È meravigliosa la rete. Meravigliosa per quanto disgustosi i canali di informazione canonici. Miliardi di telegiornali, di giornali, di trasmissioni di approfondimento. Tonnellate di parole vane rovesciate quotidianamente nelle case della gente non si sa bene per convincerla di cosa, forse che Cristo è morto dal freddo, o che life is now, oppure che ava come lava…Poi ti siedi davanti al piccì, clicchi il solito link di Peacereporter e leggi: “Cercarono di sabotare i B-52 alla vigilia della guerra in Iraq: assolti due pacifisti britannici”.
Due inglesi, Toby Olditch e Philip Pritchard, il 18 marzo 2003 scavalcano il recinto dell’aeroporto militare di Fairford, vicino Londra. Manomettono i motori di due velivoli e lasciano tanto di cartello per il pilota, ‘consigliandogli’ di non decollare. Vengono arrestati ed ingabbiati nel carcere di Gloucester. Lo sapevano dal principio che sarebbe successo ed al momento in cui hanno tagliato la rete perimetrale dell’aeroporto, avevano già preparato le loro cose per l’incarcerazione. “The worse case scenario for us would have been prison - but nothing compares to the horror that has been inflicted on innocent Iraqis” (la cosa peggiore che potesse capitarci era l’arresto, ma niente se paragonato all’orrore che è stato inflitto agli innocenti dell’Iraq) dice uno dei due pacifisti di Oxford.Restano dietro le sbarre per tre mesi ed escono poi su cauzione. Nel 2004 iniziano i processi che si protraggono fino alla settimana scorsa quando il giudice emette una sentenza di assoluzione. Quel che è successo è che i nostri ‘eroi’ si sono presentati in giudizio con la seguente motivazione: quei B-52 avrebbero trasportato cluster bombs e bombe all’uranio impoverito che inevitabilmente, vista la natura stessa degli ordigni, avrebbero provocato morti tra i civili tanto nel breve quanto nel medio e lungo termine. Pertanto il loro gesto, per quanto criminoso, è stato reso inevitabile dalla necessità di prevenire crimini ben più gravi. I magistrati, preso atto delle caratteristiche tecniche degli ordigni, non hanno potuto fare a meno di constatare che formalmente la tesi degli accusati annullava il reato di cui erano imputati. Assolti!
Sembrerebbe la classica notizia del postino che morde il cane da guardia eppure, che io sappia, nessun giornale ne ha parlato. Forse si temeva che si spargesse la voce ed i soliti ‘megalomani’ tentassero pericolose emulazioni anche negli aeroporti nostrani. O forse, più semplicemente, si temeva che la gente vedesse come i protagonisti di questa storia, non erano né black bloc, né anarco-insurrezionalisti, né terroristi kamikaze. Ma due comunissimi, ordinarissimi gentlemen inglesi con qualche conoscenza di avionica, un paio di cacciaviti e chiavi inglesi ed il coraggio di chi sa abbandonare la propria comoda poltrona in cambio della galera pur di riuscire a dormire tranquillo la notte, sapendo di aver fatto qualcosa di giusto, di aver dato una mano.