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Tuesday, February 21, 2012
Gente che spera...che cambiate lavoro tutti e due
Ho letto il testo del nuovo inno pidiellino. Quello che si dice sia stato composto da Berlusconi in persona. Poi ho letto il testo della canzone 'Gente che spera', degli Articolo 31. L'ex cantante del gruppo si dice infuriato perchè secondo lui il nuovo inno berlusconiano è stato copiato dalla sua canzone. In effetti ci sono molte somiglianze tra i due testi. Eppure non parlerei di plagio. Parlerei di statistica. Quando due persone buttano parole a casaccio nel testo di due canzoni, per la legge dei grandi numeri, prima o poi qualche somiglianza tra i due testi viene fuori.
Wednesday, March 31, 2010
Para-Lesandro
Ci sono tre anni prima delle prossime consultazioni elettorali. Tre anni. E' da ieri che non si sente dire altro a destra. Non si fa che parlare di questi tre anni durante i quali dovrebbero finalmente concretizzarsi quelle riforme di cui si parla da sedici anni invece.Ed a me suona tanto come una minaccia. Sembra di sentire queste persone che dicono "abbiamo tre anni per fare tutte le nostre porcate senza che nessun cittadino possa dire nemmeno mezza parola".
Pensateci. Ricordatevi, voi che li avete votati, di quello che sentite dire oggi quando nel 2013, alla vigilia della nuova campagna elettorale, sentirete queste stesse persone dire che il pozzo di merda in cui è definitivamente caduto il Paese è colpa della magistratura politicizzata, piuttosto che degli extracomunitari, piuttosto che di Di Pietro o dei comunisti. E quando ve ne sarete ricordati, pensate pure che sono ormai diciannove anni che vi prendono per il culo.
Nella migliore delle ipotesi...
Nella migliore delle ipotesi...
Saturday, March 28, 2009
Mentre qui invece...
Comunque saranno il partito degli italiani liberi. Se ne deduce che, da qualche parte nel nostro paese, devono esserci anche degli italiani che non sono liberi. Ma poi, chi sono gli italiani liberi? e liberi da che cosa? Liberi dalla burocrazia forse. Quella specie di mostro arrogante che impedisce alla gente di erigere verande, sale hobby e garages laddove l'italia illiberale vorrebbe preservare il paesaggio, il panorama o l'ultimo metro quadro di margherite urbane. Liberi dall'informazione, altra mostruosità che pretende di dire alla gente come stanno le cose, di portare tutti a conoscenza dei fatti. Quando invece la conoscenza dei fatti è solo una gran rogna. Meglio rimanere all'oscuro, "occhio non vede...". Eppoi che se ne fa l'uomo libero dell'informazione quando può scegliere tra Amici, il GF o il campionato di calcio? Gli omicidi comunque avvengono solo tra i non liberi, al sud. E la corruzione, la collusione, gli intrighi. Bè, liberi anche da quelli, che non esistono più. Alla fine bastano un paio di decreti fatti su misura per liberarsi da tutto quel ciarpame illiberale. Liberi, di riflesso, dalla cultura. A che serve il sapere quando poi quello che conta è il famigerato pezzo di carta? A chi frega se il tuo diploma o la tua laurea è stato sudato sui libri o più semplicemente comprato dentro un istituto parificato o l'Università telematica Oviesse? Le competenze non servono più. L'uomo libero ha comunque la sua autostrada privata per accedere al lavoro. Il politico libero invece, non ne parliamo! Una volta, durante i tempi bui dell'illiberalismo selvaggio, aveva accesso al parlamento solamente chi avesse seguito un percorso di formazione durissimo. Fosse esso nelle aule universitarie o tra i lavoratori e nei sindacati. E difatti il Parlamento stesso traboccava di professori universitari, di militanti provenienti, ed in contatto costante, coi lavoratori, di gente che si alzava in parlamento e parlava, senza discorsi preparati e senza pizzini. Quel sistema è crollato, quindi non funzionava. Oggi che siamo riscaldati dal radioso sol dell'avvenire liberista, per entrare in parlamento devi prima aver superato le selezioni di Teo Mammuccari, oppure quelle del pool antimafia. E ancora liberi dall'Europa (che ci ridano ancora dietro questi turisti della democrazia, siamo liberi anche dalle loro risate), liberi dalla vergogna di votare per pregiudicati, inquisiti, condannati, liberi da quell'abominevole spirito di solidarietà che normalmente ti rovina la cena quando sullo schermo vedi gli effetti che tutto questo liberismo ha prodotto in casa nostra come all'estero. Liberi dal significato delle parole, se è vero che quella del piddièlle sarà una "RIVOLUZIONE MODERATA, LIBERALE, BORGHESE, POPOLARE E INTERCLASSISTA". Decisamente non c'era posto anche per un minuscolo 'democratica' in mezzo a tutti quegli aggettivi.
Tutto ciò però, non mi aiuta ad uscire da questo recinto degli italiani non liberi. Imprigionati da residui di coerenza e di curiosità. Bloccati nella morsa della constatazione continuativa dello sfacelo che viene fatto del lavoro, dell'ambiente e della cultura in Italia. Io imprigionato nella mia necessità di leggi basilari che siano uguali per tutti. Loro liberi anche dalle regole e dalla giustizia.
Sono stato in Italia, a Roma, recentemente. Mentre tornavo in aeroporto per prendere il volo che mi avrebbe riportato in UK, parlavo col tassista (rumeno) della brutta aria che tira in Italia per quelli del suo paese. "Per forza", mi rispondeva lui, "la maggior parte dei rumeni che sono venuti in Italia negli ultimi anni sono criminali. Lo credo che la gente li tiene in antipatia". Al che io gli ho chiesto "che c'avrà di tanto attraente l'Italia per i criminali rumeni...?". Lui mi ha guardato dallo specchietto retrovisore con gli occhi stralunati e mi ha detto "Ma come che c'avrà l'Italia di tanto attraente? C'ha di attraente che se rubi un sacco di farina in Romania ti fai 4 anni di galera, mentre qui invece..."
Mentre qui invece ci sono i partiti della Libertà e della Democrazia, chè mica siamo dei poveracci ex comunisti noi.
Forse Saviano, e gli altri giornalisti, intellettuali e politici non liberi come lui, si sbagliano. Forse quei carabinieri che gli hanno messo a scorta non sono lì per proteggerli. Sono lì per assicurarsi che non scappino. O che non rivelino anche l'ultimo segreto, quello sotto gli occhi di tutti. E cioè che, nonostante la caccia al comunista di cui questi uomini liberi si riempiono la bocca, loro sono molto più simili al PCUS che non al PNF, ed hanno fatto dell'Italia qualcosa di più simile all'Unione Sovietica che non all'Impero fascista. Mussolini almeno le grandi opere non si limitava a propagandarle e mai e poi mai avrebbe accettato di affacciarsi dal famoso balcone sulle note di 'Meno male che Benito c'è'!!!
Sunday, March 02, 2008
Quizzone

"la stragrande maggioranza del programma dei nostri avversari politici è composto di cose già viste e già lette. Un programma peraltro presentato da forze che hanno già governato l'Italia per diversi anni e non risulta che grazie a loro il Paese abbia visto grandi liberalizzazioni, trasformazioni e semplificazioni"
Domanda:
Chi ha pronunciato queste parole? Veltroni parlando del PdL o Berlusconi parlando del PD?
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