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Tuesday, October 06, 2009

La maschera gettata


Quando le querele, gli editti bulgari, i proclami televisivi dei direttori del TG1 non bastano piu', allora scendono in campo i veri professionisti. La comunanza di idee tra questi anonimi signori (ricordiamo che Sandro Ruotolo e' nel mezzo di un reportage sulla mafia) e svariati (se non tutti) rappresentanti del nostro parlamento e' sorprendente solo per i piu' ingenui.
Caro Minzolini dei miei coglioni, impara cos'e' un giornalista, tante volte i precedenti esempi non ti fossero arrivati.

Friday, February 06, 2009

Scontri epici

Ho appena ascoltato il famosissimo perito Genchi affermare in (pesudo)diretta streaming ad Annozero che, in occasione dell'esame di alcuni computer che gli erano stati affidati per svelarne i segreti, si è SCARICATO e MANTIENE alcune canzoni di GUCCINI e DE ANDRE' che non aveva. Alla notizia, l'avvocato nonchè onorevole nonchè difensore personale del Premier, Niccolò Ghedini ha esclamato "SEI UN COMUNISTA! è scritto nel codice..."

Saturday, December 06, 2008

Dispiaceri politici


Perche’ e’ sbagliato che un personaggio come Vladimir Luxuria abbia partecipato ad un programma come l’isola dei famosi? Me lo sono chiesto ieri mentre guardavo la registrazione della puntata di Annozero in cui si parlava di questo. Partendo dal presupposto che fosse sbagliato ovviamente, che’ e’ qualcosa che sento in maniera istintiva. Tanto per cominciare perche’ ‘Vladi’, come ieri la chiamava Sansonetti, e’ passata dall’essere un personaggio di spettacolo all’essere un personaggio politico. E come tale, devo dire che ci ha abituato davvero male. Nel senso che e’ stata, con ogni probabilita’, la figura piu’ di spicco dell’ultimo abbozzo di governo del centrosinistra. E non tanto per il fatto di essere un transgender (cosa che per la prima volta mi ha fatto sentire fiero del mio paese), quanto per preparazione, dialettica ed intelligenza. Insomma, una persona di tale levatura rischia lo sputtanamento se va ad impelagarsi in un format televisivo come quello. Chiamare un gay ‘frocio’ o ‘faggot’ e’ offensivo. Ritrovarsi in uno studio come quello di Santoro a sostenere la liceita’ di un programma come l’isola dei famosi insieme all’ennesima velina fidanzata dell’ennesimo calciatore, secondo me, se non offensivo dovrebbe essere, per una come 'Vladi', quantomeno imbarazzante.
Chi segue questo blog, sa come la penso sui reality. Sono lo strumento primario attraverso cui i media perseguono l’ottundimento cerebrale della popolazione. Non a caso, e’ un format adorato da tanta parte della destra italiana. Milioni di persone sbavanti davanti al video, aspettando che due o piu’ persone inizino a fare a cazzotti, a mangiare merda o, magari, a scopare. Sbagliano sia Sansonetti che Luxuria se pensano che tutto questo educhi la gente alla tolleranza o generi la ‘discussione’ su problemi come l’emarginazione, la discriminazione o la negazione dei diritti per i gay. E per un motivo molto semplice. A quelle persone, che magari per un attimo hanno smesso di sbavare davanti al video pensando, con l’unico neurone rimasto, al fatto che essere un trans non significhi essere un alieno, molto presto verra’ rifilata una nuova serie, e potranno beatamente ricominciare a sbavare, dimentichi di tutto il resto, buoni propositi inclusi. Il risultato e’ l’estrema banalizzazione di problemi invece serissimi e attuali, se non drammatici. E lo dimostra l’articolo che compare sul sito del Corriere di oggi, in cui una Simona Ventura delirante viene esaltata, e si auto-esalta, come colei che avrebbe ‘svecchiato’ la sinistra italiana. Trafiggendo le ardenti speranze di noi ‘sinistri’ con un feroce “Non saro’ un idolo rosso”!

Che enorme dispiacere che ci dai, Simona.

