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Friday, October 09, 2009

Presidenti a confronto


Dunque vediamo. S'è presentato alle elezioni presidenziali con un programma politico che prevedeva la fine dei conflitti che vedono coinvolti gli Stati Uniti, la salvaguardia dell'ambiente da ottenersi tramite fonti di energia rinnovabile, di conseguenza, l'uscita degli Stati Uniti dalla crisi economica attraverso uno sviluppo economico sostenibile. Ha preannunciato un irreversibile processo di disarmo nucleare che porterà, in ultimo alla Pace con la P maiuscola. Ad oggi, ha riconfermato la presenza delle forze armate statunitensi in Afghanistan e dintorni, presenza sempre più consistente. Lavora tenacemente ad una carbon tax che i più ottimisti considerano come inutile sotto il profilo ecologista ma che servirà senz'altro a svuotare ancora di più le già misere tasche degli americani. Di conseguenza, ha pensato bene, per uscire dalla crisi, di fornire alla Federal Reserve gli strumenti di una incipiente onnipotenza sul piano finanziario, promuovendo così quella che, più che la cura, sembra essere la malattia. Sostenibile però, dal momento che pesa poco. Poco più di una 500. Non ha nemmeno osato avvicinarsi all'arsenale atomico statunitense, ha abbandonato definitivamente il progetto dello scudo spaziale caldeggiato da Bush e l'ha rimpiazzato con un progetto nuovo, l'Aegis Weapon System, che prevede il dislocamento nel Mediterraneo (presumibilmente nel Mar Egeo) di unità navali dotate di sensori radar e testate in grado di intercettare i missili provenienti dall'Iran. Ovvero un sistema mooolto più flessibile che giustifica una presenza costante della marina americana a due passi dal medio oriente con navi che solo ufficialmente trasportano testate non nucleari. Ha stretto più Mani di esponenti del Partito Comunista Cinese lui di quante non ne habbia strette Mao e, in ultimo, ha sbattuto la porta in faccia a Tensin Gyatso, il Dalai Lama.
Ma ad un tesoro di presidente così, non glielo dareste anche voi un Nobel per la Pace?
Caro Silvio rassegnati...NUN SEI NISCIUN!!!

Wednesday, October 17, 2007

Paradossi dell'era moderna

Credo di poter vantare il primato di essere stato forse tra i primi italiani a vedere il lungometraggio di Al Gore “An Inconvenient Truth”, sui rischi corsi dal nostro pianeta in seguito all’inquinamento atmosferico. Lo ordinai su internet, la versione in inglese, ben prima che “Una Scomoda Verità” venisse messo in vendita in Italia. Questo documentario, agghiacciante per quanto spietato nel presentare una terribile realtà di fatto, è valso all’ex ‘prossimo presidente degli Stati Uniti’, come lo stesso Gore si presenta in apertura del filmato, molti riconoscimenti e premi, tra cui un Oscar per il miglior documentario e, recentemente, un premio Nobel, vinto insieme al Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici dell’ONU. Ora il problema è che questo Nobel è un Nobel per la Pace. Chiaramente, il riconoscimento è arrivato in seguito all’intenso lavoro di informazione fatto da Gore, non solo con il suo documentario, ma anche con pubblicazioni e libri precedenti ad esso. Un lavoro eccellente in verità. Ma forse sarebbe stato il caso di premiarlo, perché no, con un Nobel per l’Ambiente (che non esiste in verità, ma non sarebbe male istituirne uno). Già perché con la Pace, il buon Al non ha poi molto a che fare. Come vicepresidente dell’amministrazione Clinton infatti, è stato protagonista di svariate operazioni di guerra in Iraq, Somalia, Sudan ed Afghanistan, quasi tutte scatenate in risposta ad atti di terrorismo. Ad eccezione di quella forse più famosa. Quella in Kossovo, dove i depositi di uranio impoverito vennero tranquillamente svuotati in testa alla popolazione civile e militare, con i risultati che oggi tutti conosciamo (alla faccia dell’ambientalismo). Bombe insomma. Anche Gore ne ha sganciate parecchie. È paradossale che debba oggi ricevere in nome della Pace un premio intitolato a chi scoprì l’esplosivo e ne capì immediatamente sia l’utilità che la pericolosità. Un premio, oltretutto, ampiamente meritato, seppur in un campo decisamente diverso.