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Monday, July 07, 2008

Lo spirito dei Giochi

In Cina, il numero 8 è considerato un auspicio di buona sorte. I matrimoni si celebrano in genere l’8 del mese, le transazioni economiche riguardano generalmente cifre che terminano con un 8, indipendentemente dal numero di zeri, e via dicendo. Non sorprende pertanto che la Cina si sia sbattuta tanto per poter ospitare i Giochi Olimpici di quest’anno. Raggruppare tanti ‘8’ tutti insieme (la cerimonia di apertura è prevista per l’8 Agosto), lascia sperare in fortuna e prosperità. Per vedersi concedere il benestare ad ospitare questi giochi però, la Cina ha dovuto confrontarsi con un problema non da poco. Ovvero, la libertà d’informazione. Migliaia di cronisti e giornalisti arriveranno in Cina per questi giochi, e non avrebbero certo avuto vita facile in un paese in cui le restrizioni all’informazione sono, notoriamente, pesantissime. Così come anche le conseguenze per chi cerca di aggirarle. Però, lo 08/08/08, tira troppo e quindi il governo cinese ha accompagnato la propria candidatura ad ospitare i giochi con un pacchetto di leggi ‘temporanee’ (sic!), fatto su misura per consentire ai cronisti stranieri di intervistare ‘chiunque, in qualsiasi parte del paese ed a qualsiasi proposito durante tutta la durate dei giochi olimpici’. Questo pacchetto di leggi è entrato in vigore il primo gennaio del 2007 e rimarrà valido fino ad ottobre del 2008.

Se ci si sforza di ignorare due piccoli dettagli, e cioè che emettere leggi, seppur temporanee, che estendono la libertà d’informazione, rappresenta indirettamente un’ammissione della mancanza di tale libertà e che tali leggi sono state bellamente ignorate dal 2007 ad oggi (vedi tutte le restrizioni imposte e gli abusi e minacce subìti da cronisti internazionali durante le recenti agitazioni popolari in Tibet), allora sembrerebbe che i nostri Varriale e Galeazzi possano stare tranquilli.

Sembrerebbe però. Il condizionale, in questo caso, ce lo suggerisce Human Rights Watch. HRW ha reso disponibile sul proprio sito una Guida dell’inviato per spiegare ai reporter di tutto il mondo come comportarsi durante le prossime Olimpiadi in caso di problemi con il governo cinese e per metterli in guardia contro le stesse leggi che dovrebbero proteggerli, oltre che per spronarli ad eccedere il loro mandato per denunciare violazioni dei diritti umani e per menzionare quei casi specifici di persecuzione contro i giornalisti avvenute in Cina che altrimenti, come al solito, passerebbero tranquillamente sotto il più totale silenzio.

Il documento è illuminante e spiega come queste leggi temporanee siano state scritte in termini talmente generici da consentire praticamente al governo cinese di intervenire senza problemi e legittimamente in qualsiasi momento. Si sofferma soprattutto sul fatto che queste leggi sono state fatte espressamente per i cronisti stranieri, ma non sono da considerarsi valide per quelli cinesi. Quanti cronisti occidentali o sudamericani o africani parlano il cinese? Quanti di essi necessiteranno di interpreti, contatti, autisti, tecnici ecc. nati in Cina? Tutte queste persone sono e restano soggette a minacce, persecuzione, incarceramento e persino tortura qualora col loro operato dovessero contribuire alla divulgazione di notizie scomode o proibite. Lo stesso dicasi, ovviamente, per le persone che vengono intervistate. Ammesso chiaramente che tali notizie riescano a passare le maglie della censura governativa che, indipendentemente da qualsiasi legge, rimangono strettissime. Persino agli atleti vengono imposti ‘suggerimenti’ su come utilizzare il proprio blog durante i giochi, qualora ne abbiano uno.

HRW si preoccupa di questo ed altro ed infila in questa guida tutto quello che passa tra il consigliare di portare sempre con sé il passaporto e l’indicare i siti dai quali scaricare quei software che consentono di nascondere il proprio IP ai cyber poliziotti cinesi, o di ingarbugliare il suo tracciamento rimbalzandolo per tutto il mondo.

Per conto mio, io continuo ad ululare...

Monday, December 10, 2007

Ululare contro!

Prodi: “Non incontrerò il Dalai Lama. Sarò via da Roma per precedenti ed inderogabili impegni”.

Lesandro: “Mi auguro che tu debba andare dove molto sentitamente ti sto mandando io adesso”.

Non c’è niente da fare. Ormai abbiamo imparato a rispondere alle tensioni internazionali calandoci le braghe e ponendoci nella giusta posizione per facilitare la penetrazione ora da parte degli americani, ora dei russi e adesso anche dei cinesi. Terribili peraltro, nonostante la statura. Sembra che i vertici del PCC, a seguito dell’inaspettata apertura da parte della sindaca di Milano, ex devastatrice del sistema scolastico/universitario, Letizia Moratti (hai guadagnato 10 punti Letì), abbiano sobbalzato indispettiti esclamando tutti in coro ‘Moltacci!’.

E così, sua Santità Tensin Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, viene relegato al ruolo di Calimero. Un ruolo tutto italiano in verità, visto che i maggiori leader politici di USA (Bush), Canada (Harper), Austria (Gusenbauer) e Germania (Merkel) non hanno esitato ad aprire le porte delle rispettive residenze presidenziali per offrire al brutto anatroccolo almeno un cappuccino ed un cornetto caldi.

Bisognerebbe ULULARE al boicottaggio delle prossime olimpiadi. Dopo questo, dopo la strage di monaci in Tibet (a tutti consiglio Ama Adhe, “La voce che ricorda”), dopo e durante la strage già dimenticata di monaci buddisti in Birmania, bisognerebbe ululare al boicottaggio.

E io ululo porcozzio!

Dal sito del CONI è possibile inviare messaggi agli atleti della squadra italiana. La pubblicazione è ovviamente moderata, per cui non accetteranno mai il mio (per quanto si legge “Questo servizio ti permette di inviare un messaggio di testo che verrà poi pubblicato sul sito. Non verranno pubblicati messaggi lesivi della moralità, della dignità altrui e contrari ai principi di etica sportiva”, ed io non ho intenzione di essere né immorale né lesivo). Però io lo invio lo stesso. E chi mi ama mi segua e ululi con me!

Questo il testo.

Cari atleti della squadra italiana. Vi siete allenati per anni nel tentativo di realizzare il sogno di una medaglia olimpica e sono sicuro che portereste in alto i colori del nostro Paese. Ma partecipando ai prossimi giochi, vi renderete, e purtroppo ci renderete tutti, complici del crimine mediatico di chi vi utilizzerà per mascherare da paese moderno ed evoluto un regime sanguinario e totalitarista. Lo stesso che opprime da decenni il Tibet e la Birmania. Con tutto il mio rispetto per il vostro impegno, i vostri sacrifici e la vostra professionalità, vi chiedo di rappresentare il nostro paese in modo diverso e più alto, e di rinunciare. Grazie