
Thursday, October 04, 2007
Dimenticanze occidentali
Atteggiamenti disumani, usanze orribili che si ripetono ogni volta che il potere militare e dittatoriale decide di reprimere in maniera disumana. Era successo in Cile con l’ascesa di Pinochet, dove i dissidenti venivano raggruppati nello stadio di calcio prima di sparire nel nulla. È successo in Argentina con i dissidenti lanciati in mare da elicotteri militari (vedi il film ‘Garage Olimpia). È successo in Rwanda, con i fiumi ed i canali intasati di corpi galleggianti sotto gli occhi dell’occidente indifferente. Adesso succede in Birmania. Sempre nello stesso modo e sempre sotto gli occhi dell’occidente che non si scomoda se non per sbadigliare davanti alle ‘solite’ immagini. È da un paio di giorni che le testate giornalistiche ignorano, o quasi, quel movimento di protesta che tanto ci ha entusiasmato nei giorni scorsi. Oggi, la casa del premio nobel per Che schifo
Wednesday, October 03, 2007
Mortacci
Monday, October 01, 2007
Vuote promesse per vuoto ministro
Nel nostro paese esistono delle misure legali per prevenire la presenza sul territorio di persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. Si tratta, in particolare, della legge 155 del 31 luglio 2005, promossa dall’allora ministro Pisanu, che prevede l’espatrio di personaggi giudicati pericolosi, anche quando il giudizio su questi sia in attesa di appello. È una misura estrema che venne messa in atto successivamente agli attentati nella metro di Londra e che mira a tenere lontani dal territorio personaggi pericolosi, rimpatriandoli nei rispettivi paese di origine. Fin qui, niente di sbagliato apparentemente. C’è però il caso che, nei paesi di appartenenza, gli imputati in attesa del processo di appello, trovino condizioni decisamente contrarie a quelle che sono le linee guida della nostra Costituzione. Parliamo di tortura e trattamenti disumani. Nassim Saadi, cittadino tunisino, venne assolto dall’accusa di terrorismo dal tribunale di Milano nel maggio del 2005. Il reato venne derubricato alla ‘semplice’ associazione a delinquere finalizzata a reati minori (falsificazione di documenti) e, in virtù del lungo periodo di carcerazione preventiva, l’imputato venne immediatamente scarcerato essendo il suo periodo detentivo ampiamente scaduto. Saadi è stato condannato anche in Tunisia, a 20 anni di carcere, da un tribunale militar, e la Tunisia è nota per non avere certo la mano leggera nei confronti dei propri detenuti. Specialmente quelli in aria di terrorismo. Al punto che, alcuni ex-prigionieri di Guantanamo rimpatriati in Tunisia, hanno più volte dichiarato che, se avessero potuto, avrebbero preferito tornarsene nel carcere cubano (e non certo per il rum credo). Sta di fatto che, nonostante il processo di primo grado si sia concluso con un’assoluzione il ministro Amato non ci ha pensato due volte a dare il foglio di via a questo tunisino. Human Rights Watch, che ogni giorno guadagna la mia personale stima per la capillarità dei suoi interventi, è intervenuta scrivendo una lettera al Governo (a Mastella...nientedimeno. Se sapessero...) e chiedendo la non attuazione della legge PS
La vignetta di Vauro è ovviamente riferita ad altri avvenimenti…ma ci stava troppo bene. Come sempre.
Saturday, September 29, 2007
La domestica 'Maria'
Ebbene si! Grazie al Tribunale di Cagliari, da adesso in poi coltivare due piantine di marijuana sul terrazzo di casa non è più reato. Già altre sentenze si erano pronunciate in questo senso nei mesi scorsi (senza peraltro ricevere nessuna attenzione sui media). Adesso, possiamo dire che esista una ‘giurisprudenza’ in questo senso. Era ora! La nuova sentenza ha distinto tra ‘coltivazione’ in senso giuridico e ‘coltivazione domestica’ indirizzata al solo uso personale di fitocannabinoidi. in altre parole ciascuno di noi è adesso libero di fare bella mostra di piantine verdi sul terrazzo di casa senza doverle nascondere nella vasca da bagno. O meglio…ciascuno di voi. Qui da me tutto ciò non è ancora permesso ed anzi non è infrequente vedere tipi ‘loschi’ andare a spasso per le ‘back alleys’ con enormi pastori tedeschi che fiutano l’aria. Fortunati. Che dire? Ci si guadagna in salute, tempo e, perché no, estetica domestica. Vuoi mettere una bella pianta di marijuana sul balcone al posto del solito, deprimente oleandro o dei soliti, politicizzati gerani? Nel giardino di casa dei miei genitori c’è un’ortensia dove il nostro gatto, specialmente durante i mesi caldi, va a nascondersi per cercare un po’ di fresco. Quasi quasi gli regalo una nuova foresta…tropicale. La dittatura indifesa
Quando l’esercito depone le armi il potere punitivo si spegne. La dittatura rimane indifesa. Spero che questa vicenda continui ad evolversi in questa direzione. Se così fosse, ci sarebbe solo una cosa che potrebbe fermare l’avanzata pacifica dei monaci e dei loro sostenitori: noi! Ovvero l’intervento dell’occidente. O della Russia, o della Cina.