Saturday, October 18, 2008

Giovani saggi e vecchi porci


Una volta mi ricordo che aprivo i giornali, leggevo le notizie e puntualmente mi incazzavo come una serpe. E dopo essermi incazzato venivo sul blog e scrivevo. E mi riusciva anche bene, se posso dirmelo da solo. Ora, per qualche motivo che non riuscivo a focalizzare, non mi riesce più. Leggo i giornali, seguo le notizie, guardo quei pochi programmi di approfondimento che vengono trasmessi su internet e dopo un po’ inizio a sbadigliare. Una volta aspettavo il giovedì sera per vedermi annozero e mentre lo guardavo mi venivano in mente post ed articoli. Oggi, mi sono visto la puntata di giovedì scorso. Crisi finanziaria, tagli a scuola, università e ricerca, licenziamenti. Ex dipendenti che fanno lo spogliarello per protesta e si presentano in trasmissione con cartelli e striscioni. Maggioranza ed opposizione in studio più un giornalista ed un tecnico. Sembrava quasi una formazione tipo. I due politici seguono il copione di quasi tutti i politici che sono passati nello studio di Santoro. Ovvero, come prima cosa, presentano le credenziali e srotolano sul tappeto tutto quello che secondo loro avrebbero fatto di buono negli ultimi novantasette anni che sono stati in parlamento. Anche se non c’entra un cazzo con l’oggetto della trasmissione. Poi iniziano il balletto del ‘perché noi nel settantadue abbiamo fatto questo e quest’altro mentre voi facevate quello e quell’altro’, sacrificano poveri, emarginati, malati, disoccupati e licenziati sull’altare imponente e fangoso della cronica amnesia dello spettatore italico e piano piano si allontanano dal problema di cui invece si dovrebbe discutere, non senza aver prima citato numeri, percentuali, leggi e leggine completamente estranei al vivere ed al sentire quotidiani. Il tecnico puntualmente appare in studio con l’aria di chi pensa di essere la più alta espressione di grazia che Dio sia riuscito a produrre su questa terra e ride, anche quando qualcuno gli dà del coglione. Ride con fare paterno e misericordioso e benedice l’assemblea con dotte citazioni. Il giornalista, che conosce il meccanismo, non apre bocca se non quando interrogato e parla in totale sei-sette secondi.
Ed ero lì, che assistevo sbadigliando a questo spettacolo mortalmente noioso, infiocchettato da un imprenditore padano neuroleso che se la rideva di chi è stato licenziato giustificandosi con frasi sconnesse il cui succo avrebbe dovuto essere ‘m’importa sega dei licenziati, sono io che li licenzio!!!’, quando ad un certo punto si è alzato un ragazzo. Uno studente universitario che si muoveva e parlava come Nucleo e Capsula ma che, nonostante tutto, ha espresso un concetto che mi ha lasciato alquanto a bocca aperta e che riporo testualmente: “la VOSTRA crisi economica NON la pagheremo NOI. Non è pensabile in un paese civile, considerare la conoscenza un costo da tagliare”.
Queste poche parole mi hanno fatto dimenticare tutto il resto, tranne la Granbassi, che me la spupazzerei tutta anche sui chiodi. E questo per me è un problema, perché mi conduce a formulare tre possibili conclusioni, tutte abbastanza preoccupanti in verità. La prima, la peggiore, è che sto diventando uno di quei qualunquisti dediti al ‘è tutto un magna magna’. Ma sinceramente non mi ci vedo poi tanto. La seconda, la più improbabile, è che sto ringiovanendo. Ma, la carica ormonale non basta a supportare questa conclusione. E comunque non noto particolari segni di ricrescita tricologica. Pertanto non mi rimane che la terza, temo. E cioè che sto invecchiando. Se tutto questo circo di chiacchiere, che puntualmente non porta mai a nulla di veramente concreto, fatta eccezione per il rincoglionimento dello spettatore medio, ormai mi annoia a tal punto, e se solo poche parole, dirette, chiare ed inequivocabili riescono a catturare il mio ragionamento ed a rimetterlo in moto, allora significa proprio che sto diventando vecchio.
Un vecchio saggio.
E porco.

Thursday, May 01, 2008

Preghierina della sera

Sto guardando in streaming 'Annozero'. Vorrei lanciare un appello a tutti i blogger che mi leggono: Se stasera o domani deciderete di parlare di quanto detto durante questa trasmissione, per favore! non menzionate lo schizofrenico phonato. Quella persona esiste solo fintanto che se ne parla. Se non ne parliamo per niente magari scompare. Grazie.

