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Tuesday, April 28, 2009

Il papen antivirale

Non c'è niente da fare, non gli riesce proprio. Lui ce la mette tutta davvero ma non gli viene. C'è andato alla fine il papen, a visitare i terremotati. Però, a guardarli bene, quando se n'è andato quei poveretti sembravano più afflitti di prima. "Forrei appracciarfi tutti" ha detto Benedetta. Suscitava maggiore commozione Ozzy Osbourne quando urlava al pubblico dei suoi concerti la stessa cosa, magari sputando sulla gente e mostrando il dito. Non che non fosse sincero, ma proprio non trasmette. Auspica case e chiese nuove e più solide. Per carità, il messaggio è chiaro, ma menzionare anche gli ospedali e le scuole? Non gli viene proprio. Non ne azzecca una poverino. Il tiggìuno di stasera descriveva un papen 'commosso'. Poi lo inquadravano e aveva sempre lo stesso ghigno malefico. Sembra sempre pettinato a colpi di croce celtica. Bacia i bambini e li fa piangere. Distribuisce santini ciclostilati sulla resurrezione e mostra felice aspersori e calici d'oro salvati dalle macerie, ma quando saluta il volontario o il vigile del fuoco sembra che non riesca a distinguerli dagli sfollati. Annarita ha perso un figlio sotto le macerie? Una croce segnata in fronte, un "Appi fede" e avanti il prossimo. 'Il papa degli sfollati', lo etichetta sempre il tiggìuno. Il papa degli sfollati che è andato ad Onna per "dire una parola circa i fostri morti. Essi sono fifi...in Tio". Bella prova Benedè. E nel mentre che sono vivi in Dio aspettano di vedere la costruzione di case e chiese "pelle e solite [belle e solide, per chi non parla la lingua di Cermania. ndb]".
Santità, ci faccia un favore. Vada in visita al virus dell'influenza suina. Tante volte non bastassero gli antivirali...

Sunday, December 07, 2008

Breaking news

Il Grande Razzinghèr abbandona la veste papale, le alabarde spaziali e i raggi protonici! "Sento il bisogno di seguire il mio vero Io" ha dichiarato l'ex papen. Qui lo vediamo nella inusuale veste di musicista alla prima del suo primo concerto presso il celebre "Blue Oyster Bar".



Nessun commento dal mondo politico per il momento. Solo Magdi 'Cristiano' Allam, segretario del neonato PEC, ha diffuso un comunicato stampa in cui dice "Una santa scelta. Un nuovo percorso illuminato che abbiamo deciso di seguire. Da oggi, chiamatemi Magdi 'Marisa' Allam, pazze!"

Regia di Silvio 'Squallor' Di Giorgio

Sunday, October 19, 2008

Der nett papen

Il grande Ratzinger, dal santuario della Madonna di Pompei, si smonta le alabarde spaziali e arringa la folla con la sua omelia ma esclude da essa, volutamente, la parola 'camorra' perchè la sua è una visita spirituale in cui si legge la speranza e per non offendere i tanti campani onesti. Promuove la recitazione del rosario come arma contro il male e contro ogni violenza.
Fatta salva la voglia di bestemmiare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che mi prende inspiegabilmente ogni volta che sento notizie come questa al telegiornale, e ferma restando la mia convinzione che il papen non parli volentieri di camorra in pubblico perchè è brutto prendersela con gli amici, mi immagino gli onesti cittadini campani, tornare a casa dopo la visita pastorale, facendo lo slalom tra morti ammazzati, mucchi di spazzatura e spacciatori ad ogni angolo, visibilmente rinfrancati per essersi potuti lasciare alle spalle, per una volta, la 'camorra'. E li vedo sedersi in salotto, su quelle belle poltrone con il poggiatesta bianco all'uncinetto, il tè con gli amaretti sul tavolino, tirare fuori le corone e iniziare a biascicare pater ave gloria in totale comunione col padreterno, per raccomandargli il fair play negli stadi quando gioca il Napoli. Il tutto, mentre qualche tossico gli seppellisce barili di plutonio conditi al cromo esavalente nel giardino di casa.
Santità, ma ti vengono da solo queste minchiate o te le suggerisce qualcuno?

