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Monday, December 01, 2008

A proposito di contrappassi danteschi...

Vaticano: "No alla depenalizzazione dell'omosessualità!"
«Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come matrimonio verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni» Mons. Celestino Migliore.

Caro Celestino, non farne un dramma. Tutto quello che dovete fare è andare a prendervelo nel bocciuolo.

Thursday, October 30, 2008

Precisazioni


Si accettano solo pedofili DOC!

Friday, March 09, 2007

Madre Mastella da Ceppaloni...

Davvero non vedevo l’ora ieri sera di sedermi davanti al mio laptop e seguire la diretta streaming di Annozero. Non sapevo nemmeno quale fosse l’argomento. Non sapevo si sarebbe parlato dei Dico. Pensavo invece che si sarebbe parlato di Afghanistan e già mi pregustavo le interviste della Jebreal (che invece non c’era ieri…zigh…). Invece si parla di omosessualità e diritti e l’ospite di turno e nientedimeno che il Ministro di Grazie e Giustizia Clemente Mastella…il nostro beneamato Ceppalonico. Quello che è accaduto ormai lo sanno tutti. Messo alle strette dalle domande sia di Santoro che di un ragazzo gay presente in studio, Mastella ha prima iniziato a trincerarsi dietro la più spaventosa delle sequenze di frasi fatte (salvo tacciare il ragazzo di ‘saccenza’ per essersi permesso di ricordargli la disparità di diritti attualmente presente tra eterosessuali ed omosessuali, o ricordare a Santoro che ‘non può metterlo in imbarazzo in quel modo davanti a tutti’…roba da matti), poi, prendendo spunto da una innocua quando divertente battuta di Vauro, ha alzato i tacchi e se n’è andato.
Non voglio entrare nel merito di che razza di animale sia il Ceppalonico. Lo conosciamo già tutti senza bisogno di soffermarsi ulteriormente sulla sua mediocrità. Sono i commenti di oggi che mi lasciano a bocca aperta. Le accuse piovono da tutte le parti. La trasmissione si trova sotto un fuoco incrociato che arriva da entrambe le sponde politiche ed anche dalla terza sponda, quella giornalistica. Santoro ha semplicemente messo il Dipendente Ministro di Grazia e Giustizia di fronte alle domande dei suoi elettori ed a quelle di chi è fatto oggetto di disputa parlamentare, nello specifico i gay e le lesbiche italiani. Questo, apparentemente, in Italia non è possibile. Persino dalle colonne del Corriere della Sera si leggono critiche a tutto spiano. Landolfi (e vabbè…), Cicchitto (e vabbè…), Casini, ma anche Carra (Margherita) e Monaco (Ulivo) sparano a zero sul conduttore.
Un giornalista che chiede spiegazioni ad un politico invece di limitarsi ad ascoltare la sua opinione, è un giornalista ‘arrogante’. Chiedere spiegazioni ad un politico equivale a metterlo ‘sotto processo’. Il servizio pubblico, secondo questi signori, dovrebbe limitarsi ai ‘panini’ telegiornalistici che hanno imbottito per anni i telegiornali di Mimun, riducendo l’informazione politica allo zero assoluto. Disgustoso, non riesco a commentarlo in altro modo. Starnazzano tutti come oche e nessuno che si soffermi un attimo a riflettere sul fatto che, alla fine dei conti, Santoro ha fatto semplicemente quello per cui era pagato. Informazione, approfondimento e, soprattutto, confronto con la gente.
Mastella, dal canto suo, si limita ad osservare che un dipendente pubblico che guadagna un milione di euro l’anno non dovrebbe criticare il governo che lo paga…la stessa identica accusa (peraltro falsa a detta di Santoro) mossa a suo tempo al giornalista da Don Totò ‘o Puparo’ Cuffaro…curioso no?

