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Friday, July 10, 2009

Confusione mentale

Si è concluso il G8 de L'Aquila. Tutti i partecipanti, incluso Giorgino, hanno fatto i complimenti a Berlusconi per l'organizzazione. L'ho sentito al TG1. O forse era il Grande Fratello? Si, mi sembra di si...
Tutti i partecipanti, incluso Giorgino, hanno visitato le macerie della città come fossero un Safari Park. Anche questo l'ho visto al TG1. Però forse era Il Festival di Sanremo...non ci giurerei...la Busi presentava o leggeva il telegiornale? Mah...
Anche le mogli dei partecipanti hanno visitato le macerie e stretto mani di vigili del fuoco e di Alessandro Gaeta, che si trovava lì per caso a testimoniare la commozione dei terremotati di fronte alle mise delle first ladies.
La moglie di Giorgino però non s'è vista.
In compenso è spuntata fuori quella di Alemanno, Isabella Rauti, figlia del fondatore di Ordine Nuovo, che ha regalato una borsa a Michelle Obama con su scritto 'sporca negra' cancellato e rimpiazzato da 'Le donne affrontano le sfide', che non si capisce che cazzo significhi, ma è più politically correct. O forse non era una borsa. Aspè, forse era una giacca di pelle...
Tutti i partecipanti hanno apprezzato la presenza di Gheddafi. Che in realtà non era Gheddafi. Gheddafi è morto qualche giorno fa. Era Michael Jackson travestito. Oppure hanno lo stesso chirurgo plastico, non so, non saprei...
Ma non era uno dei 'cattivi' Gheddafi? O forse era Michael Jackson. Non saprei, non ricordo. Però c'era la tenda con le guardiesse del corpo. Anche Gheddafi era senza moglie. Come Berlusconi. Che infatti s'è fatto accompagnare dalla Carfagna per stringere le mani dei grandi della terra. E forse anche altro. Sai com'è, nella confusione. Mi pare...
E' finito il G8 che era cominciato con un cuoco tedesco che cucina una carbonara in Campidoglio a Roma. Eppure gli acidi lisergici mi sono sconosciuti...per ora.
E' finito e si è deciso che bisogna combattere l'inquinamento, la crisi economica e la proliferazione delle armi nucleari.
Praticamente un G8 degli anni 70.
Berlusconi ha già detto che il prossimo G8 sarà contro i terremoti, le inondazioni e l'alopecia.
Quello dopo ancora sarà contro l'Inter.

Mi manca tanto la mia catozzina.

Thursday, November 13, 2008

Codice di disonore


"Vergogna", urlavano stasera i sostenitori dell'accusa contro le forze di polizia imputate per i fatti della scuola Diaz, avvenuti 7 anni fà al G8 di Genova. Vergogna perchè il primo grado di giudizio ha visto assolti i vertici della PS e del Viminale e condannati una manciata di poliziotti e ispettori. I proverbiali pesci piccoli, o capri espiatori che dir si voglia. 35 anni di carcere spalmati su 13 condannati, con la pena più pesante di 4 anni per l'allora comandante del settimo nucleo sperimentale di Roma. A fronte dei 108 anni chiesti dai PM per 29 imputati. Un processo, a detta dei giornalisti che l'hanno seguito, viziato da numerosi casi di omertà e da prove svanite nel nulla. Come le due famose bottiglie molotov.
Non che mi aspettassi nulla di diverso. I pesci grossi sanno come muoversi. Certi ordini si danno, ma in silenzio, senza parlare. 'Codici rossi' all'amatriciana, punibili solo nei contesti hollywoodiani, ma non fuori dal grande schermo. C'è differenza tra Scajola e Jack Nicholson dopotutto. Soprattutto in un paese come il nostro, dove accanto alle urla di indignazione echeggiano quelle grasse e soddisfatte di chi non esita a vaneggiare della nota rispettabilità e galanteria dei vertici delle nostre forze dell'ordine (non poteva mancare, tra questi, Maurizio 'sciroppo d'acero' Gasparri). Senza nemmeno porsi il problema del fatto che una tale assoluzione di massa dei quadri dirigenziali, comporta necessariamente l'ammissione di una struttura gerarchica inesistente all'interno delle forze dell'ordine stesse, dove un ispettore qualsiasi può ordinare di trasformare un pacifico raduno di manifestanti in una 'macelleria messicana', senza che nessuno dei suoi superiori possano fare nulla per prevenirlo o ne siano addirittura a conoscenza. Senza nemmeno porsi il problema della moralità di chi le forze dell'ordine le rappresenta quotidianamente in strada. Moralità che a questo punto bisogna considerare semplicemente nulla, se semplici agenti possono aver compiuto una mattanza del genere, stando alla sentenza, di propria iniziativa, senza aver ricevuto ordini dai propri superiori. Perchè è chiaro che il punto debole di questa sentenza è lo scollamento tra i pesci grossi, che un intervento del genere avrebbero potuto ordinarlo o impedirlo, e i pesci piccoli, che invece l'hanno messo in atto.
E si parlerà di questa vergogna, magari a lungo. Si protrarranno nel tempo i processi per il secondo ed il terzo grado di giudizio. E nel frattempo, visto che, per l'appunto, la pena massima è di soli 4 anni, in galera non ci finirà nessuno. E i responsabili di quelle ferite, di quelle pozze di sangue, di quei denti spaccati, di quei punti di sutura, rimarranno impuniti.
Cercavano violenti e pericolosi 'black bloc', quei poliziotti. E li hanno trovati, ma non li hanno arrestati.
Non si arrestano i colleghi.