Tuesday, January 15, 2008

Fuori dal coro

Giornate di fuoco alla Sapienza di Roma, con gli studenti di Fisica in agitazione per la visita del papen. Se ne fa un gran parlare sui giornali, e l’obiettivo rimane centrato sulla contrapposizione tra un gruppo di docenti di materie scientifiche, prodi rappresentanti di un evoluzionismo difeso a spada tratta, ed il rettorato, al quale suddetti docenti hanno indirizzato una lettera di protesta chiedendo l’annullamento dell’invito fatto dal rettore al robottone tedesco. Due passaggi di questa lettera mi hanno colpito, in maniera diversa. Il primo riguarda la citazione di un discorso tenuto dall’allora cardinale Ratzinger (prima che il conclave gli lanciasse i componenti) in cui questi affermava che “All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Castronerie ovviamente, che animano un revisionismo che inizia da Roma e raggiunge i vertici americani del creazionismo mondiale, secondo i quali noi siamo stati creati per mano divina e forse anche con la collaborazione di Babbo Natale e la Befana in camice, cuffietta e mascherina chirurgica. Bene fanno i docenti della Sapienza a contestare la presenza di un uomo del genere in un ateneo, ed avrebbero tutta la mia solidarietà, se non fosse per il secondo passaggio che leggo: “Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano”. Scienziati fedeli alla ragione? Che dedicano la loro vita all’avanzamento delle conoscenze? Qui qualcosa da dire ce l’avrei a dire il vero. E non perché io mi ritenga migliore. Ma perché conosco il modo in cui funziona la ricerca in Italia. Conosco gli usi e costumi aberranti di molti ricercatori italiani. Conosco la situazione pessima della ricerca in Italia. E, se da un lato è vero che molti ricercatori fanno l’impossibile per contrastare questo stato di cose, di cui i governi degli ultimi venti anni sono ampiamente responsabili, è anche vero che molti altri ci sguazzano allegramente. Conosco i corridoi di quell’università dove ho studiato per anni. Corridoi popolati da porte recanti tutte gli stessi nomi, dal patriarca barone giù fino al marito della figlia o al nipote. Dov’è la fedeltà alla ragione scientifica in tutto questo? Conosco quell’abitudine secondo la quale la pubblicazione di un lavoro scientifico è spesso accompagnata dai nomi di decine di autori, la metà dei quali non hanno fatto un cazzo per quella pubblicazione, ma che compaiono comunque tra gli autori, magari imposti o per convenienza dell’autore vero, che spera, così facendo, di vedersi ricambiato il favore. E anzi, a dire il vero, siamo rinomati nel mondo per questo tipo di comportamenti. Dov’è la dedizione alla scienza in tutto questo?

Non conosco i nomi dei firmatari di quella lettera e così non posso generalizzare a loro questo stato di cose. Né le mie osservazioni vogliono togliere importanza ad una rivendicazione a mio avviso più che legittima. Però, prima di brandire parole come ‘fedeltà’ o ‘dedizione’ alla scienza, forse avrebbero dovuto pensarci un attimo con un briciolo di obiettività in più.


La vignetta, ovviamente, è di Gianfalco

Sunday, December 02, 2007

Sì tu già costì ritto Bonifazio?




http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/

Monday, November 19, 2007

Starvin Marvin

Era da un po’ che le cazzate protoniche del Grande Ratzinger non visitavano questo blog. Un po’ troppo forse. Durante un’udienza tenuta con dei vescovi kenioti, il robottone tedesco ha sottolineato come l’AIDS sia spesso frutto di un concetto sbagliato di matrimonio, che sembra corrompere la virtù dei fedeli africani. La promiscuità e la poligamia sarebbero le bestie nere da combattere, per ritornare ai valori cattolici del sacro vincolo. “il popolo africano tiene in particolare considerazione l’istituzione del matrimonio e della vita familiare. L’amore devoto delle coppie cristiane sposate è una benedizione per il vostro popolo, espressione sacramentale dell’indissolubile patto tra Cristo e la sua Chiesa”. In pratica, l’AIDS non si combatte con la prevenzione (leggi preservativi), con l’informazione, con la ricerca e con l’accessibilità ai farmaci, ma con la statistica. Cioè, invece di scoparti venti donne, sposati e scopati solo tua moglie. Se ti dice culo che non è già infetta (ed in quelle regioni è davvero una questione di fortuna) sei a posto. Se poi hai dei dubbi, non scopare per niente che così ti avvicini di più a Dio. Subito dopo, il papen si è lanciato di nuovo in una delle sue ‘reprimenda’ sull’aborto. Mai giustificabile, crimine orrendo, rispetto della vita ecc. ecc.

Leggevo questo articolo sul sito del Corriere, e non ho potuto fare a meno di pensare al piccolo ‘affamato’ africano reso famoso dagli autori di Southpark: Starvin Marvin (letteralmente ‘Marvin che muore di fame’ appunto). Starvin Marvin vive in un villaggio africano di capanne fatte di paglia e merda ed abitato da persone che non mangiano mai perché non hanno niente da mangiare. Nel villaggio esiste una missione cattolica con una suora, alle dirette dipendenze di una ‘filantropa’ dalle fattezze del Lucasiano Jabba the Hutt. Questa suora raduna quotidianamente i poveri affamati e, invece che dargli da mangiare, gli propina bibbie (che tutti tentano subito di addentare) e lezioni di morale cattolica sulla castità e sulla sopportazione.

