed insieme alla compagna ed ai tre figli. Questa è stata la sua grande fortuna. Una fortuna che si è interrotta il 12 ottobre scorso, quando uno squadrone di eroici componenti delle forze dell’ordine ha fatto coraggiosamente irruzione nel suo piccolo paradiso in terra e, insieme alla moglie, lo ha portato in carcere. All’entrata del carcere, i due sono stati separati ed isolati nelle celle normalmente riservate alle persone in attesa di convalida dell’arresto da parte del magistrato. Aldo Bianzino era solo in cella. Nella notte tra sabato 13 e domenica 14 ottobre, Aldo Bianzino viene ritrovato morto nella stessa cella in cui era stato confinato. L’autorità carceraria si affretta ad etichettare il decesso come dovuto ad arresto cardiaco. L’autopsia smentisce ed evidenzia lesioni multiple al cervello ed al fegato, in totale assenza di ematomi o contusioni superficiali di alcun tipo. Vengono interpellati due esperti di anatomia patologica ed entrambi giungono alla conclusione che lesioni di quel tipo non possono essere provocate accidentalmente (ad esempio cadendo dal letto) ma possono solamente essere inferte volontariamente, ad esempio colpendo la vittima con un bastone coperto di stracci bagnati. Un ‘codice rosso’ in piena regola, come lo definiscono su ‘Lettera 22’, uno delle poche voci che ha parlato di questo fatto insieme al Manifesto. Ora sarebbe fin troppo scontato concludere che questa sia stata la più grande sfortuna di Aldo Bianzino. Ma non è così. La più grande sfortuna di Aldo Bianzino è stata quella di vivere in questo paese. Dove il potere punitivo di polizia si manifesta invariabilmente sul più debole, mentre scodinzola allegro sotto i buffetti affettuosi del più forte. Dove l’ignoranza e l’ottundimento da ‘grande fratello’ di tanta parte della popolazione foraggiano la disinformazione e l’arroganza della casta politica. Dove poche perle di menzogna piazzate abilmente nei punti giusti condizionano la vita di tutti da decenni, senza che nessuno osi metterle in discussione, anche quando diventano palesi in maniera imbarazzante. Aldo Bianzino è stato arrestato, ed è morto, perché nel suo casale sono state trovate un centinaio di piantine di cannabis. Meno di tre metri quadrati di terra coltivata.

Saturday, September 29, 2007

La domestica 'Maria'

Ebbene si! Grazie al Tribunale di Cagliari, da adesso in poi coltivare due piantine di marijuana sul terrazzo di casa non è più reato. Già altre sentenze si erano pronunciate in questo senso nei mesi scorsi (senza peraltro ricevere nessuna attenzione sui media). Adesso, possiamo dire che esista una ‘giurisprudenza’ in questo senso. Era ora! La nuova sentenza ha distinto tra ‘coltivazione’ in senso giuridico e ‘coltivazione domestica’ indirizzata al solo uso personale di fitocannabinoidi. in altre parole ciascuno di noi è adesso libero di fare bella mostra di piantine verdi sul terrazzo di casa senza doverle nascondere nella vasca da bagno. O meglio…ciascuno di voi. Qui da me tutto ciò non è ancora permesso ed anzi non è infrequente vedere tipi ‘loschi’ andare a spasso per le ‘back alleys’ con enormi pastori tedeschi che fiutano l’aria. Fortunati. Che dire? Ci si guadagna in salute, tempo e, perché no, estetica domestica. Vuoi mettere una bella pianta di marijuana sul balcone al posto del solito, deprimente oleandro o dei soliti, politicizzati gerani? Nel giardino di casa dei miei genitori c’è un’ortensia dove il nostro gatto, specialmente durante i mesi caldi, va a nascondersi per cercare un po’ di fresco. Quasi quasi gli regalo una nuova foresta…tropicale.