Saturday, October 06, 2007

La Casta Impreparata

È anche colpa nostra forse. Abbiamo sempre dato un’impressione sbagliata. Colpa nostra, di chi ha sempre vissuto la realtà politica italiana al riparo da tanti malanni, senza essere mai sfiorati da problemi seri. Illegalità, criminalità, povertà, sono tre accenti contro cui, a parole, ci siamo sbattuti tutti ma poi, nei fatti, non siamo mai stati altrettanto incisivi ed abbiamo accettato passivamente le briciole che ci venivano lanciate dal mondo politico. Briciole fatte di frasi ad effetto, panini telegiornalistici, commemorazioni e lapidi, dando l’impressione di essere ben contenti di non doverci immischiare più di tanto in realtà che, credevamo, non ci toccassero da vicino. Il proverbiale struzzo che ficca la testa sotto la sabbia. E
così facendo si è raggiunto un eccesso, una condizione estrema. Quella in cui la casta politica comincia a pensare che quella maschera di perbenismo dietro cui celava i propri interessi non sia più necessaria, dal momento che il ‘popolo’ è accondiscendente, non replica, non risponde. E ci restano siceramente male, sono sinceramente sorpresi adesso che si accorgono che quell’impressione è sbagliata. Quando si accorgono che uno magari non scende in piazza, ma ciononostante registra, incamera, ricorda e poi tira le somme. E s’incazza!
Leggere i commenti del mondo politico alla trasmissione Annozero di giovedì scorso è allucinante. Viene davvero da pensare ‘ma dove abbiamo sbagliato?’. Voglio riportarne alcuni, quelli più assurdi secondo me.

“È stata una puntata a senso unico”, Franco Marini, Presidente del Senato. Che cazzo significa? C’era una notizia da commentare e da approfondire. In studio c’era chi rappresentava la gente a sostegno del magistrato e chi rappresentava il governo (e conoscendo il modus operandi di Santoro scommetto che Mastella sia stato ampiamente invitato). Se la trasmissione è risultata a senso unico è solo perché unica è la conclusione a cui ciascun essere senziente giungerebbe dopo essere venuto a conoscenza dei fatti reali (ovvero quelli che non si sentono dai telegiornali) dalla viva voce dei protagonisti coinvolti. Mi domando come avrebbe dovuto cambiare il tutto per risultare ‘a doppio senso’. Forse bisognava ripetere ogni tot minuti “si vabbè, però il ministro di grazia e giustizia è anche simpatico ogni tanto”.

“un errore trasformare Mastella in un capro espiatorio dei difetti della politica”, Paolo Gentiloni, ministro delle telecomunicazioni (credo…). Ma nessuno trasforma Mastella in capro espiatorio. Fa tutto lui da solo. È lui che manda le ispezioni e suggerisce i trasferimenti, e sempre quando c’è qualche compagno di merende che rischia di finire dietro le sbarre. Di chi altri si sarebbe dovuto parlare in trasmissione? Del Milan? A chi si sarebbe dovuto riconoscere la responsabilità dei fatti? All’aviaria?

Secondo Landolfi poi “Il giornalista non deve avere timori reverenziali verso nessuno. Quando però si trattano temi delicati è opportuno non solo garantire una trasmissione equilibrata ma anche in grado di consentire ai telespettatori di formarsi un convincimento quanto più aderente alla realtà”. Piccolo problema. Erano i telespettatori stessi, quelli che quei problemi li sperimentano quotidianamente sulla propria pelle, a fare la trasmissione. E ancora, che significa più equilibrata? Che dovevano scontrarsi in 11 contro 11 su un campo di calcio? Che bisognava fare la cronistoria dell’operato politico mastelliano come si fa col Duce, che era un dittatore però ‘ha anche fatto qualcosa di buono?’

La verità, è che questa casta politica non era pronta. È indifesa di fronte a mastini dell’informazione come Travaglio e Santoro, inerme di fronte alle parole semplici e dirette di Salvatore Borsellino, sconfitta di fronte alla determinazione di Rosanna Scopelliti. E non ci sta. Rimprovera a queste persone di non essere il gregge di pecore che credevano fossero.

Temo che il processo sia ormai irreversibile cari ‘compagni’. Fareste bene ad abituarvi.