Tengo le dita incrociate
Friday, September 28, 2007
Rosso di pace
Dico la verità, non conosco la storia della Birmania. Non so chi sia il carnefice che la governa adesso né la storia di quella dissidente Premio Nobel per la pace che vive reclusa da anni agli arresti domiciliari. Non nei dettagli per lo meno. Non lo so e lo vivo come una colpa imperdonabile. Ma anche non sapendo tutte queste cose, sono però certo di non parlare con leggerezza nell’esprimere tutto il mio disgusto e la mia rabbia per quello che sta accadendo in questi giorni in quel paese.
Camminano in file ordinate, protestano con fermezza contro il regime che li opprime. E muoiono con coraggio. Quel coraggio che Gandhi ha fatto conoscere all’occidente. Muoiono perché fanno paura. Fanno paura perché sono disarmati. Sono disarmati perché sono giusti. Fanno paura perché sono giusti. Fanno paura a noi che massacriamo popolazioni intere per ‘liberarle dalla dittatura ed esportare la democrazia’, ma non muoviamo un dito per aiutare loro. Che grosso sospiro di sollievo, che piacere immenso ci hanno fatto Russia e Cina nel porre il veto alle decisioni che altrimenti l’ONU avrebbe preso contro il massacro di queste persone. Ci hanno tolto la responsabilità di doverci tirare indietro davanti agli occhi del mondo intero. Hanno fatto il lavoro sporco per noi e adesso ci consentono di additarli all’opinione pubblica come i ‘cattivi’ che non vogliono intervenire perché hanno interessi economici troppo forti in quel paese. Una storia già vista. La ‘democrazia’ conviene esportarla dove c’è almeno un po’ di petrolio o di gas naturale. Fanno paura ai religiosi ortodossi di tutto il mondo. Ebrei, mussulmani, cattolici. Incapaci di difendere la propria identità religiosa senza sfruttare il prossimo o senza tirare il grilletto su qualcuno.
Sfilano ordinati per le vie del loro paese ma è come se sfilassero per le strade dei nostri. Quei morti che l’ambasciatore australiano dice di aver visto a decine per le strade del centro di Rangoon, è come se giacessero sotto al Colosseo, o alla torre Eiffel o a Westminster. Siamo colpevoli. Colpevoli di asservimento ed indifferenza. Se non lo fossimo, le nostre truppe avrebbero già lasciato l’Afghanistan e adesso starebbero proteggendo loro, i monaci buddisti di Birmania.
Wednesday, September 26, 2007
Anoressia mentale

ma vaffanculo.