Tuesday, April 10, 2007

La nonna scienziato

All’ultimo congresso della British Neuroscience Association un’intera serie di simposi è stata dedicata allo studio degli effetti della cannabis. L’argomento era di particolare interesse anche in virtù dei recenti articoli pubblicati sul Lancet, ai quali hanno fatto eco le sentite ‘scuse’ dell’Independent, in cui si evidenziano alcune proprietà nocive dei fitocannabinoidi (le sostanze attive presenti nella marijuana e nell’hashish). Si afferma, in quegli articoli, che l’uso intensivo di cannabis può portare a condizioni paranoidi ed alterazioni comportamentali. Alla luce di queste nuove scoperte, si è provveduto a riclassificare la cannabis come una droga maggiormente nociva di quanto non si credesse. Va detto però, e questo non è evidente da ciò che si può leggere o ascoltare dai media, che in questi studi sono stati considerati soggetti che a) hanno cominciato a fare uso di cannabis in età molto ‘tenera’ (si parla di persone che hanno iniziato a fumare intorno ai 12-13 anni) e b) hanno iniziato subito con assunzioni massicce.
Mi sono posto da subito in maniera molto critica nei confronti di questi articoli e della maniera con cui sono stati pubblicizzati dai media. Che un ragazzino di 13 anni non debba fumare (o non debba bere o non debba assumere sostanze psicotrope in generale) è qualcosa che avrebbe potuto dire mia nonna senza bisogno di dover scomodare il Lancet! Ed il motivo per questo è abbastanza evidente. A quell’età, il cervello non è ancora completamente maturo, è ancora in formazione e, ovviamente, qualsiasi sostanza che possa interferire con il suo funzionamento, può portare ad un ‘prodotto finale’ potenzialmente diverso da quello che avrebbe dovuto essere normalmente. Questo genere di osservazioni però rimangono sul piano empirico-intuitivo e mancavano, fino ad oggi, di una base più solidamente scientifica. Questa è venuta proprio dal congresso a cui ho partecipato, grazie al lavoro di una ricercatrice irlandese, Veronica Campbell, che ha deciso di studiare gli effetti dei cannabinoidi in maniera differenziale, in animali di laboratorio giovani ed adulti. Facciamo solo un paio di premesse. La morte di neuroni è un meccanismo importantissimo nello sviluppo del cervello e non necessariamente un evento negativo. Alla nascita, ciascuno di noi si ritrova un surplus di neuroni, molti dei quali inutili. Durante lo sviluppo post-natale, queste cellule sono sottoutilizzate e proprio a causa di questo scarso utilizzo vengono selezionate per l’eliminazione. In questo modo, il cervello provvede a plasmare circuiti nervosi ben definiti sui quali si poggiano i nostri tratti caratteriali oltre che, ovviamente, le nostre abilità cognitive e locomotorie. Pertanto, la morte cellulare programmata (apoptosi) è un tratto funzionale caratteristico dell’attività cerebrale dei cervelli giovani mentre invece nell’adulto i programmi apoptotici, seppur sempre presenti, sono silenti, in quanto ormai il cervello è ben formato, i circuiti sono definiti ed attivi, e non c’è più esubero di neuroni. Va detto anche che i principi attivi della cannabis esercitano un effetto inibitore sull’attività nervosa dei neuroni. La cannabis comporta un abbassamento del ‘tono’ neuronale.
Ciò che ha visto la Campbell, somministrando cannabinoidi in ratti al secondo giorno di vita ed in ratti adulti, è che nei ‘cuccioli’ di ratto, i cannabinoidi portano ad un potenziamento indiscriminato dei programmi apoptotici, con conseguente morte di neuroni che altrimenti sarebbero mantenuti per il buon funzionamento dei circuiti cerebrali. Al contrario, nei ratti adulti, i cannabinoidi non hanno esercitato nessun effetto sui programmi apoptotici dei neuroni. In altre parole, abbassando il tono dell’attività nervosa nei cuccioli di ratto, la cannabis inganna il cervello che ‘etichetta’ quei neuroni come ‘inutili’ dal momento che ‘lavorano poco’ e li seleziona per la morte cellulare, i cui programmi sono già di per se molto attivi. Nell’adulto invece, essendo questi programmi già silenti, l’abbassamento del tono di attività nervosa, non indirizza i neuroni verso l’apoptosi, dal momento che questa non è più così attiva. Va da se che la perdita di neuroni in età precoce può portare ad importanti alterazioni nelle normali funzioni ed abilità cognitive dell’adulto, da cui deriva la maggiore incidenza di condizioni di tipo paranoide o schizoide che gli autori dell’articolo comparso sul Lancet hanno registrato tra i soggetti studiati che hanno iniziato a fare uso massiccio di cannabis in età precoce.
Tutto ciò fornisce una solida base scientifica alla nostra conoscenza sugli effetti delle sostanze psicotrope sul cervello, oltre che innalzare mia nonna al rango di ‘scienziato’. Ma ha anche altre implicazioni ben più interessanti. Come ho detto in precedenza, un cervello giovane può risentire maggiormente degli effetti della cannabis ed un cervello giovane è composto da cellule giovani in cui i programmi apoptotici sono ancora attivi. Ma come si misura l’età di una cellula? Un buon indicatore è la sua capacità di dividersi per generare altre cellule. I neuroni, come quasi tutte le cellule del nostro corpo, perdono questa capacità ad uno stadio molto precoce. Ma talvolta, queste cellule possono, ahimè, ‘ringiovanire’ ed iniziare di nuovo a dividersi…è ciò che accade quando una cellula normale subisce una trasformazione ‘neoplastica’. Ovvero quando una cellula normale diventa una cellula tumorale. Ebbene è stato visto, con esperimenti condotti per ora solo ‘in vitro’, che gli stessi programmi apoptotici che la cannabis attiva nei neuroni ‘giovani’ possono essere attivati anche in diverse linee di cellule ‘ringiovanite’, ovvero tumorali. In altre parole, specifici cannabinoidi sono in grado di indurre morte cellulare selettivamente in cellule tumorali ma non in cellule ‘adulte’ e normali, attraverso meccanismi simili a quelli che ho descritto in precedenza. Cellule neoplastiche appartenenti a particolari tipi di leucemia, ad esempio, rientrano in questa categoria.
Molti altri sono stati gli esempi riportati in questi simposi di usi terapeutici della cannabis (ad esempio nei disturbi alimentari).
Rimango a disposizione per chiunque volesse chiarimenti ulteriori e rinnovo il massimo rispetto alla buonanima di mia nonna che, evidentemente, la sapeva lunga!