Verrebbe quindi da pensare che il Grande Ratzinger, in quanto manga giapponese, cominci a sentire sul collo il fiato dei più divertenti e dissacranti cartoni americani, ed abbia deciso di imitarne lo stile per recuperare. Come dire, se non puoi batterli, unisciti a loro. Va detto però, che mentre Southpark continua ad essere il cartone preferito da me (vedi l’avatar…non è un caso) e da molti altri, i raggi protonici e le alabarde spaziali del teutonico pontefice non riscuotono lo stesso successo. Chissà, sarà per via dell’animazione, degli effetti speciali o magari della colonna sonora.

Wednesday, May 16, 2007

Crimen Sollicitationis



Lo so, penserete che sono monotono a parlare sempre delle stesse cose. Oltretutto non mancano gli argomenti. Mediaset si compra Endemol, gli operai continuano a morire lavorando, i nostri soldati in Afghanistan sono sempre più bersagli e sempre meno ‘costruttori di pace’ (virgolette beppegrilliane). Ma determinate cose bisogna saperle. E dovrebbero saperle soprattutto quelle centinaia di migliaia di persone che, forti della propria numerosa prole, hanno partecipato al Family Day. Devono saperle quelle persone che il 12 maggio scorso innalzavano cori e danze a Dio con affettato fervore e fastidioso autocompiacimento della propria cattolicità. Devono saperle quelle persone che si proclamano ‘fiere’ di baciare l’anello papale. Devono saperle quelle persone che sono inorridite davanti alla vignetta di Vauro che riporto in apertura del post. Devono saperle tutti.

Crimen Sollicitationis

Un documento segreto, emanato dalla chiesa nel 1962. In questo documento si dettano le linee guida che devono regolare il comportamento dei vescovi quando questi vengano a conoscenza di casi di pedofilia che coinvolgano preti della propria diocesi. Coprire, nascondere, negare. Pagare il silenzio delle vittime se necessario (7 milioni di dollari di budget stanziati nel 1996 solo per la diocesi del Minnesota!!! Ed il prete che ha denunciato tutto questo è stato allontanato dalla chiesa), minacciare le vittime per imporgli il silenzio. Punire con la scomunica chiunque mostri anche solo interesse per l’accaduto.
Per 20 anni, questo documento osceno, questa infamia, è stata IMPOSTA dal Cardinale Joseph Ratzinger! Lo stesso che oggi si spende, da papen, a favore della famiglia. Ma quale famiglia perdio!!! Quella mafiosa della chiesa forse. Ma guai a chiamarla così. Il presidente del National Review Board (Comitato Nazionale del Riesame), incaricato di investigare sui crimini di pedofilia della chiesa negli USA, accostò l’omertà e la segretezza della chiesa a quelle di Cosa Nostra, e lo hanno costretto a dimettersi.
Ma non basta. Nel 2001, sempre l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, emana la direttiva che estende e completa la Crimen Sollicitationes, aggiungendo che tutti i casi di pedofilia che avvengano dentro la chiesa, devono essere considerati di competenza esclusiva della chiesa stessa. Ad oggi, il Vaticano ha offerto ASILO e protezione a non meno di 7 preti pedofili recidivi, negando assistenza ai legali che si occupavano di uno di essi (il Cardinale Sodano arrivò a rimandare indietro una richiesta di documenti avanzata dagli avvocati di una delle innumerevoli vittime di pedofilia 'ecclesiastica' degli Stati Uniti senza nemmeno aprirla).
Mai, in nessuna parte né della Crimen Sollicitationis, né della sua estensione, si legge una riga, una parola che sia di aiuto alle vittime. E tutto questo è avvenuto, ed avviene, su ordini di un uomo che oggi quelle persone che hanno partecipato al Family Day, chiamano ‘papa’ e venerano come il rappresentante di Cristo in Terra. Il Diavolo non avrebbe saputo fare di meglio.
Il filmato di cui vi fornisco il link è raccapricciante. Ci vuole stomaco per vederselo tutto. Me lo ha segnalato la mia amica Silvia. A lei, ma soprattutto a Colm O'Gorman, autore del video, ex vittima di abusi sessuali da parte di un prete, oggi leader politico e fondatore di One in Four, associazione per il sostegno alle vittime di abusi sessuali, va il mio ringraziamento.
Lo so, non bisogna generalizzare, esistono anche preti buoni. Ma sarebbe ora che si facessero sentire allora!!!
Vedetelo...prima che lo (mi) oscurino.