Sunday, September 23, 2007
sssssssssssssh
Migliaia di mimi e di statue viventi stanno piangendo, nei centri delle città di tutto il mondo. Da Roma a Vienna a Londra a New York a Parigi. Marcel Marceau (Marcel Mengel, Strasburgo 1923 – 2007), è morto questa notte all’età di 84 anni. Personaggio d’altri tempi, di quando fare l’attore aveva un significato oggi scomparso. I tempi di Charlie Chaplin (di cui veniva considerato un successore) ed Ettore Petrolini, Stan Laurel ed Oliver Hardy e Totò. Artigiani dell’arte eletti per puro merito alle più alte cattedre, sono sopravvissuti a due guerre mondiali, e forse da esse sono stati generati. Lasciano in eredità al mondo un patrimonio di espressività, di emozioni e di riflessioni, tristi o comiche che siano, che non ha precedenti e non avrà successori. Spero solo di non dover ascoltare commemorazioni di sorta durante ‘Miss Italia’…
Tristezza…
Thursday, September 20, 2007
Quando il blogger diventa superfluo

Marco Travaglio
Monday, September 17, 2007
In Buddha's hands
Molti ricorderanno come nel marzo del 2001, prima della guerra in Afghanistan, una banda di miliziani talebani decise di far saltare in aria due enormi statue di Buddha scolpite nella parete di una montagna a Bamiyan, una vecchia di 1500 anni e l’altra di 1800. Il fatto suscitò enorme scalpore, la condanna dell’UNESCO ed il rammarico di numerosi esperti d’arte e di storia oltre a rappresentare in maniera molto simbolica l’intransigenza, l’ottusità e l’intolleranza di qualcosa che potremmo definire ‘il Male’ nei confronti di un’immagine pacifica che potremmo definire ‘il Bene’. Ricordo che un vecchio monaco buddista, in seguito alla demolizione della statua, iniziò una sentita serie di rituali e danze all’ombra delle rovine, al fine di ricacciare quegli spiriti maligni precedentemente tenuti a bada dalle divinità. Ebbe tutta la mia solidarietà devo dire. Oggi, altri miliziani talebani, appartenenti al Tehreek e-Nafaz e-Shariat e-Mohammadi (Tnsm), movimento per l’applicazione della Sharìa in Pakistan, hanno tentato un’impresa simile. Asserragliati poche miglia a nord del confine tra Afghanistan e Pakistan, nella Valle di Swat, dove nacque il buddismo tantrico, hanno tentato di demolire un bassorilievo del Buddha scolpito 1400 anni fa fuori del villaggio di Jehanabad. Hanno praticato dei fori nel bassorilievo, ci hanno infilato la loro dinamite, hanno azionato il detonatore e…non è successo niente. La dinamite è esplosa, ma la statua sembra non abbia riportato danni. Non so se ne abbiano parlato i giornali ed i telegiornali in Italia, né so se questo sia completamente vero. Però me lo auguro. Mi auguro che anche Buddha, pur così serafico e sorridente, abbia deciso di incazzarsi e di mettere un freno al tutto. Oltretutto non è che sia possibile fare affidamento su altri al momento…
Wednesday, September 12, 2007
Non in mio nome
Caro Ministro D’alema, è stata sua l’iniziativa di deplorare l’arresto dell’europarlamentare Borghezio da parte della polizia Belga per aver manifestato a Bruxelles, senza autorizzazione del sindaco di quella città, contro l’Islam (badi bene ministro, contro l’Islam, non contro i terroristi o Al-Qaeda o Bin Laden o contro l’integralismo. Contro l’ISLAM). Immagino che il suo intervento non sia da considerarsi ‘a titolo personale’. In quanto ministro degli Esteri, immagino lei abbia pensato di protestare con l’autorità belga a nome dei cittadini italiani per i quali lei lavora (o dovrebbe lavorare). Temo di doverla disilludere. Almeno per quanto mi riguarda. Prenda pure nome e cognome dal mio blog e corregga il tiro, esprimendo la sua protesta a nome dei cittadini italiani meno uno. Ha fatto presto ministro, ad indignarsi per quanto accaduto. Ha immediatamente alzato la voce, rivendicando la santità del parlamentare e la sua immunità da ogni forma di rispetto delle leggi. Poco importa che quel parlamentare urlasse contro una religione (che, glielo ricordo ministro, conta più di un miliardo e mezzo di seguaci sparsi in tutto il mondo) insieme a rappresentanti di movimenti xenofobi ed ultra-nazionalisti provenienti da tutta Europa. Poco importa che quello stesso parlamentare si sia fatto e si faccia quotidianamente portavoce di idee (ed azioni) profondamente razziste, non solo nei confronti di uomini e donne extracomunitari, ma anche italiani. Poco importa che quell’individuo abbia contribuito ad introdurre in Italia la politica urlata, sbavante e violenta dei proiettili inviati ai magistrati. Lei ha pensato lo stesso di doverlo difendere. Di dover alzare
La sua voce grossa non solo non incanta nessuno, ma ci sputtana bellamente agli occhi della comunità internazionale né più né meno di quanto non ci abbiano sputtanato gli sproloqui di Berlusconi ed i cinque anni del suo governo.
Perciò, caro ministro, le sue figure di merda le faccia a nome suo e basta. Non mi tiri dentro. Fosse stato per me, Borghezio non solo sarebbe rimasto in galera, ma, se possibile, nel braccio riservato agli extracomunitari. Ammesso che in un paese civile come il Belgio esista un braccio del genere.