Monday, April 02, 2007

Il blogger in prima linea!

Direttamente dal 19 congresso della British Neuroscience Association il vostro blogger-sul-campo vi anticipa che molto presto su questi 'schermi' verranno commentate con dovizia di particolari freschi tutte le preoccupazioni recentemente pubblicate sul 'Lancet' riguardo la presunta 'pericolosita'' della cannabis. Notizie che, ne siamo sicuri, gia' adesso vengono cavalcate da proibizionisti di ogni sorta ma che in realta' si rivelano essere, se non completamente, almeno in buona parte prive di fondamento. Brutta cosa la strumentalizzaizone dell'informazione...voluta o meno che sia.
A presto

Wednesday, November 15, 2006

Verde è bello!

Quanto sa essere fastidiosa la menzogna. Tanto quanto l’ignoranza, se non di più. Arroganti, petulanti, bigotti di ogni sorta che da ieri si riempiono la bocca di parole come ‘droga’ o ‘dipendenza’ senza avere la benché minima idea di quello di cui pretendono di parlare, buttando nello stesso pentolone della loro superficialità la cannabis e l’eroina o la cocaina o, peggio ancora, la nicotina. Sbandierano rischi di ‘escalation’ nell’uso giovanile delle ‘droghe’ che semplicemente non sono mai esistiti. Mostrano icone del degrado che affermano di essere partiti da uno spinello per poi giungere alla siringa, come se questo percorso fosse inevitabile, senza capire l’assurdità di un assioma del genere. O forse lo capiscono perfettamente ma preferiscono ignorarlo, per mantenere la propria immagine fascista saldamente ancorata a quegli ideali di ‘rettitudine’ morale che vorrebbero imporre al resto del mondo, salvo poi infarinarsi il naso in privato, lontano dagli indiscreti occhi dei ‘comunisti’. E allora giù a vomitar menzogne Muccioli, il Vaticano, Giovanardi, Il Giornale, Storace, Formigoni…”La cannabis è una DROGA!”; “Il ministro Turco ignora completamente la drammatica realtà di persone di ogni età che sono sotto il rischio continuo dell'utilizzo delle DROGHE!”; “Un segnale negativo per migliaia di GIOVANI!”; “rappresenta un pericoloso avviamento verso altre sostanze STUPEFACENTI!”…tutte chicche prese dall’Osservatore Romano, o da Formigoni, che è lo stesso. Oppure “Si parte dal FUMO e si arriva in comunità!” (Muccioli) e via dicendo. Vecchi tromboni stonati che ancora insistono a voler negare l’innegabile, convinti che persino l’evidenza scientifica possa essere qualcosa di sindacabile.
Crepate! La cannabis NON è una droga, o se lo è, lo è meno di quanto non lo sia la caffeina, molto meno di quanto non lo sia l’alcool ed infinitamente meno di quanto non lo sia la nicotina, tutte sostanze che non solo creano dipendenza, cosa che la marijuana NON fa, ma che ammazzano a spron battuto e che sono tranquillamente in commercio. Senza contare gli innumerevoli antidepressivi o ansiolitici benzodiazepinici che massacrano corpo e mente e che potrebbero benissimo essere sostituiti dai derivati del tetraidrocannabinolo. Senza contare gli infiniti usi terapeutici in cui queste molecole potrebbero tornare utili, come antidolorifici, come miorilassanti, e via dicendo.
Ipocriti mascalzoni! NESSUNO STUDIO ha mai dimostrato un legame di causa-effetto tra l’uso di cannabis e l’uso di sostanze da abuso più pesanti. Nemmeno quelli governativi. Nemmeno quelli commissionati da governi conservatori come quello di Nixon negli USA o quelli della Tatcher in UK! Anzi, più di uno di questi studi ha dimostrato come l’uso di cannabis possa portare ad una diminuzione nell'uso di altre droghe, come la nicotina (che per inciso, come droga è anche più potente dell’eroina). Smettere di fumare con la marijuana non è un ossimoro, è realtà.
Eppoi, maledetti ipocriti corvacci del Vaticano, se volete preoccuparvi dei giovani, preoccupatevi di quelli che i cattolicissimi USA mandano quotidianamente al fronte nei tanti conflitti con cui tentano di esportare democrazia e progresso nel resto del mondo!
Mi fate schifo!

Letture consigliate:
“La marijuana fa bene, Fini fa male” di Guido Blumir. Stampalternativa.