Thursday, May 10, 2007

La Teologia della Liberazione



Il papen è volato in Brasile. È il primo viaggio del Grande Ratzinger in sudamerica. Sembrerebbe il classico viaggio apostolico, oltretutto in un paese enorme che conta più di cento milioni di cattolici, ma non è così. Il Brasile è la terra della ‘Teologia della Liberazione’, tanto di buon occhio vista da Giovanni Paolo II e tanto osteggiata dall’allora Cardinale Ratzinger quando ancora era solamente Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (istituzione religiosa in altri tempi nota come Inquisizione). Cos’è la Teologia della Liberazione? È una rilettura del messaggio evangelico che tende a portare in contatto gli insegnamenti di Cristo con le necessità sociali ed economiche delle classi più povere ed oppresse del pianeta. Detta così sembra un’ovvietà, ma non lo è affatto. La Teologia della Liberazione nasce in seguito all’impatto avuto in sudamerica da alcuni movimenti religiosi, negli anni ’50, che portarono i preti a contatto con la classe operaia, prima in Francia e poi in Italia. Molti sacerdoti, in quegli anni, iniziarono a lavorare in fabbrica per essere più vicini agli operai. L’esperienza dei preti operai, peraltro immediatamente condannata dal Vaticano di Pio XII che ravvisò un pericoloso avvicinamento della Chiesa al ‘comunismo’, venne descritta dai suoi protagonisti in diversi libri che attraversarono l’atlantico e, negli anni ’60, accesero la passione di alcuni sacerdoti, tra cui Gustavo Guiterrez, Helder Camara e Leonardo Boff, gli ultimi due brasiliani. Questi uomini elaborarono e svilupparono la Teologia della Liberazione in un contesto di dittature sanguinarie ed oppressione quale era quello dell’America del Sud di quegli anni, risentendo anche degli insegnamenti provenienti dall’America del Nord (Martin Luther King Jr.) e dal Sudafrica (Desmond Tutu). All’interno di questa nuova dottrina, si evidenziano punti che mai ci sogneremmo di ascoltare in quella canonica. La povertà è un peccato sociale. La Liberazione passa attraverso la presa di coscienza della lotta di classe esistente ed attraverso lo schierarsi dalla parte dei più deboli. La dottrina evangelica va accettata liberamente. Ovvero, prima si pensa a fornire ai poveri condizioni di vita dignitose, poi gli si chiede se vogliono abbracciare la religione, e non il contrario, come accadeva (accade?) nelle missioni. L’uomo per salvarsi deve essere solidale e creativo, e deve considerare come una salvezza anche l’ambiente in cui vive, che deve pertanto essere rispettato. Verrebbe da chiedersi, quando mai Gesù Cristo ha predicato qualcosa di diverso da tutto ciò? E non è un caso infatti che Giovanni Paolo II abbia riconosciuto, seppur dopo un’iniziale perplessità, le buone radici presenti in questi insegnamenti, nonostante le pressioni esercitate in senso contrario sia dall’Opus Dei, e non stupisce, sia dal Prefetto Ratzinger, che ritenne inconcepibile un percorso di redenzione che passasse attraverso la lotta sociale piuttosto che attraverso la dottrina sociale della Chiesa cattolica. E difatti, appena eletto Benedetten XVI, parte subito la reprimenda che condanna la visione per cui i poveri sarebbero il ‘luogo teologico fondamentale’ al posto della ‘fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni’. In altre parole, quello che è giusto o sbagliato, non lo decidete voi con i vostri occhi, ma noi coi nostri indici di gradimento.
L’Independent si interroga oggi sul perché di questo passo indietro della Chiesa rispetto alle posizioni del precedente Pontefice. La conclusione di Peter Popham, inviato dal Vaticano, è che a questo proposito la Chiesa non si è…evoluta! È rimasta ancorata all’atavico terrore del ‘comunismo ateo e totalitario’ (“stanno tentando di ribattezzare Marx”) senza considerare minimamente (ma sarà un caso?) il fatto che in America del Sud gli stermini, le deportazioni, lo sfruttamento ed in ultima analisi la pietosa condizione socioeconomica di tanta parte della popolazione, sono derivati dal capitalismo e dalle sfrenate politiche neoliberiste imposte in buona parte dagli Stati Uniti dal dopoguerra ad oggi. Inoltre sembra che, durante la sua docenza all’Università di Tubingen alla fine degli anni sessanta, il papen abbia assistito ad un evento per lui inconcepibile, contro cui nulla hanno potuto i suoi raggi protonici e che lo hanno portato a sviluppare una netta intolleranza verso tutto ciò che sia identificabile come ‘progressista’: un gruppo di studenti occupò l’aula dove stava facendo lezione!!! Qualunque cosa leggiate sui giornali domani…prendetelo con le molle!!!

