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Thursday, October 08, 2009

Speranze

"[I processi che mi scaglieranno addosso da Milano sono delle autentiche farse.] Io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica per andare là e sbugiardarli tutti. Queste cose qua A ME MI caricano. Agli Italiani GLI caricano. VIVA L'ITALIA, VIVA BERLUSCONI".

Ovvero, a parte gli strafalcioni sintattici ed il finale autoerotico (nemmeno Fidel Castro ha mai detto 'Viva Fidel'), praticamente quello che prova a fare da 15 anni a questa parte a suon di lodi e decreti legge.
Solo che ormai non ci crede più nessuno. Solo che stavolta sei un tantino a chiappe scoperte tesorino caro. Fini flirta col nuovo think-tank di Montezemolo, e strizza un occhietto miope ad una confindustria imbarazzata ed alla canna del gas, sperando in qualche novello Gesù Cristo che possa cavalcare un secondo miracolo italiano. L'altro occhietto poi lo strizza addirittura al PD. I cattolici te li sei fumati definitivamente e al massimo potrai contare su una Binetti col cilicio scarico o su un Mastella imbalsamato.
Chi ti rimane?
Pure Bossi ha ricominciato a fomentare il popolo. C'avrà il cervello devastato (ma non dall'ictus. E' proprio devastato lui), ma che il federalismo con te se lo può anche scordare ormai l'ha capito pure lui. E quindi è molto meglio rischierarsi subito con i padani. Meglio buttare tutto sotto il tappeto della secessione e della rivolta a SUV armato. Hai visto mai si rendono conto della cazzata che ha fatto a fidarsi di te e gli buttano addosso qualche colpa. Dopotutto sarebbe la seconda volta che ci casca. Meglio pararsi il culo e risvegliare quello zoccolo duro che s'era addormentato durante i deliri finanziari di Tremonti e davanti al faccino perfettamente ariano e pulito di Roberto Cota. Per sopravvivere in Parlamento.
Voglio essere ottimista però. Darci, cioè, darti una speranza. Perciò ti dico di non preoccuparti. C'è una bella villa confortevole che ti aspetta ad Hammamet. Ha già ospitato un illustre Presidente del Consiglio in passato. Un grande statista. Tu saresti il secondo. Certo, magari dovrai dare una rinfrescata, sostituire l'arredamento che s'è rovinato con la sabbia del deserto. Cambiare le puttane che ci ha lasciato il tuo amico, chè ormai sono invecchiate di brutto e gli vola via la dentiera mentre fanno la danza del ventre. Stai pure attento alla coca e al viagra che ormai saranno scaduti.
Ma questi sono problemini da poco. Tempo una decina d'anni, vedrai che qualche coglione che decide di dedicarti un vicolo o una piazzetta, prima o poi salta fuori.
Succede sempre.
Per tutti i grandi statisti.


PS
Nel (di)partire, cortesemente non lasciare indietro Bondi, Cicchitto, Bonaiuti e Gasparri. Abbi pazienza, ma già abbiamo seri problemi a smaltire la nostra di spazzatura.

Wednesday, October 07, 2009

Comunicazione di servizio

Si informano i gentili utenti di questo blog che FORSE siamo ancora in una democrazia.

Wednesday, February 25, 2009

Aппаратчик*


Copio e incollo dal blog della mia Gisella d'assalto preferita. Copio e incollo questi due filmati in cui un sorprendente Corrado Augias intervista Bruno Tinti, ex procuratore aggiunto alla Procura di Torino, il quale commenta gli effetti sulla giustizia italiana della legge che limita l'utilizzo delle intercettazioni come strumento investigativo e del lodo Alfano. Argomenti scottanti. Tanto che da subito un non meglio identificato 'commissario politico', come lo chiama lo stesso Augias, sente la necessità di avvicinare il conduttore, fuori onda, per invitarlo alla "moderazione".





Ora, le cose dette da Tinti sono ormai abbastanza note, anche se forse alcune un pò meno. Come ad esempio quella norma che, in un determinato processo, non consente di considerare le sentenze di processi precedentemente conclusi, ma collegati dallo stesso reato al processo in questione, costringendo il giudice a ripercorrere da capo tutto l'iter processuale (alla faccia dello snellimento della giustizia).
Quello che mi dà il voltastomaco è la semplicità con cui un 'commissario politico' riesca ad accedere ad una trasmissione di approfondimento. Che la politica eserciti, o tenti di esercitare, un controllo il più stretto possibile sull'informazione pubblica è qualcosa che chiunque avverte. Neo avvertiva Matrix attorno a sè, noi la censura, l'omissione, lo sviamento, il ritrattare ecc. Per questo, l'esistenza di una figura professionale di 'commissario politico' delegato al monitoraggio delle trasmissioni di approfondimento, con facoltà d'intervento sul conduttore in diretta, mi lascia tanto sbalordito quanto lo sarei se incontrassi l'agente Smith dal tabaccaio. Verrebbe da chiedersi in base a quali algoritmi questa 'sentinella' scelga i programmi da sorvegliare ed in cui intervenire. Cioè, come mai non ne 'avvertiamo' la presenza in programmi come, ad esempio, Annozero, mentre invece da Augias, che di certo non ha la stessa audience, si?
Il Commissario Politico. Con la maiuscola. A cercare su wikipedia per 'commissario politico', la prima frase che si legge è questa "Un commissario politico è un ufficiale incaricato da un PARTITO COMUNISTA di supervisionare un'unità militare". Pare se li inventò Trotsky.
Grottesco. Un ufficiale di regime che non vuole si sappia che per salvare le auguste chiappe del nostro Presidente del Consiglio si distrugge la Giustizia (non solo la Legge) in Italia. Grottesco ma coerente e lineare al tempo stesso. Sei un delinquente? Sei il benvenuto, anche il tuo signore e padrone lo è. Non sei un delinquente? Redimiti perdio! Dove credi di essere? In un paese civile?

* il titolo del post si legge Apparatčik, ed indica, per l'appunto, la figura del commissario politico nell'URSS