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Tuesday, February 09, 2010

La settimana della Sfinge

"Bagnasco, a Genova l'incontro coi trans". Cosi' si legge sul Corriere. E si leggono anche le parole del cardinale: "Siamo figli del peccato originale, tutti possiamo cadere nell’errore, possiamo peccare anche se siamo comunque responsabili delle nostre azioni. Ma Cristo è morto in croce per la salvezza di tutti. Non spetta a me giudicare. Le porte di Dio sono aperte a tutti". Che tradotto significa "Anche se siete delle merde e vi odio sinceramente tutti perche' avete scelto una sessualita' libera anche dai vincoli piu' consistenti che ci siamo sforzati di creare in duemila anni di storia della Chiesa, puo' darsi che il Padreterno la pensi diversamente. Quindi non mi resta che simulare la solita pelosa tolleranza che noi preti abbiamo verso di voi, anche se le mie calze a rete ed i miei perizomi sono infinitamente migliori e piu' belli dei vostri".


Nella foto compaiono alcuni trans, il cardinale Bagnasco e delle suore. A voi riuscire a distinguerli gli uni dalle altre.

Wednesday, November 12, 2008

Vescovi impenitenti


E tanto per rimanere in tema con il post precedente. Trovo sul sito del Corriere la notizia della morte di tale vescovo Alessandro Maggiolini, di cui ignoravo l'esistenza. Il titolo recita "Addio a Maggiolini, vescovo 'nordista'". La cosa mi incuriosisce e inizio a leggere. Un vescovo nordista? E che significa? Un fan del generale Custer? Ovviamente no. Allora un fan di Borghezio? Nemmeno, dal momento che egli stesso, Maggiolini, professava la propria inadeguatezza verso il leghismo, "se non altro perchè ho il culto di una lingua italiana elegante". La risposta emerge man mano che si procede nella lettura che presto inizia a fiorire di citazioni e 'aforismi' del vescovo in questione, e che suggeriscono chiaramente come tale Maggiolini Alessandro abbia probabilmente optato per la carriera ecclesiastica attirato più che da altro, dal colore della 'divisa'. "L'ottimismo è la virtù degli imbecilli"; "La nostra virtù è il credo [l'obbedienza e il combattimento vengono abilmente evitati; ndb], non il dialogo"; i gay sono da "curare", se con l'aspirina o lo zyklon-B non è dato saperlo; il femminismo è "lercio"; i pacs sono il "preludio ai matrimoni tra uomini e cavalli" (anche i cavalli sono malati evidentemente, come i gay). E via citando.
Una cosa però colpisce, tra le tante che ne ha dette questo tipo: aveva paura di morire. Il che si addice parecchio all'uomo della strada. Un pò meno all'uomo di religione, anche se tale sottigliezza la lascio volentieri agli uomini di religione stessi, chè non mi appartiene minimamente. Aveva paura di morire perche "la morte implica dolore, ed una domanda terribile: sono stato leale con me stesso?". La morte implica dolore. E il dolore fa paura. Anche ad un vescovo. Ne consegue che anche un vescovo, potendo, preferirebbe evitarlo il dolore, altro che 'dono di Dio'. Il che aprirebbe tutta una serie di interrogativi sul perchè ad un laico non debba essere dato il modo di evitarlo questo dolore, spacciandoglielo appunto come 'dono di Dio'. Ma è la seconda parte di questa paura quella che trovo più interessante. La 'domanda terribile'. Domanda che viene approfondita a fine articolo in poche righe: "Nel mio repertorio avrei anch'io molti pezzi di virtuosismo - dice Maggiolini - sull'ingresso in Paradiso, l'immortalità, la comunione dei santi eccetera. Quasi che il morire fosse da desiderare. Storie. Neppure l'anelito incontenibile di guardare negli occhi Gesù può nascondere il terrore e cancellare la paura. Quando lo guarderò negli occhi, Gesù, sarò quello che sono o quello che ho creduto di essere?".
Avessi avuto modo di parlargli prima che morisse, gli avrei spiegato che avrebbe fatto meglio a preoccuparsi non tanto di sè stesso, di quello che è stato o di quello che credeva di essere. Ma della persona che si sarebbe trovato davanti. E per due motivi: Primo perchè Gesù Cristo era noto avere un bel carattere, ma ogni tanto si incazzava pure lui. E quando si incazzava erano dolori. Secondo perchè, con ogni probabilità, era negro. E non per l'abbronzatura.

Thursday, October 30, 2008

Precisazioni


Si accettano solo pedofili DOC!