Wednesday, May 02, 2007

Di presentatori, cornacchie e bravi bambini


Andrea Rivera, così si chiama il nemico pubblico uno del momento. Un pericoloso terrorista, un criminale spietato, un abominio del genere umano, a sentire l’Osservatore Romano. Un essere esecrabile che ha commesso un crimine atroce. Qualcosa di impensabile, di inimmaginabile anche alle menti più perverse e contorte. Ha detto la verità. E l’ha fatto davanti a più di mezzo milione di persone. E, cosa ancor più grave, ha detto la verità sulla chiesa. Il Grande Ratzinger, che ormai non spara più missili e raggi protonici ma solo cazzate galattiche, dice di non credere alle teorie sull’evoluzione di Darwin perché l’uomo e la donna non si sono evoluti da specie diverse attraverso l’accumulo di mutazioni genetiche successive, ognuna in grado di garantire un vantaggio adattativo ulteriore, ma sono stati creati da Dio che ha sputato su un secchio di fango ed ha creato Adamo. Nessuno è d’accordo, nemmeno Babbo Natale e la Befana (ai quali, a questo punto, credo anche io), però non si può dire, senno Gesù bambino piange ed al robottone tedesco calano gli indici di gradimento. Il Vaticano più volte prende posizione contro l’eutanasia, interferendo, come al solito, nella politica italiana. Condizionando le decisione politiche attraverso i propri ‘picciotti’ abilmente sparsi in entrambi i rami del Parlamento italiano. Arriva a negare il funerale ad un povero Cristo-Welby qualunque che, dopo anni di immobilità, di ospedali e di sofferenza, ormai non era più in grado nemmeno di tenere gli occhi aperti da solo e pertanto ha deciso di smettere di soffrire e di far soffrire chi gli stava accanto, senza fare mai del male a nessuno. Nemmeno a se stesso. Però, la stessa Chiesa non esita a sfoderare i paramenti funebri per benedire l’animaccia stramaledetta di un macellaio carnefice come Augusto Pinochet. Sono tutti incazzati per questo, anche Babbo Natale e la Befana, però non si può dire, sennò Gesù bambino piange ed il crucco crolla nei sondaggi. Ma ad Andrea Rivera (che sinceramente fino a ieri nemmeno conoscevo) non gliene frega niente. Sale sul palco e dà voce ai pensieri di milioni di persone (inclusi Babbo Natale e la Befana) con calma ed ironia, come si conviene al presentatore di uno show. Il boato che segue dalla folla è liberatorio ed immediato. Così come immediate sono le reazioni non solo delle cornacchie dell’Osservatore Romano (questo aggettivo mi offende), ma anche degli autori dell’evento nonché dei sindacati, che si ritraggono spaventati dal tutto, temendo scomuniche rotanti ed anatemi perforanti. Tutti in coro accusano e condannano la verità. In nome di che cosa non s’è capito. Tutti insieme si ergono a portavoci di Gesù Bambino e delle sue lacrime nell’additare le parole e la verità del presentatore che…scusate…m’è arrivata una mail…

Da: gesù@bambino... (la privacy)
A: lesandro

"Egr. Dott. Lesandro,
in teoria io non saprei scrivere essendo troppo piccolo, ma nel tuo caso farò un’eccezione. Ti scrivo questa lettera perché non voglio che accosti nuovamente il mio nome a quello di quel bruttone vestito da gelataio. Io non c’entro niente con lui e soprattutto non piango. Sono un bravo bambino e non faccio i capricci io. Se piango, piango quando lo vedo in tivvù [non hanno problemi di satellite da quelle parti n.d.b.] e quando lo sento dire tante cose cattive in nome mio. Piango quando lo vedo calpestare con i piedi dell'indifferenza la povertà, la fame, la sofferenza e la miseria di tanti miei fratelli che invece dovrebbe aiutare, se necessario anche levandosi gli abiti di dosso, come io e il mio amico Francesco gli abbiamo insegnato. Anche il mio amico Pietro si arrabbia quando lo vede e dice “Maròòòò che fesso che m’è succeduto!!!”, ma poi mamma lo sgrida perché non vuole che parli in dialetto davanti a me.
Ma non piango certo per quello che ha detto quel ragazzo l’altro giorno davanti a tutti quegli amici che si divertivano (a proposito, c’era anche mio papà a quel concerto. Lui era un bravo falegname. Io sarei voluto andare ma la mamma dice che sono ancora troppo piccolo). Figuriamoci! Le leggi dell’evoluzione le ho inventate io!!! Perciò lui, il bruttone, non è amico mio e io con lui non c’entro niente, ecco! Eppoi io preferivo Goldrake.
Adesso però devo andare che è tardi. La mamma mi darà il latte e poi me ne andrò a letto, ad ascoltare le favole che Piergiorgio mi racconta ogni sera per farmi addormentare. Sono belle favole. Parlano di fratellanza, amore e solidarietà. Sono contento di averlo incontrato Piergiorgio.