Tutto sommato preferisco Jack Nicholson...

Tuesday, October 30, 2007

Antonio di Pietro e il G8

Antonio di Pietro è uno dei pochi politici che, con costanza, si confronta coi cittadini attraverso un blog degno di questo nome. Descrive nei suoi post le decisioni che prende come ministro e come segretario di un movimento politico e legge i commenti degli utenti. Di questo gli va reso atto. Aggiungo anche, a titolo personale, che trovo sia una delle persone più preparate e, perchè no, simpatiche che siedono in parlamento.
Oggi, insieme all'Italia dei Valori, ha bloccato l'attuazione della commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8. Una decisione impopolare che ha visto numerose proteste fiorire sul suo blog. Pronto è arrivato il post di spiegazioni del perchè una decisione del genere è stata presa. Lo riporto tal quale, con il commento che ho lasciato.

"Ho visto parecchi commenti sul mio blog, di cui molti negativi, sul fatto che Italia dei Valori non abbia dato il suo consenso alla Commissione d’inchiesta parlamentare per valutare i fatti del G8 di Genova del 2001.
Una premessa: siamo favorevoli ad una Commissione d’inchiesta su questo tema ma a condizione che si indaghi su tutti i fatti. Le questioni sono due: i comportamenti dei manifestanti e quelli della Polizia.
I no-global hanno sfilato per manifestare contro i potenti della Terra esercitando, legittimamente, un loro diritto. Alcuni, però, non si sono limitati a manifestare: hanno sfasciato vetrine, hanno incendiato macchine, hanno aggredito le forze dell’ordine. Una frangia di essi, quindi, ha commesso dei reati gravissimi per la quale la Procura della Repubblica e i giudici stanno procedendo, anzi hanno chiesto svariati anni di carcere. I fatti sono già accertati.
Cosi come è accertato, purtroppo e sotto certi aspetti ancora più grave, il fatto che le forze dell’ordine, per scoprire i colpevoli, non hanno fatto un’indagine di polizia giudiziaria nell’immediatezza, ma hanno rinchiuso alcune persone in una caserma e le hanno malmenate, provocando lesioni, comportandosi peggio degli altri.
Questa è una brutta pagina che merita un approfondimento innanzitutto in sede giudiziaria, e i giudici se ne stanno occupando: anche i poliziotti che sono accusati di aver commesso quei reati sono stati rinviati a giudizio.
Oggi, in Parlamento, cosa si voleva fare? Una commissione d’inchiesta limitatamente ai comportamenti della Polizia. Che Commissione d’inchiesta è questa?
Un’inchiesta sui fatti del G8 deve essere fatta tenendo conto dei comportamenti di tutti coloro che erano parti in causa; degli errori, degli abusi, delle omissioni e delle violenze commesse da tutti. Allora si può ricostruire una pagina di Storia secondo verità.
Ecco perché noi dell’Italia dei Valori non possiamo consentire che una commissione nasca con il fine di indagare solo su una parte dei fatti.
Ciò che abbiamo proposto è una Commissione d’inchiesta sugli abusi del diritto di manifestazione da parte di alcuni manifestanti - non di tutti perché vanno rispettati quelli che hanno rispettato la legge -, e di alcuni poliziotti - non tutti perché vanno rispettati quelli che hanno rispettato la legge. Vanno puniti coloro che hanno abusato della loro funzione.
Si deve ricercare la verità: un risultato falsato dall’origine non sarà mai positivo.
Mi dispiace che, ancora una volta, si riferisca solo la parte d’informazione che interessa.
L’Italia dei Valori non è contro la Commissione sul G8: è contro l’uso strumentale della Commissione."