Tuesday, September 11, 2007
Il minimo indispensabile

sull’11 settmbre 2001 come quella sul colpo di stato in Cile che portò Pinochet al potere dittatoriale. Quella del cosiddetto allunaggio come quella dei milioni di morti e ‘desaparecidos’ del Nicaragua, del Guatemala, dell’Argentina e via dicendo. Sarà sufficiente spostare il ditino sul tasto giusto e tutto questo verrà oscurato dalla più rassicurante maria defilippi che balla il merengue con un ballerino iperpalestrato e di 86 anni più giovane di lei. Ci prendono per il culo? E allora? È dal dopoguerra che ci prendono per il culo e ciononostante non abbiamo mai dovuto saltare un pasto. Che facciano pure.
Le vittime dell’ultimo conflitto tra occidente e medio oriente, da una parte come dall’altra, saranno anche senza colore, carne comunque bruciata sotto macerie comunque opprimenti. Ma i responsabili no. Ce l’hanno eccome un colore. Sarebbe ora che pagassero per i propri crimini, anche se questo, con ogni probabilità, non avverrà mai. Cercare di non diventarne complici attraverso l’indifferenza, attraverso una superficialità ed una ottusità tanto deleterie quanto volute, attraverso il rifiuto della ragione, è davvero il minimo che si possa fare.
Saturday, September 08, 2007
Aspettando Solzenicyn
Fino a pochi annni fa, quando ancora il termine ‘guerra fredda' aveva un senso, due grandi superpotenze si contendevano il controllo degli assetti economici e militari del pianeta. USA e URSS si sorridevano mostrando denti acuminati, spesso insanguinati e giocavano a spostare testate nucleari sui territori da loro occupati come fossero unità di Risiko. Nella filmografia hollywoodiana, il russo era il cattivo per eccellenza ed il terrorismo di matrice islamica era ancora relegato al ruolo di comparsa in qualche film comico. L’occidente anglosassone si ergeva santo ed immacolato sui grandi schermi di tutto il mondo a difesa di valori universalmente accettati come buoni quali democrazia, mercato e patatine fritte. Tutti noi vivevamo un po’ nell’angoscia di veder spuntare un funghetto atomico all’orizzonte. La caduta del muro (frase ormai eletta al rango di ‘proverbio’ per descrivere un presunto cambiamento radicale) ha cambiato gli equilibri in campo. I russi sono spariti dai cinema, sostituiti prima dai cinesi e poi, finalmente, dagli arabi. Democrazia, mercato e patatine fritte hanno invaso la piazza rossa ed i faccioni severi dei Leader sovietici, da Stalin a Cernienko, sono stati sostituiti prima da quello bonario di Gorbachev, che presto vedremo all’isola dei famosi, poi da quello alticcio di Eltsin. Mi sarei aspettato, dopo questi due, che a guidare Verrebbe voglia di lanciare una campagna tipo ‘compra anche tu un mattone. Ricostruiamo il muro’…
Tuesday, September 04, 2007
Mamma mia che impressione!
E io che credevo che Fioroni fosse un imitatore del mitico Mario Pio di Alberto Sordi. E invece prima ripesca dal pozzo scavato dalla Moratti gli esami di riparazione, poi manda in soffitta le famigerate tre ‘i’ tanto care al cavaliere (i-mpresa + i-nglese + i-nternet = i-diota o i-gnorante, a seconda) e rilancia materie prettamente comuniste come la grammatica, la storia e Deve
Riconosco di essere sorpreso. Ritenevo fondamentale un ritorno a modelli di insegnamento tanto vecchi quanto efficaci e tuttora mi auguro che vengano definitivamente archiviati sia la classificazione morattiana delle scuole che l’infame sistema di crediti e debiti, e si torni alle scuole elementari, medie e superiori con i vecchi voti. Ma non mi aspettavo decisioni del genere da un ministro come Fioroni. Non dopo un anno e mezzo di governo Prodi.
Il mio ego complottista urla alla magagna. Un ministro che sfila al Family Day che parla di valori della Resistenza ed opera affinché vengano insegnati nelle scuole? Sembra troppo bello per essere vero. Se qualcuno intravede la fregatura, per favore, mi illumini.