Ciao, e smettila di fare l’agnostico. Tanto lo so che mi vuoi bene anche tu.

Gesù"
il blogger si ritira in buon ordine...ha un debole per i bambini.

Tuesday, March 13, 2007

Eravamo tutti fratelli

Tante cose si possono dire di questo governo e del suo operato fino ad adesso, e quasi tutte, purtroppo negative. Ma anche nonostante questo è possibile trarre delle conclusioni positive da questo quasi-primo anno di governo Prodi. Una in particolare. Questo governo sta lentamente, ma in maniera sempre più palese, portando allo scoperto la vera anima delle parti politiche che lo compongono, e non solo. L’ala sinistra del parlamento, da Rifondazione Comunista a Mussi, ci sta provando. Rispetto del programma politico presentato in campagna elettorale senza se e senza ma, anche a costo di votare provvedimenti ‘a naso chiuso’, come quello sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Alcuni non ci sono riusciti, come i senatori Turigliatto e Rossi. Troppo pesante è stato per loro il compromesso. Troppo stridente il contrasto tra quel voto e le proprie convinzioni personali. Hanno la mia comprensione, ma avrebbero dovuto pensarci prima. Era tutto già scritto nel programma che anche loro hanno accettato. Procedendo verso destra, le cose cominciano a farsi confuse. Ci si imbatte in un’area DS in cui non si capisce più bene quali siano le reali priorità da perseguire. L’amministrazione della cosa pubblica o questo fantomatico Partito Democratico? Alcuni dei Ministri che operano da questo distretto politico, uno su tutti, con mia profonda sorpresa, il Ministro degli Esteri d’Alema, stanno facendo bene. Ma è la politica Estera. Le sue linee sono state già tracciate in precedenza e fanno eccezione solamente quei casi straordinari, come il rapimento del giornalista Mastrogiacomo, che sono capitati lungo il percorso. Ma, a parte questi rari casi, sembra più che gli esponenti della coalizione che siedono in questa parte dell’emiciclo, da Fassino in giù, ma vale anche per il Presidente Prodi, siano troppo indaffarati a far nascere questo non meglio identificato PD, che nessuno sa ancora bene cos’è, ma che sembra tanto importante per loro. Un obiettivo da perseguire anche a suon di inciucioni se necessario, come suggerisce l’assordante silenzio del Governo su temi come il conflitto d’interessi o l’emittenza radiotelevisiva. Andiamo oltre. Dell’Italia dei Valori non abbiamo quasi più notizie. Il ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro è assente dalle principali testate giornalistiche da secoli ormai. Speriamo che sia perché è troppo impegnato a lavorare e perché il suo lavoro procede liscio, ma anche questo è un silenzio preoccupante. Ma è oltrepassato questo arco del Parlamento che ci si trova esposti alle rivelazioni più eclatanti. Dalla Margherita-Opus Dei di Rutelli-Binetti all’Udeur di Madre Mastella da Ceppaloni è tutto un rifiorir di buoni valori cattolici. Per l’ex-radicale Rutelli i Dico non sono una priorità. Ancora una volta folgorato sulla via di Damasco (ma forse è la Binetti che gli ha regalato un cilicio elettrico difettoso, di quelli ‘per un maggiore piacere del partner’), Rutelli, che parla in inglese sul web come Nando Meniconi, fa il possibile per ritardare la discussione sui Dico, smarcandosi con abilità da centravanti di fronte alle recenti manifestazioni di piazza. ‘Prima l’economia’, ‘prima il lavoro’…si vabbè…cioè? Ci manca solo che dica ‘prima la salute!!!’. E poi arriva lui, Mastella. Questo essere chimerico, mezzo Ruini e mezzo stronzo. È arrabbiato. Ma non per i Dico. È arrabbiato con Casini perché ‘cazzo avresti pure potuto dirmelo prima delle elezioni che volevi rifare la diccì…guarda in che casino mi trovo adesso!!!’. E ci prova a fare questo salto di qualità, ma si sforza di farlo come quello a cui non viene lasciata altra alternativa. La vittima. Dimentico del fatto che quel programma politico presentato in campagna elettorale l’ha sottoscritto pure lui. E la cosa triste è che sia i giornali che le televisioni lo aiutano non poco in questo. Oltre ovviamente al Vaticano, che proprio in questi giorni lo ha innalzato, attraverso l’Osservatore Romano, agli Altari della quasi-beatitudine, investendolo della nomina di ‘Difensore Ecclesistico dei Buchi di Culo Altrui’ (DEBCA). E forte è la milizia propagandistica che il clero ha messo a disposizione del Ministro. Offese, insulti, disprezzo a vagonate dalle colonne del giornale per quelle persone che domenica scorsa sono sfilate per le vie di Roma. La condanna della presenza di bambini alla manifestazione, quasi fossero stati usati come scudo da mostri omosessuali dediti ad ogni sorta di perversione. Curioso che la Chiesa si ricordi dei bambini solo in circostanze come questa e non quando i cattolicissimi elicotteri americani sganciano fosforo bianco su altri bambini, meno bianchi e più mussulmani. Poi oggi, la ciliegina sulla torta ce l’ha messa il Grande Ratzinger in persona, con magli perforanti, raggi protonici e via dicendo, che non solo ha DIRETTAMENTE richiamato alle loro responsabilità di cattolici i politici italiani (‘vai Clemente…sei tutti noi!!!’), ma ha anche concluso la propria esortazione apostolica sull’Eucarestia, suggerendo di reintrodurre il latino nelle celebrazioni religiose. Non si sa mai…i fedeli potrebbero capire che anche secondo Gesù Cristo siamo tutti fratelli…