Commento:

Con tutto il rispetto e la simpatia, ma queste sono cazzate belle e buone! Se la commissione d'inchiesta proposta era limitata all'operato delle forze dell'ordine è solo perchè è di quelle che il Parlamento deve occuparsi. Non dei manifestanti. Ai manifestanti violenti ci pensa la magistratura. Il parlamento deve preoccuparsi della polizia e degli interventi 'cileni' che ha compiuto perchè è dal Governo che dipendono le forze dell'ordine. I manifestanti invece no. Il parlamento deve preoccuparsi di allontanare dai quadri della polizia e dei carabinieri quegli elementi che hanno volutamente ed ingiustificatamente percosso, falsificato prove, aggredito. Il parlamento non può istituire commissioni d'inchiesta ogni volta che un teppista sfonda una vetrina. Ma deve (o dovrebbe) farlo ogni volta che elementi delle forze di polizia intervengono abusando del proprio potere. Lei si sta arrampicando sugli specchi in maniera vistosa ed ha appena impedito il compimento di uno dei pochi punti del programma politico (che anche lei dovrebbe aver firmato visto che fa parte della coalizione di governo) che stava, dopo lunga attesa, per essere attuato. La invito SENTITAMENTE a ricredersi ed a tornare sui suoi passi. Lo faccio perchè la conosco come persona intelligente.

Friday, June 15, 2007

Azione e non-reazione

Ad ogni azione corrisponde una reazione di segno inverso e di uguale intensità. È uno dei principi fondamentali della fisica dei vettori. Se lascio cadere un oggetto sul pavimento, la forza esercitata dall’oggetto sul pavimento al momento del contatto farà sì che il pavimento stesso eserciti una forza uguale e contraria sull’oggetto. Che infatti, nella maggior parte dei casi, rimbalza un paio di volte prima di fermarsi. E perché si ferma? Si ferma perché l’energia dell’oggetto che cade, inizialmente potenziale, poi (mentre cade) cinetica ed infine elastica (al momento del contatto col pavimento), viene via via trasformata in calore dall’attrito che si genera tra l’oggetto stesso, l’aria (mentre cade) ed il pavimento (ad ogni rimbalzo). Ed il calore, si sa, si disperde. Rappresenta la fine ultima dell’energia. L’ultimo stadio della degenerazione dell’energia.
Questo per lo meno è quello che accade in fisica, dove forze conservative e non si combinano per generare lo stato di cose che sperimentiamo quotidianamente. Lo stesso non accade in politica. Non in quella italiana per lo meno. Nella notte tra il 21 ed il 22 luglio 2001, un esercito di forze dell’ordine fece irruzione nella scuola Diaz di Genova e massacrò di legnate decine di manifestanti no-global che si trovavano nella capitale ligure per manifestare contro il G8. Un’azione di forza di pura matrice cilena, da fare invidia al peggiore dei Pinochet. Ma un’azione a cui non è corrisposta nessuna reazione dal mondo politico. Ancora oggi, un funzionario di polizia che prese parte a quell’azione, smentisce le sue iniziali dichiarazioni (rese a suo dire per ‘spirito d’appartenenza’) e definisce quella scena come una ‘macelleria messicana’, a descrivere il comportamento brutale dei suoi colleghi e le sofferenze inflitte sui pacifici manifestanti. Lo sapevamo tutti. Esistono filmati in rete che hanno documentato il tutto. Sappiamo non solo dei pestaggi, ma anche del fatto che, ad esempio, i computer presenti nella scuola, usati dai manifestanti per redigere documenti sulla manifestazione o per visionare prove fotografiche o filmate degli abusi effettuati dalle forze dell’ordine durante la manifestazione, vennero sequestrati se non distrutti sul posto. Sono notizie che conosciamo da 6 anni ma che ancora oggi, a detta di alcuni politici del centrosinistra, vengono definite ‘choccanti’ (shockanti sarebbe più corretto, se proprio si vogliono usare termini ibridi, sennò ‘sconvolgenti’ renderebbe molto meglio secondo me). Dove sta lo ‘shock’? Semmai sconvolgente è il fatto che a più di un anno dalle elezioni, quella parte del programma politico dell’Unione in cui si garantiva l’istituzione di una commissione d’inchiesta su quei fatti non sia stata ancora attuata. Semmai sconvolgente è il totale sovvertimento delle leggi più elementari della fisica per cui ad ogni azione (di forza, ingiustificata, brutale) NON corrisponde una reazione (politica) di segno opposto e di uguale intensità. I nostri politici sono degenerati in partenza. Le loro reazioni svaniscono immediatamente in vapori caldi che si disperdono nell’aria. L’attrito politico li domina e vivono per fottere la propria controparte, lasciandosi sfuggire SEMPRE l’opportunità di fare qualcosa di giusto, quando non si sommano a quelle ‘azioni’ viaggiando nella loro stessa direzione. In politica un oggetto che cade non rimbalza, ma si ferma al suolo, morto. Ogni tanto si scuote, preso a calci da questo o quel passante che afferma, smentisce, ribadisce o s’indigna. Ma subito quest’energia degenera in vampate di calore che si sprigionano dagli schermi televisivi, dove greggi di politicanti starnazzano l’uno contro l’altro dentro uno studio televisivo dotato di poltroncine bianco-democristiano. E tutto torna immobile come prima.