Monday, January 29, 2007

Cristo docet...nos obliviscemus

Il ceppalonico Mastella si dice pronto alla crisi di governo se questo decidesse di votare la legge sui PACS. Il clero inorridisce all’idea dei PACS, ma non dice niente contro quei paesi occidentali che non esitano ad usare bombe a grappolo o al fosforo bianco per stanare una manciata di presunti terroristi, a scapito di decine di civili, se non centinaia, che ci rimangono sotto. Lo stesso fa il ceppalonicus. I gay sono più pericolosi del tritolo evidentemente. Ci sono decine di guerre che macchiano il nostro pianeta al momento. Ed il pianeta stesso sta discendendo la china del riscaldamento globale e del disastro ambientale. Però i PACS sono la priorità. Il nemico da sconfiggere. Si parla solo di quelli. Qui in UK la fanno molto più semplice. Ad esempio, sull’adozione di bambini da parte delle coppie gay, il pensiero comune recita che è meglio una coppia gay di un orfanotrofio! Non sembra una linea di pensiero proprio sbagliata a dire il vero. Però da noi diventa una questione di vita o di morte anche il solo decidere se coppie non sposate possano o meno usufruire dei diritti del matrimonio, indipendentemente dal sesso. Come se non ci fosse l’Iraq, o l’Afghanistan, o la Cecenia e via dicendo. Tutti subito pronti ad impugnare lo scudo del crociato quando si mettono in dubbio quei valori che, a dire del ‘papen’, dovrebbero assicurare stabilità alla nostra struttura sociale. Certo perché la nostra struttura sociale è importante e va preservata. Poco importa se in suo nome un uomo ed una donna possano massacrare i propri vicini, o se una madre può sbudellare il figlioletto neonato. È comunque la nostra struttura sociale e va preservata. Lo dice il ‘papen’. Ed allora mi chiedo cosa sappiano le persone che si schierano con il clero, della religione in nome della quale si dichiarano pronti a tutto. Mi domando se conoscano le origini della religione cattolica. Se sappiano come il Dio della bibbia discenda dal Giove di romanica memoria. Così come Satana da Nettuno (entrambi col ‘forcone’…). Mi domando se sappiano che quello della vergine che partorisce è un mito comune anche ad altre religioni (quella induista ad esempio). Mi domando se sia lecito vivere all’insegna di leggende che da secoli condizionano l’essere umano. Salvo poi ‘dimenticare’ o ignorare volutamente quegli insegnamenti che davvero originerebbero da un contesto religioso e comprovato, ma che sonno troppo scomodi da considerare. Gli insegnamenti di Cristo. Ovvero di chi non predicava superiorità. Non predicava castigo e terrore. Non predicava odio ed asservimento. Ma predicava amore per il prossimo, chiunque esso sia. Predicava il rispetto e la fratellanza. Predicava per sostenere i più deboli ed i più poveri. Un uomo che già 2000 anni fa sapeva essere tanto rivoluzionario da dire frasi del tipo ‘beati i poveri’. Oggi verrebbe internato su due piedi dentro un ospedale psichiatrico. E chissà che non sia già successo per davvero…

Monday, December 11, 2006

Scontro tra Titani

Finalmente. Cominciavo a preoccuparmi sul serio. Già mi tornava alla memoria quella scena del film di Moretti in cui l'autore invitava d'Alema a 'dire qualcosa di sinistra. Qualunque cosa'. Solo che stavolta al posto di d'Alema c'è Bertinotti. Da tempo ormai non lo sentivo dire qualcosa di sinistra. 'Sarà il nuovo incarico istituzionale' mi dicevo per rassicurarmi. 'Il Presidente della Camera non può sbilanciarsi più di tanto'. Poi è venuto l'indulto, poi la Gentiloni...insomma cominciavo a preoccuparmi. Ed invece eccolo lì, il Berty, che rimbecca il cardinale Alfonso Lopez Trujillo de la Fuentes Còrdoba y Maradona ecc. ecc. per aver definito l'impegno del governo a pervenire ad una legge per i diritti delle coppie di fatto come il tentativo di soddisfare un 'capriccio' tutto gay. "Mi dispiace che si usino da pulpiti così autorevoli delle frasi di scherno che toccano la condizione di vita di tante persone, una condizione spesso sofferente e deprivata di diritti". Queste le dure parole pronunciate da Faustino, il sol dell'avvenire in fronte ed il vento della rivoluzione ad agitare i (pochi) capelli...forte èh?...èh?...bè, certo...un sano 'vaffanculo corvaccio' sarebbe stato molto meglio...in altri tempi magari...rimane pur sempre il Presidente della Camera...non può sbilanciarsi più di tanto no? Fortuna che a sparare castronerie ci pensa la Sir. Cos'è la Sir? vi chiederete. La Sir è...(suspence)...l'agenzia dei Vescovi!...mbè? perchè no? Dopotutto l'agente ce l'hanno tutti oggigiorno. Veline, calciatori, cantanti. Perchè i vescovi no poverini? Comunque così ribatte la Sir, per bocca del vescovo Pedro Pablo Castro de Julio Iglesias y Villarperosa: "non è accettabile che, invocando casi limite o situazioni singole, che possono essere tutelate nell'ambito del diritto privato, o interessi di questo o quel gruppo di pressione, si intacchino le architravi della società e ci si privi di quello slancio e di quella apertura al futuro che sola può venire dalle salde radici dei principi e dell'identità". 'Le architravi della società'...'lo slancio e l'apertura al futuro'...'le radici dei principi e dell'identità'. Messa così non significa un cazzo. Aspè, forse manca qualcosa...ma sì, ecco. Manca 'il clero'. Ovvero 'Le architravi della società DEL CLERO', 'lo slancio e l'apertura al futuro DEL CLERO', 'le radici dei principi dell'identita DEL CLERO'. Ecco, adesso si che significa qualcosa. Altrimenti non si spiega in nome di quale diritto questa gentaglia dovrebbe poter pensare di avere voce in capitolo in materia legislativa di tal genere. Nè si spiega in quale modo questa gente dovrebbe contribuire ad 'aprire' il nostro futuro, dal momento che tra ricerca sulle staminali, eutanasia e risorgimento del Creazionismo, fosse per loro ancora staremmo bruciando streghe ed indossando cilici a tutto spiano.
Lo scontro tra il Compagno Fausto e il Grande Ratzinger è comunque da colossal hollywoodiano. Un pò come Alien contro Predator...o Maciste contro Zorro...per quelli della mia generazione.
Da non perdere.