Sunday, June 08, 2008

Insalate indigeste

Lo diceva Metilparaben in un suo post di qualche tempo fa. Sul sito del Corriere hanno l’abitudine di intervenire sui titoli degli articoli più ‘scomodi’, associandoli a sottotitoli di articoli diversi, per nulla correlati con il contenuto dell’articolo principale e che in qualche maniera condizionano la visione del lettore, sviando l’attenzione dal titolo principale o contaminandone il contenuto emotivo. Oggi, tra i titoli del corriere, leggo la notizia dell’ennesimo abominio clericale dei giorni nostri:

“Anche embrione o in coma, l’uomo resta uomo” affermava il papen qualche tempo fa. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, cosa intenda la chiesa per ‘uomo’. Probabilmente, stallone da monta, portatore sano di spermatozoi. Che non è più tale nel momento in cui non c’è più verso di fare uscire i simpatici animaletti simil-protozoi dagli ‘appositi contenitori’. E non parliamo della donna, ovviamente, chè il cattolicissimo ‘non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio’ sembra essere ancora attualissimo in Vaticano. Ovviamente, sia la Curia che il vescovo Lorenzo Chiarinelli, si affrettano a condire il tutto con vagonate di "amore cristiano","solidarietà affettuosa" e "verità che renderà liberi" quanto mai fuori posto. E fastidiosi di quella ipocrisia tipica di questo genere di corvacci, sempre inclini a chiudere un occhio di fronte al minorenne di turno inchiappettato da questo o quel porporato, ma assolutamente intransigenti quando il campo d’azione è quello degli altrui (legittimi) talami.

Ma messe da parte queste riflessioni, immediate per chiunque conservi a pieno diritto il titolo di ‘essere umano’, rimane il fastidio per i mezzucci meschini con cui il Corriere tenta di camuffare l’enormità dell’accaduto. Un uomo accoltellato a Milano dopo una lite. Un incidente di rally in cui muore la moglie di un pilota. Eppoi l’immancabile Maddaleno Cristiano Allamio che, come sua abitudine, prova a convincerci che ‘noi’ siamo meglio di ‘loro’. Tre notizie che non c’entrano niente col titolo principale e fanno spostare lo sguardo e l’attenzione del lettore verso altro, associando alla notizia principale altre notizie, di impatto emotivo diverso e più semplice e diretto per il consumatore medio di grandi fratelli e mariedefilippi.

Wednesday, November 07, 2007

L'obbedienza della Chiesa

Qualcosa di strano sta succedendo in Calabria. Di strano e preoccupante. La ‘ndrangheta si ritrova sotto i riflettori da un po’ di tempo, e da un po’ di tempo, si fa il possibile per tentare di allontanare da quella terra le poche persone che tentano di contrastarla. Ne sono un esempio la ‘promozione’ del superprefetto Luigi de Sena, che ha lasciato Reggio Calabria per andare a fare il vicecapo della polizia, o l’avocazione dell’inchiesta Why not dalle mani del magistrato Luigi de Magistris. Adesso, nel silenzio più totale dei media, un altro personaggio che da lungo tempo si batte contro la criminalità organizzata, viene allontanato dalla regione e spedito a Campobasso. Si tratta di Giancarlo Maria Bregantini. Forse un nome che, ai più, non dirà niente. Tuttavia quest’uomo è molto famoso in Calabria (e non solo) per tutti gli sforzi che ha fatto per promuovere la dignità del lavoro tra i più poveri (e quindi più sensibili alle tentazioni del guadagno illecito) della punta d’Italia, in particolare nella locride. Sembrerebbe quindi un altro tentativo di allontanamento di un personaggio scomodo. Ma invece non è così ed il motivo è che Giancarlo Maria Bregantini è un vescovo, e chi vuole spedirlo a Campobasso non è un ministro, ma la Chiesa. Bregantini viene da tutti considerato un prete di ‘frontiera’. Nella diocesi di Locri-Gerace ha intrapreso diverse iniziative volte a dare lavoro ai giovani disoccupati della zona e questa cosa non è andata per niente a genio ai signorotti locali. Già il giorno del suo insediamento, si premurarono di fargli trovare un ordigno rudimentale sotto al palco da cui il vescovo ha salutato i fedeli per la prima volta. La comunità ‘Bonamico’, dedita alla coltivazione di frutti di bosco, ha visto svariati ettari di coltivazioni distrutti recentemente da mani ignote. È ovvio che si tratta di un uomo scomodo, come è ovvio che proprio per questo motivo, dovrebbe avere la possibilità di continuare ad operare in quella regione. Invece, il trasferimento sembra ormai certo. Uno dei collaboratori più stretti di Bregantini, Monsignor Piero Schirripa, decide di parlare senza peli sulla lingua: “Ad agire sono i poteri occulti a cui abbiamo pestato i piedi…Occorre trovare una soluzione. Bisogna trovare il modo di conciliare l'ubbidienza [alla chiesa] con le esigenze della nostra terra. In questi lunghi e difficili anni abbiamo combattuto massoni, poteri forti, 'ndrangheta, di tutto. Tutte le persone che abbiamo scomodato e vinto adesso si sono presi la rivincita”.

Loro, i preti di ‘frontiera’, devono obbedire alla Chiesa. E la Chiesa, nel prendere una decisione come questa, a chi obbedisce?

Sembrano chiederselo solo i giornalisti del Manifesto e del Giornale di Calabria. Tutti gli altri sono troppo impegnati a dar la caccia al rumeno.