Saturday, February 10, 2007

Aberrazioni Vaticane. O forse no...

Continuano senza tregua le ingerenze del papen e del clero nella vita politica italiana.Dopo l'approvazione del ddl Bindi-Pollastrini sui Dico (ex-Pacs), il Grande Ratzinger sferra l'ennesimo attacco a suon di valori cattolici protonici, famiglie cristiane rotanti e rispetto della vita antigravità. Lo fa durante l'incontro con il nuovo ambasciatore colombiano Juan Gomez Martinez, al quale magari avrebbe anche fatto piacere parlare dei guai del proprio paese invece che delle unioni civili in Italia, che dubito abbiano molto a che fare con la povertà degli indios o i cartelli della cocaina. Almeno finora.
Messaggi chiari e precisi diretti a quelle forze politiche ultraortodosse presenti nel nostro parlamento che vedono oggi nell'Homus Ceppalonicus il proprio condottiero, pronto, a suo dire, alla crisi di governo se il ddl verrà votato in aula. Sarà interessante vedere se nell'attuale Ministro della Giustizia (ma come v'è venuto in mente...mah!) prevarrà il fervore religioso, che lo vuole pronto a tutto per difendere i valori cattolici, o quello democristiano, che lo vuole pronto a tutto per mantenere le chiappone sulla poltrona ministeriale. Personalmente scommetterei sulla seconda ipotesi. Sapete com'è, la storia insegna...
Ingerenze nella vita politica di un altro stato dunque. Qualcosa che non dovrebbe succedere mai. Qualcosa che indigna, sia che queste ingerenze arrivino dal massimo esponente della religione cattolica (nonchè capo di stato), sia che arrivino dagli ambasciatori di sei paesi della NATO che, a mezzo lettera aperta e bypassando totalmente il Ministero degli Esteri ed il Parlamento, pretendono di parlare direttamente ai cittadini italiani per spiegare perchè è giusto e santo continuare la guerra in Afghanistan. Verrebbe da assegnare cento punti a Massimo d'Alema per come ha reagito a questa ennesima mancanza di considerazione nei confronti delle nostre Istituzioni. Ma la rabbia per le vicende giuridiche del processo contro gli assassini di Nicola Calipari ci ricorda che il problema non si risolve certo coi punteggi.
Ma torniamo a noi. Il papen, dicevamo, ribadisce con le sue affermazioni il diritto della Chiesa ad intrufolarsi nei cazzi nostri. Quelli politici come quelli privati. Leggendo qua e là sui blog, si vede che molti lo trovano normale. Le argomentazioni che si ritrovano più frequentemente sono quelle relative agli obblighi morali della chiesa nei confronti di valori che non sono appannaggio esclusivo della politica, ma anche della religione. Ovviamente la risposta a queste persone è più che semplice. Basterebbe che ricordassero come la Repubblica Italiana è uno Stato laico (o almeno dovrebbe esserlo) e che il ddl sui Dico vede la cattolicissima Bindi (un applauso) tra le firmatarie. Ma da oggi (per lo meno io l'ho saputo oggi, sfrucugliando come mio solito sul sito di Peacereporter) esiste un'argomentazione in più che può essere mossa a queste persone. Un autogol (almeno all'apparenza) incredibile del Vaticano che dimostra come gli obiettivi del clero non siano tanto quelli di garantire valori e moralità a beneficio di tutti, quanto quelli di mantenere uno status favorevole alla propria supremazia politica ed alla propria influenza, garantendo gli interessi dei propri sostenitori ed indipendentemente dalla condizione di chi, in quello status, patisce fame, miseria o emarginazione. I fatti: in Paraguay, il vescovo Fernando Armindo Lugo Mendez, su richiesta di diverse forze politiche, disperse in maniera trasversale nel parlamento paraguaiano, ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali del 2008, nel tentativo di contrastare lo strapotere del 'Partido Colorado', nazionalista e militarista, che da sei decenni governa il paese. Monsignor Lugo Mendez ha 55 anni ed ha passato una vita tra operai e campesinos e sa perfettamente che la perenne sconfitta del progressismo in Paraguay è legata all'assenza di radici rurali dei movimenti, delle organizzazioni e dei partiti progressisti (tutti con origini di natura urbana) di quel paese. Perciò ha deciso di accettare la richiesta fattagli, per proporsi come mediatore tra le realta rurali e la politica cittadina. Da notare che la Costituzione paraguaiana recita (art. 235) "sono inidonei ad essere candidati alla Presidenza della Repubblica o alla vicepresidenza i ministri di qualsiasi religione o culto", ragion per cui, Monsignor Mendez ha chiesto al Vaticano la riduzione del proprio mandato allo stato laicale.
Ebbene, a seguito di questa 'scesa in campo' a Roma si è scatenato il finimondo. Il vescovo è stato sospeso 'a divinis' dal papen stesso con la seguante motivazione: "Siete stato nominato vescovo dal Santo padre nel 1994 e avete accettato liberamente la nomina e la consacrazione episcopale. Come Lei ben sa, la consacrazione episcopale imprime nel vescovo il sacramento che lo configura interiormente come Cristo Buon Pastore, per essere nella chiesa un maestro, un sacerdote, una guida spirituale. L’episcopato è un servizio accettato liberamente e per sempre. Considerando la sua intenzione a non rinunciare all’incarico espressa il giorno di Natale, con sincero dolore compio il mio dovere infliggendo a Sua eccellenza, la pena della sospensione ‘a divinis’, proibendole anche di esercitare tutte le funzioni inerenti all’ufficio episcopale". Punto.
Ora la domanda è: chi sospenderà 'a divinis' il papen?