Saturday, December 09, 2006

Il cerchio laico e la botte religiosa

E così alla fine il governo si mette finalmente a lavoro sui diritti delle coppie di fatto. Il ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini ha sottoscritto l’impegno del Governo a presentare un ddl entro la fine di gennaio 2007. Ovviamente si tratterà di un altro banco di prova per il Governo, dal momento che nella maggioranza coesistono posizioni come quella del Ministro Ferrero, che auspica uguali diritti per tutti indipendentemente da sesso, razza e religione, e come quella di Mastella che invece rimane ancorato al suo concetto ultraortodosso di ‘famiglia cristiana’. Poco male. Si scorneranno come al solito, ma rimane il fatto che la legge sulle coppie di fatto rimane un punto chiaro del programma. Quello che invece è interessante, e a mio avviso rivelatore, è la reazione della gente. Parlo della gente che scrive nei blog ovviamente. Molti si dichiarano a favore del riconoscimento dei diritti per le coppie conviventi. Altri invece tuonano contro. Portano avanti parole come ‘famiglia’ o ‘cattolicesimo’ con uguale veemenza e rabbrividiscono di fronte all’idea che una coppia di gay possa usufruire, ad esempio, dei diritti di successione in caso di decesso di uno dei due partner. Insomma a molti questi ‘pacs’ non vanno proprio giù. Quello che è interessante è che molti di questi sono gli stessi che normalmente lanciano anatemi quando sentono parlare di riconoscimento del matrimonio islamico da parte dello Stato, invocando principi di laicità che, apparentemente, vanno a farsi benedire quando invece dei mussulmani entrano in ballo gli omosessuali. In altre parole, lo stato dovrebbe essere laico sempre, tranne quando si parla di gay. Allora lo stato deve tornare confessionale e contrastare con mano ferma e decisa quelli che non sono altro che ‘capricci’ dei gay (che per inciso si dichiarano tutt’altro che soddisfatti di come sta operando il governo). Sembrerebbe una discriminazione bella e buona nei confronti della comunità gay italiana, soprattutto alla luce dei numerosi provvedimenti presi in questo senso da praticamente tutti i paesi europei. Dalla Danimarca, la prima ad ufficializzare le unioni di fatto nel 1989, alla Spagna di Zapatero, che nel 2005 ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, alla Germania, che non arriva a tanto ma ugualmente riconosce alle coppie di fatto numerosi diritti delle coppie sposate. Però rimane il fatto che quella ‘confessione’ religiosa che questi pseudo-laici riabbracciano improvvisamente quando incontrano chi sventola la bandiera arcobaleno, è quella cattolica, ovvero quella più radicata in Italia. Questo apre la strada ad una riflessione particolare secondo me. E cioè che la ‘laicità’ dello stato che viene invocata quando si parla di riconoscimento del matrimonio islamico in realtà non è altro che un modo per mascherare un disagio invece tutto ‘religioso’, ovvero legato all’ingresso nella nostra società di una confessione diversa da quella a cui tutti, chi più chi meno, siamo stati condizionati in gioventù. Si invoca prima la laicità e poi la ‘famiglia’ a seconda del problema che sta sul tavolo. I diritti delle donne mussulmane indubbiamente vanno tutelati da uno stato laico, ma quelli dei gay? Sono forse da meno? L’impressione è che l’obbiettivo, più o meno consapevolmente, sia quello di mantenere immobile uno status i cui contorni sono quelli delineati dalla Chiesa cattolica. Altrimenti non si spiega come mai queste persone non gioiscano di fronte alla decisione, tutta laica, di estendere i diritti di coppia anche a quelle persone che, secondo i dettami della bibbia, non potrebbero sposarsi e che devono oggi vedersi negati tutti quei privilegi economici che consentono alle coppie sposate di poter vivere dignitosamente.
Un colpo al cerchio del laicismo ed uno alla botte cattolica. Quella di tenere il piede in due staffe è un’usanza tutta italiana, ma stavolta le staffe stanno su due cavalli diversi e non è tanto facile. Non a meno di acrobazie dialettiche da circo che finiscono inevitabilmente per rivelare il gancio di sicurezza che previene gli infortuni da caduta. Il gancio, ovviamente, è quello della paura del diverso (o dell’intolleranza). La chiusura mentale nei confronti di tutto ciò che potrebbe cambiare il nostro stile di vita, che potrebbe intaccare la nostra libertà di consumatori incalliti dell’inutile. Ci si abitua a tutto. Anche la schiavitù, quando imposta con la violenza, può essere un contesto in cui si impara a vivere, se non altro per operare alla rivoluzione contro di essa. Ma quando ci si abitua alla servitù, quando volontariamente si sceglie di abbassare il capo solo per non perdere la possibilità di avere qualche partita di calcio in diretta o gli iper-mercati traboccanti di specchietti e perline sotto natale, allora è segno, ancora una volta, che la ragione dorme.

