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Monday, December 12, 2011

Coriandoli e trenini/2


12 Novembre 2011, piazza italiana, folla in strada che festeggia la caduta del governo Berlusconi.

Pensionato: EVVIVA! E' CADUTO BERLUSCONI!!! EVVIVA!!! FESTEGGIAMO!!! FACCIAMO IL TRENINO!!! BRIGGITTE BARDO' BARDOOOO'!!! A-E-I-O-U-Y!!! Professor Monti, anche lei in piazza a festeggiare??!! 

Monti: Si capisce.

P: GRANDE PROFESSORE!!! Venga, facciamo il trenino.

M: M'invita a nozze caro lei.

P: BRIGGITTE BARDO' BARDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHH!!! PROFESSORE MA CHE FA???? AHIAAAAAAAAA!!!

M: Perchè scusi?

P: PROFESSORE MA ME LO STA METTENDO IN CULOOOOOOH! AAAAAAAH!!!

M: Su su, non faccia storie. C'è la crisi.

P: MA CON 250 MILIARDI DI EURO DI IMPONIBILE EVASI OGNI ANNO PROPRIO IN CULO A ME DEVE VENIRE A METTERLO!!!

M: Bè ma in piazza a festeggiare c'è sceso lei. Non vedo imprenditori miliardari, stilisti o calciatori qui in giro. E poi scusi, ma non sarà mica la prima volta che lo prende in culo da un banchiere no? Suvvia caro, si muova a tempo.

P: PROFESSORE LA SMETTA SUBITOOOOOOAHIAAAAAAA!!! 

M: Non posso. Ho avuto il mandato dal presidente Napolitano. 

P: NON ME NE FREGA NIENTE LA SMETTAAAAAAAAH!!!

M: Ma scusi ma guardi che lei è veramente senza cuore sa? Ma cosa dovrei fare io? Una patrimoniale? Tassare le rendite degli ultraricchi? Ma non lo sa che questa gente è abituata a darlo e non a prenderlo? Sarebbe uno stupro mi scusi! Invece voi pensionati, casalinghe, operai...

P: Si si, lo so bene. Noi siamo abituati a farci sodomizzare...

M: Briggitte bardò bardòòò...

P: almeno mi metta qualcuno davanti...

M: Vaaaa bene. Se proprio insiste le metto la Fornero. Almeno la smette di frignare e si diverte un pò anche lei.

Saturday, January 26, 2008

The shame of being italian

Ed è stato anche gentile, Peter Popham, dalle colonne dell'Independent...

Italy's President has started crisis talks to rescue the country from political limbo after the downfall of the country's 61st post-war government. But the opposition leader Silvio Berlusconi is pressing for snap elections, which opinion polls suggest would return him to power.The end of Romano Prodi's second term as prime minister left Italians brooding gloomily on the spectacle provided by their politicians as another period of limbo began.When the Christian Democrat Nuccio Cusumano told the house that he had decided to vote for Mr Prodi, against the party line, a colleague yelled: "Queer, cuckold, whore, toilet, piece of shit," and had to be held back from assaulting the senator. Another party member spat in his face, whereupon the defector fainted and was carried out on a stretcher.When Mr Prodi's defeat was announced, one opposition senator stuffed his mouth with mortadella, a type of fatty sausage from Bologna (and Romano Prodi's nickname); another popped a bottle of champagne, causing the speaker to call out angrily: "This is not a pub, put it away!"All part of the tapestry of Italian life, but few Italians yesterday were amused as President Giorgio Napolitano began his painstakingly democratic consultations on what to do next. Over the next three days (excepting Sunday, which is of course a holiday, even in a crisis) Mr Napolitano will meet members of all the main political groupings and see whether he can persuade them to accept his preferred idea that Mr Prodi's government should be followed by a fixed period of "technical" government designed to give Italy a new electoral system. The present system was enacted by Mr Berlusconi's government in 2005 and was widely seen at the time as a deliberate bid to sabotage a future centre-left government.If that was indeed its aim, it worked very well. In place of the largely majoritarian system in place since 1993, which produced the present situation of bipolarism, Mr Berlusconi substituted an extreme version of proportional representation, setting the bar for representation in parliament at just 2 per cent, compared to five per cent in Germany. He prevented complete immobilism by giving the winning coalition a "prize" of extra seats in the lower house – but not in the Senate. The result was that Mr Prodi's government was constantly on the verge of collapse, with a majority of just two.Mr Berlusconi and his allies yesterday continued to demand immediate elections under the present electoral system, even though the man who designed it, the senior Northern League politician Roberto Calderoli, has himself described it as a porcata, a load of rubbish.Mr Prodi, who said that he had "no regrets", rejected the idea that he might head an interim government. "If you lose in Parliament," he said, "even by a single vote, it means that this scheme has lost. I'm going off to be grandad."