Wednesday, November 22, 2006

Non conosce la paura nè sa il dolore che cos'è...

Un rapporto di duecento pagine stilato dal Pontificio consiglio della pastorale per la salute e commissionato dal Grande Ratzinger in persona, con raggi gamma, doppio boomerang e tutto il resto. Duecento pagine per tentare di vedere se, dopotutto, infilarsi un preservativo ogni tanto possa essere una buona idea per evitare di crepare di AIDS oppure no. Duecento pagine per cercare di capire se al padreterno piace il lattice di gomma o se il ‘pelle su pelle’ è davvero dogma inconfutabile della sua dottrina, anche a costo di rimetterci le penne. Preoccupa sapere che anche il Vaticano comincia a porsi delle domande in questo senso. Dovrebbe rallegrare ed invece preoccupa perché significa che la situazione è seria davvero, come ci spiega l’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Aids (UNAids) nel suo ultimo rapporto. I contagi hanno ripreso a crescere in maniera incontrollata. 11.000 nuovi casi ogni giorno. Sono contagiati al 75% gli abitanti dell’Africa sub-sahariana, e tra questi principalmente le donne. E parliamo di nuovi contagi ovviamente. Il totale anche è in aumento ma, oltre che per i nuovi contagi, anche a causa di una migliore diffusione di farmaci anti-retrovirali in quelle regioni povere del mondo dove prima l’accesso a queste terapie (principalmente inibitori delle proteasi) era più difficile, pur essendo queste regioni quelle dove le umanissime (e forse per questo, chissà, animaliste) companies farmaceutiche hanno effettuato le proprie sperimentazioni, testando i farmaci sui cristiani salvo poi ritirarli a fine sperimentazione…anche se funzionavano. Però una piccola buona notizia.
Ma aumenti si registrano anche in Cina ed in Russia, principalmente tra i tossicodipendenti. Perciò anche il ‘papen’ si mette un maglio perforante sulla coscienza e ne viene fuori che, anche all’interno del clero, piuttosto che un irreprensibile ‘NO’ esistono invece posizioni diverse e sfumate che formano uno spettro di opinioni continue. Sembrerebbe una buona cosa, poi invece si legge che, in pratica, i nostri illuminatissimi ministri del culto sono disposti a chiudere un occhio e srotolare un guanto solo quando uno dei due già sa di aver contratto il morbaccio. Ovviamente parliamo di marito e moglie èh? Altre ipotesi non vengono minimamente considerate. Si può usare il preservativo tra marito e moglie se uno dei due è contagiato, sennò al peccato di uccidere una manciata di spermatozoi si aggiunge, vedi tu, quello dell’omicidio!!! Le mogli cattoliche ringraziano per il paragone ed i mariti cattolici si ritirano schifati dai talami all’idea di fare sesso con un simil-protozoo aploide e flagellato. Ed ecco bello e risolto il problema. A che serve la prevenzione? È veramente un Grande Ratzinger!
Vauro For President!