Monday, September 03, 2007
Un popolo di santi, eroi e navigatori

“Già strenuo combattente, quale altissimo Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, della criminalità organizzata, assumeva anche l'incarico, come Prefetto della Repubblica, di respingere la sfida lanciata allo Stato Democratico dalle organizzazioni mafiose, costituenti una gravissima minaccia per il Paese. Barbaramente trucidato in un vile e proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sublimava con il proprio sacrificio una vita dedicata, con eccelso senso del dovere, al servizio delle Istituzioni, vittima dell'odio implacabile e della violenza di quanti voleva combattere.”
Con queste parole, veniva riconosciuta alla memoria del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa la medaglia d’oro al valor civile. Parole fredde e volutamente pompose che purtroppo finiscono per sminuire la reale portata del sacrificio di chi le riceve.
Io avevo dodici anni quando fu ucciso. Ricordo che mio nonno, ascoltando la notizia al telegiornale, commentò dicendo ‘in quella prefettura pure la sedia dove si sedeva era mafiosa’. Facile da capire per un dodicenne. Più difficile immaginare il reale significato di queste parole, il retroscena del delitto Moro, le indagini su carte e documenti dello statista scomparse, poi riapparse, poi ricomparse di nuovo. L’assurdo intreccio tra terrorismo, P2, servizi segreti e politica di quegli anni, che ancora oggi viene in larga parte tenuto segreto. Volutamente, perché noi cittadini certe cose non dobbiamo saperle, ci fa male.
Quanto ci sarebbe da parlare, da spiegare, da rivelare su questa storia? Quanta curiosità dovrebbe suscitare in noi a 25 anni di distanza? Magari qualche giornalista ci avrà pure provato, ma senza lasciare traccia. In televisione per lo meno, la nutrice di chi ha ormai dimenticato i libri. Giuseppe Ferrara ed il suo ‘Cento giorni a Palermo’ rimangono una voce nel deserto che urla nella tempesta di puttanate che propone il cinema italiano. Poche parole oggi, per la commemorazione, e poi via a riparlare di Garlasco e del PD. Ucciso non due, ma mille volte. E da milizie ben più organizzate di quelle che quel giorno uccisero lui, Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.
Un popolo di eroi, santi e navigatori…ma quali? I nostri eroi oggi si chiamano Maurizio Corona, i nostri santi passano giornate intere chiusi dentro ad una casa sotto gli occhi di milioni di persone che aspettano solo di vederli scopare tra di loro.
Rimangono i navigatori. Quelli che da bravi fessi decidono di ‘cercare’ nel mare del web, spinti dalla curiosità, dalla necessità di sapere. Quelli che rinunciano ad andare in vacanza sul Nilo o a Miami etc.
Io, nel mio piccolissimo, ho deciso di farlo...nei limiti del possibile.
In Memoria
Thursday, August 30, 2007
I cani rivoluzionari della Sardegna
Il Nulla. L’abbiamo temuto. L’abbiamo intravisto in 5 anni di berlusconismo spinto, ma non si era mai rivelato appieno. Tormentava il nostro sonno e popolava i nostri incubi peggiori sotto forma di sorrisi smaglianti ad ottantadue denti pronti ad azzannare il ‘comunista’; ciocche di capelli trapiantati e rampicanti pronti a strangolarlo; veline mannare con vagine dentate pronte a sbranarlo. Per cinque anni abbiamo camminato guardinghi per le strade del paese, evitando i faccioni cartellonati degli ‘impegni concreti’ e dei ‘miracoli’ a burro e parmigiano, quasi temendo che reagissero a quel barlume di libero pensiero che ci è rimasto e ci piovessero in testa schiacciandoci. Poi, per qualche motivo che ancora non mi è chiaro, siamo stati chiamati alle armi e, forti della nostra disperazione, abbiamo indossato l’armatura elettorale, impugnato la matita e ci siamo infilati in quella cabina-panzer, pronti a sparare. Abbiamo sognato, abbiamo sofferto per una notte ed un giorno, ci siamo incazzati. Ed alla fine è arrivato Lui. Quest’essere chimerico mezzo uomo e mezzo padrepio, presentatosi agli italiani all’insegna della ‘maestà della Legge’. Col suo primo decreto legge ha svuotato le carceri…Abbiamo sperato di aver sconfitto il Nulla, ma al suo posto è arrivato suo fratello gobbo: il Niente. Oggi il Niente imperversa sulle nostre vite, ma è meno occulto del Nulla e più prevedibile. Non distrugge, si limita ad aspettare la fine naturale degli eventi. Magari dando una spintarella qua e là, per accelerare l’esito infausto, eutanasia forzata del pensiero, unico paziente che, nonostante l’immobilità e la sofferenza, ancora vorrebbe vivere. Ma il Nulla non è morto. Sbraita, sbuffa, si spettina e sfila in cortei di salme ben vestite che sventolano bandiere D&G, ma non dorme. Anzi, proprio adesso comincia a rivelarsi di nuovo. Ma stavolta in maniera più esplicita, diretta, senza vergogna. è alto, freddo, vestito da uomo che indossa la minigonna e le autoreggenti, stereotipato in ogni movimento, sorriso o sguardo. Il mio frigorifero s’è arrapato quando l’ha visto. L’ho portato a far riparare.