È inutile chiudere la stalla dopo che…

“…non partecipiamo al voto sul decreto missioni” ha detto Ferrero parlando a nome della Sinistra Unita “e chiederemo una verifica in Parlamento per quanto riguarda l'Afghanistan”. “La sinistra si è ritrovata unita perché in Consiglio dei Ministri non abbiamo partecipato al voto sulle missioni militari. Chiediamoche ci sia una verifica in Parlamento sulla missione in Afghanistan”. Dal canto suo, il PdCI “voterà contro il rinnovo della missione militare in Afghanistan. La caduta del governo Prodi, al quale non abbiamo mai negato la fiducia nemmeno su questo delicatissimo terreno, ci impone oggi di manifestare anche con il voto in Parlamento la nostra contrarietà di fondo al coinvolgimento dell'Italia nel conflitto in Afghanistan. Non c'è più alcuna garanzia che in futuro le nostre truppe conservino i limiti territoriali e di ingaggio che il governo Prodi ha garantito”

Venivamo da un periodo in cui i comunisti italiani seduti in parlamento parlavano di pace senza se e senza ma. In cui non esitarono a far cadere il primo governo Prodi proprio per mantenere, a questi riguardi, coerenza e identità politiche. E anche ideologiche. In cui abbracciavano i movimenti pacifisti e mai e poi mai avrebbero lasciate inascoltate le richieste di gruppi come i no-TAV o i no-Dal Molin. I ‘movimenti’. Erano questi alla fine la vera spina dorsale dei rappresentanti italiani di quanto discendeva dal PCI. Indipendenti, ma fonte continua di sollecitazioni positive per partiti come RC e PdCI. Sollecitazioni che aiutavano loro e noi a rimanere con la schiena dritta. Necessarie, visto che gli interlocutori che si avevano di fronte erano pur sempre l’imperialismo militare e quello economico. La democrazia da esportare in punta di missile e la Banca Mondiale. La guerra ‘preventiva’ e la globalizzazione. Facile che tremassero le gambe. Oggi quella spina dorsale non ce l’hanno più. Se la sono sfilata volontariamente per dare fiducia al governo Prodi. Per mandare a casa Berlusconi insomma. Solo che poi non l’hanno fatto. E adesso cercano di raddrizzarsi. Ma, senza vertebre, lo sforzo che fanno è patetico. Rimangono afflosciati a terra come marionette coi fili tagliati.

Wednesday, January 23, 2008

Matrix Reloaded

C’è da non credere ai propri occhi a leggere gli articoli che compaiono sul sito dell’Unità da un paio di giorni a questa parte. In realtà poi si tratta di un articolo solo, scritto, riscritto, rimaneggiato e ripresentato più volte nelle ultime 48 ore e che, ovviamente, parla (pretende di parlare in verità) della prossima crisi di governo. Nonostante le molteplici riscritture, alcuni punti sono rimasti fermi attraverso tutte le diverse versioni. Spicca tra tutti il conteggio, ripetuto fino all’ossesso, dei seggi parlamentari a disposizione di Prodi con e senza l’appoggio del ceppalonico. Una sorta di esorcismo cabalistico che sembra voler rassicurare più il giornalista che non il lettore. Dei seggi al Senato non si fa parola. Non si dicono certe cose davanti a tutti che diamine! In compenso però si riportano (nell’ultima versione) i commenti diretti dall’opposizione ai senatori a vita. Riassumibili in: “siete tutti un branco di vecchiacci bavosi che non vi ha eletto nessuno e morirete presto, tranne Andreotti.” Non capisco il perché di tanta acrimonia da parte dell’opposizione. Dopotutto oggi Prodi ha ufficialmente aperto la crisi, chiedendo la fiducia del Parlamento, con l’esposizione dei risultati ottenuti dal governo fino ad oggi. Indulto, legge sull’emittenza radiotelevisiva procrastinata e procrastinabile ad libitum, italiani spremuti dalle tasse fino al midollo, aboilizione dei diritti delle coppie di fatto a colpi di cilicio, il conflitto d’interessi declassato a videogame. Se qualcuno voterà la fiducia a questo governo, dovrebbe essere l’ala destra del parlamento!

Diciamo la verità, più che un governo di sinistra questo è stato un deja vu.


Piccolo update post-prandiale:
Bossi: "O si va al voto oppure facciamo la rivoluzione. Ci mancano un po' di armi ma le troviamo"
Berlusconi: "L'Udeur di Mastella da questa sera confluirà nel centrodestra"
Bossi: "In questi momenti è meglio se Berlusconi sta zitto"

E' davvero un deja vu...a 360°!