Sunday, June 03, 2007

Il prezzo del fucile

Nel tiggì 1 di questa sera ho visto, uno di fila all’altro, prima le contestazioni contro Prodi del comitato ‘No dal Molin’, poi Prodi infischiarsene dicendo che gli accordi presi dal governo non si toccano. Poi l’opposizione dire che Prodi lo contestano tutti (l’accordo sulla base del dal Molin l’hanno fatto loro…) mentre a loro gli vogliono tutti bene e poi ancora Putin e Bush che si scambiano colpi bassi in perfetto stile guerra fredda sullo scudo spaziale in Europa. E di seguito le immagini dei black bloc che hanno manifestato in Germania, le immagini di una manifestazione contro il 41bis (il carcere duro per reati di mafia e di terrorismo) e le scritte fatte sui muri nel luogo dove è stato ucciso Marco Biagi. Il tutto seguito dalla profonda indignazione dei politici per questo genere di cose.
Due black bloc tedeschi intervistati da un giornalista del telegiornale, hanno detto che la vera violenza non è la loro, ma quella dei governi e della polizia. Avrei voluto chiedergli quale avrebbe dovuto essere l’obiettivo che sperano di raggiungere bruciando qualche macchina o tirando sassi contro i veicoli, peraltro blindati, della polizia. Poi però m’è venuta in mente un’altra domanda. Perché non dovrebbero esserci persone che decidono di protestare in questo modo? Perché non dovrebbe esserci gente che chiama lo stato ‘terrorista’ o che invoca la libertà per Nadia Desdemona Lioce? Perché eserciti di persone, per lo più ragazzi, non dovrebbero decidere di scendere in piazza per spaccare tutto? Quante volte anche io mi sono ritrovato a pensare “che voglia di scendere in piazza con un fucile a pompa!!!” quando la vena sul collo era troppo gonfia. Assistiamo quotidianamente al massacro del nostro essere individui senzienti. Prodi afferma che le decisioni del governo non si toccano. E chi l’ha detto? Cesa di rimando sostiene che il loro obiettivo è far cadere il governo Prodi e non prova nemmeno un filo di vergogna nel sostenere una cosa del genere. Cannibalismo politico, le necessità dei cittadini non contano, l’importante è far cadere il governo e riconquistare il potere. Marco Biagi viene celebrato come un martire quando invece ha ideato un sistema che definire criminale è dire poco, subito tradotto in legge dall’ala ‘cannibale’ del Parlamento, allora al governo. Centinaia di migliaia, se non milioni di persone condannate alla non-vita del precariato. Est ed ovest del mondo si riscoprono di nuovo contrapposti e muovono migliaia di testate micidiali per…l’Europa, che non è nemmeno casa loro. Spesso e volentieri senza che chi ci abita lo sappia (vedi i depositi di Vicenza). Ed oltretutto parlando di pace e fratellanza da esportare, nemmeno dall’altra parte della telecamera ci fossero 6 miliardi di perfetti idioti.
Poi la gente s’incazza, scende in strada e spacca tutto, esalta chi ha pensato di risolvere qualcosa sparando ad un teorico del lavoro o chiama lo stato terrorista. E lo stato si ‘indigna’! parla di ‘barbarie’, invoca il ‘rispetto per le istituzioni’. O peggio ancora, quello per la ‘vita umana’, quando proprio oggi a manifestare per la moratoria internazionale contro la pena di morte c’erano solamente una manciata di radicali ed il solito, inossidabile Pannella. Il mio iper-tabagista preferito. Si indigna a 360° lo stato, ed a 360° dimentica la propria indignazione in un attimo, per ritornare il governo a non governare, coi suoi esponenti che disquisiscono rilassati di PD e stabilità dell’esecutivo dalle poltroncine bianco-democristiano dello studio di Vespa, senza mai prendere decisioni affrettate, senza mai prendere decisioni pericolose. Senza mai prendere decisioni e basta! E l’opposizione per ritornare a fare la sua pseudo-politica urlata, da stadio, pronta ad azzannare in ogni momento, ululando con gli occhi fiammeggianti di Buonaiuti, l'aspetto bolso di Bondi o lo sguardo stolido della Bartolini di ‘emergenza democratica’, ‘golpe’, ‘governo ladro’. Proprio loro…
Da una parte e dall’altra il nulla.
In mezzo Mastella e Casini.
Quanto costa un fucile a pompa?