Il Nulla non parla, recita. Quasi nessuno l’ha mai visto di spalle ma alcuni giurano di aver scorto un cordoncino munito di anello fuoriuscire dalla schiena, tra le scapole. Non esprime concetti, parla di se stesso. Provate a trascrivere uno qualsiasi dei suoi discorsi e dopo cancellate tutte le parole inutili, i luoghi comuni, i congiuntivi sbagliati e le frasi fatte. Rimarranno solo le domande dei giornalisti, e nemmeno tutte. Non è in grado di sostenere una conversazione coerente. Reagisce invece in maniera monosinaptica a precise parole-stimolo che attivano direttamente il generatore automatico di risposte che Gasparri ha installato ad Arcore. Laureato in accavallamento di gambe, non è mai nato. È stato generato alchemicamente. Sotto gli occhi avviliti di un marmoreo quanto massonico Ermete Trismegisto, moderne tecniche di clonazione genica hanno sposato antichi processi di calcinazione. Il risultato magari non trasforma in oro i metalli vili, però smerda tutto il resto che è una bellezza.
Il Nulla, il Niente ed ancora il Nulla.
I cani della Sardegna sembrano essere gli unici ad aver percepito questo orrore, e cercano la libertà allo stato brado!
Wednesday, August 29, 2007
Tra 12 mesi vado in ferie

Eccomi qua, reduce da tre settimane di vacanze durante le quali sono tornato a respirare la mia lingua, a mangiare il mio cibo e, soprattutto, a bere il mio vino! Sarà cambiato qualcosa rispetto a tre settimane fa? Vediamo…apro il giornale e leggo “Al sud laurearsi non basta. Si lavora per ‘conoscenze’”; "Calabria: spari allo spettacolo di Benigni"; "Sommossa nella notte nel CPT di Bari Palese: due feriti". Ok, non è cambiato niente. Ricominciamo…
Friday, August 03, 2007
Buone vacanze a tutti
A presto
Wednesday, August 01, 2007
Harry "John Holmes" Potter
È interessante curiosare tra le chiavi di ricerca che la gente utilizza per accedere al mio blog. Ovviamente molti inseriscono sequenze di parole che magari ho utilizzato anche io in post diversi, e si ritrovano da Lesandro’s per sbaglio, però è proprio questa varietà che trovo interessante. E, da quando determinati post sono comparsi su questo blog, anche…preoccupante.Ad esempio, nel mese di luglio la chiave più utilizzata è stata la parola ‘millanta’, versione un po’ arcaica di ‘mille’ che compare nel mio post sulla liberazione di Hanefi. Segue, apparentemente campione indiscusso di ricerche cyberspaziali, la sequenza ‘legna da ardere’, argomento trattato dall’amico Fulmyne in uno dei suoi post al vetriolo. Fin qui parrebbe che gli italiani, azzardando un’improbabile media sulle poche visite del mio blog, siano tutti dei grandi romantici rispettosi dell’ambiente. Poi però le cose cambiano. L’impeto ecologista si smorza sulla terza posizione che chiama in causa il ‘prezzo dei fucili a pompa’…come si legge in un mio post ormai vecchio di qualche mese. Pertanto, consultate le prime tre posizioni, gli italiani apparirebbero come dei grandi romantici rispettosi dell’ambiente e un po’…incazzosi. Ma tant’è, lo ripeto, è più la curiosità che non la voglia di stilare statistiche, che sarebbero decisamente inopportune visto il traffico di questo mio giornale. Inopportune ed anche preoccupanti. Che pensare infatti del simpatico utente che è venuto a trovarmi chiedendo del…’pisello di harry potter’?