Friday, November 10, 2006

Olanda 1 - Israele 0


Mi sono imbattuto oggi in un paio di notizie decisamente contrastanti tra di loro, che riguardano gli omosessuali ed i loro diritti. Da un lato la modifica, da parte del comitato organizzatore del gay parade israeliano, del percorso della parata, inizialmente previsto dentro Gerusalemme. Gli ebrei ortodossi, ma anche i musulmani ed i cristiani di Israele, hanno da subito mosso un’opposizione feroce a che il corteo si svolgesse attraverso la città vecchia, a tutti, chi più chi meno, sacra. Questi gay stanno proprio sulle palle a tutti sembrerebbe, quasi che il colore e l’allegria dei gay pride potessero in qualche maniera contaminare l’austerità di Gerusalemme, ormai troppo abituata a scontri e morti ammazzati. I rabbini più ortodossi, quelli della setta Eida Haredit, sono persino arrivati a minacciare una pulsa datura (frusta di fuoco in aramaico) contro tutti i partecipanti, nonché contro i poliziotti che si disporrebbero a protezione del corteo. In pratica una maledizione (che oltretutto funziona se è vero che in precedenza ne hanno lanciate anche contro Rabin e Sharon).
Dall’altra parte invece c’è il ripensamento del governo olandese sul diritto d’asilo a profughi gay provenienti da paesi in cui l’omosessualità è perseguita anche in maniera violenta. Il caso si aprì l’anno scorso quando il ministro per l’immigrazione olandese Rita Verdonk respinse le richieste d’asilo di alcuni profughi iraniani ritenendo che non sussistesse un rischio effettivo di persecuzione in Iran e che “non è totalmente impossibile per uomini e donne omosessuali agire nella società iraniana, a patto che si preoccupino di non manifestare troppo apertamente le loro tendenze”. La società civile olandese s’è letteralmente sollevata e, in cooperazione con l’Osservatorio per i Diritti Umani, ha presentato al ministro tutto il materiale necessario per fargli cambiare idea, compresa la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo. La Verdonk si è messa a tavolino con le parti interessate, hanno parlato, hanno discusso ed hanno risolto. Il 18 ottobre scorso, il ministro Verdonk così si pronunciava in un rapporto di 115 pagine: “I profughi omosessuali iraniani non dovranno più provare di aver subito persecuzioni nel loro paese. Al contrario, i profughi la cui identità, nazionalità ed omosessualità siano state confermate, e per i quali non c’è nessuna contro-indicazione, non dovranno tornare in Iran.”
Verrebbe da pensare che ‘Olanda’ ed ‘Israele’ siano i nomi di due pianeti diversi piuttosto che di due stati dello stesso pianeta. E se lo fossero, l’Italia non sarebbe certo sul pianeta ‘Olanda’. Ma ve l’immaginate il casino che avrebbe armato una decisione del genere in Italia, dove si fanno interrogazioni parlamentari pure per decidere se sia lecito o no che un transessuale usi il bagno delle donne?